Resti d’Italia

A San Miniato – borgo ricco di fascino nell’entroterra pisano – una quattro giorni dedicata alla drammaturgia contemporanea, italiana e non. Tra i testi presentati, Dux in scatola, Risorgimento pop e Aldo morto di Daniele Timpano.

Storia cadaverica d’Italia è il nuovo libro del drammaturgo e interprete Daniele Timpano. Un volume che raccoglie la trilogia delle sue opere (solo Risorgimento pop è scritto a quattro mani con Marco Andreoli), dedicate a un’Italia in disfacimento fin dalle sue origini: quel Risorgimento che vede nei resti di Mazzini forse la fine del sogno repubblicano – o, complice il dadaismo linguistico di Timpano, la fine del sogno tout-court.
È bene ammettere che è difficile recensire un libro che non si è letto e, ancora di più, un testo teatrale spogliato del suo luogo d’azione: lo spettacolo esiste nell’attimo stesso in cui si compie, irripetibile, agito e vissuto contemporaneamente da un attore e uno spettatore. Eppure dai frammenti sparsi letti da Timpano – il pezzo migliore resta il dialogo con l’ottimo Gaetano Ventriglia – si deduce che la scrittura in sé ha un proprio pregio, al di là dell’interpretazione, in un ossessivo disintegrarsi di valori, contenuti e forma che sembra una caratteristica autorale e che, indipendentemente da quanto possa piacere, può dirsi innovativa nel panorama, a volte troppo narrativo-consequenziale, del teatro italiano.
In sottofondo il bisogno di provocazione. Una provocazione che si percepisce anche nella lettura scenica di San Miniato, ma soprattutto nel frammentato sovrapporsi di mezze verità e verità scomode che intessono la storia del nostro Paese e che sono proprie della scrittura drammaturgica di Timpano.

Se poi si passa da Risorgimento pop a Aldo morto il discorso si fa ancora più complesso perché la storia contemporanea, privata dell’alone retorico, appare sempre oscena nella sua crudeltà svuotata di senso. Le battaglie assurgono a miti eroici se è Achille a trascinare nella polvere il corpo di Ettore, meno se a bruciare i testicoli di un cosiddetto terrorista è un soldato statunitense di Guantanamo.

Come scrive Verena Leonardini su teatro.persinsala.it, a proposito di Aldo Morto – in scena al teatro i di Milano la scorsa Stagione: “Contraddittorio è il sentimento di pietà per un uomo come Moro contrapposto a quella rabbia feroce nei confronti di colui che ha detenuto il potere all’interno di un sistema succube e corrotto, facendo uso di una sterile retorica per mantenere lo status quo il più possibile… Il merito di Timpano e del suo Aldo morto va dunque ricercato nella volontà di opporsi alla forza anestetizzante della storia, sterilizzata dalla fiction e dai media”.
Sicuramente la lettura scenica conferma quest’impressione di anti-retorica, di affastellarsi di dubbi e desiderio di fustigazione in stile morality play, capacità affabulatoria e non convenzionalità. Al termine dell’incontro viene voglia di leggere il libro ma, soprattutto, di vedere gli spettacoli agiti su un palcoscenico.

Unica pecca della manifestazione – che dà un’effettiva opportunità di incontrare “nuove penne” teatrali – è la mancanza di pubblico. Presenti non più di una decina di persone. Segno che l’estate e il clima vacanziero sono ancora imperanti? O di un disinteresse al farsi dell’evento teatrale – un assopimento della capacità critica e della voglia di indagine di un pubblico sempre più avvezzo al prodotto preconfezionato, ormai incapace di valutarne gli ingredienti?
 

La lettura scenica ha avuto luogo:
Contemporanei scenari – III edizione
Rassegna di promozione della drammaturgia contemporanea
Chiostro di San Domenico
San Miniato (PI)
da giovedì 6 a domenica 9 settembre
 
venerdì 7, ore 16.30:
Incontro con Daniele Timpano
presentazione e letture del volume:
Storia cadaverica d’Italia
di Daniele Timpano, a cura di Graziano Graziani
Titivillus, 2012

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