Ciak, morti viventi!

Shinichiro Ueda, al suo secondo lungometraggio, lavora di camera, attori e idee per quest’ibrido commedia-horror che ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult. Il suo One Cut of the Dead regala divertimento, risate e qualche brivido, ergendosi al contempo a paladino del cinema indipendente.

Higurashi e la sua troupe stanno girando con due soldi un film di zombie in una vecchia struttura di campagna, abbandonata da decenni. L’edificio, però, sembra fosse stato utilizzato dall’esercito per condurre esperimenti genetici su esseri umani.
Come nella più tradizionale delle leggende metropolitane, gli attori si ritrovano a dover fare i conti con una realtà che va oltre la più fervida immaginazione. O forse no?

Shinichiro Ueda, con il suo Zombie contro Zombie (distribuito in Italia come film evento per tre giorni, con il sottotitolo One Cut of the Dead) si avventura in quel territorio pieno di insidie che è la contaminazione di registri, soprattutto quando si parla di horror e commedia.
A fronte di un panorama occidentale contemporaneo che vede le major inseguire un orrore stagnante e di seconda mano, il cinema di genere che affonda le proprie origini nella terra del Sol Levante, pur con i suoi eccessi e i somatici giri a vuoto, ha da sempre il merito di soffiare ventate d’aria fresca che ravvivino un comparto che negli ultimi anni ha vissuto quasi esclusivamente dei successi (per lo meno in termini di qualità) del cinema indipendente.
Il cuore della pellicola di Ueda è un inside joke, proprio come il titolo in lingua inglese scelto per la distribuzione internazionale. Cosa è finzione, cosa è reale e in che misura siamo influenzati dal contesto in cui ci ritroviamo ad agire? Spiazza fin dalle prime inquadrature, esibisce senza vergogna o riserva un animo profondamente indie. Una matrice che comunque prende le distanze dall’accezione derivativa sedimentatasi di recente, tornando invece alla sperimentazione, all’originalità, al molto con poco. Ogni inquadratura gronda ugual ingegno, cinefilia e passione per il dettaglio, avventurandosi su un sentiero conosciuto ma riuscendo a regalare una sorpresa a ogni svolta.
Per emergere nell’abusato filone degli zombie, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più necessario avere il coraggio di osare e prendere le distanze dall’anonimato. Come ad esempio Romero ha ammantato il cinema dei morti viventi con un (neanche troppo) velato sottotesto politico, la declinazione in chiave comica deve soddisfare alcuni canoni specifici e infrangerne altri senza pietà. Edgar Wright e Simon Pegg erano riusciti nell’impresa con Shawn of the Dead (L’alba dei morti dementi); Zombie contro Zombie – One Cut of the Dead può diventare degno rappresentante di questo decennio, pur con le sue sostanziali differenze. Mettendosi infatti al totale servizio dello spettacolo, rinfresca il canovaccio, alza l’asticella e regala divertimento, risate e, perché no, qualche brivido ben costruito.
Zombie contro Zombie – One Cut of the Dead sarebbe stato perfetto come “dolcetto o scherzetto?” con vista sulla notte di Halloween, ma almeno l’uscita ritardata gli potrà dare la visibilità che merita senza doverlo far scontrare con i colossi delle grandi case. Nel suo amalgama perfettamente bilanciato di trasporto, dedizione, originalità e perizia tecnica, non può lasciare indifferente lo spettatore che è disposto a dargli una possibilità e manda in brodo di giuggiole il cinefilo.

Titolo originale: Kamera o tomeru na!
Nazionalità: Giappone
Anno: 2018
Genere: Commedia, Horror
Durata: 96′
Regia
: Ueda Shinichiro
Interpreti: Hamatsu Takayuki, Mao, Shuhama Harumi, Nagaya Kazuaki, Hosoi Manabu, Ichihara Hiroshi, Yamazaki Syuntaro, Osawa Shinichiro
Sceneggiatura: Ueda Shinichiro
Trucco: Simohata Kazuhide
Produzione
: Ichihashi Koji, Seminar Enbu
Distribuzione: Tucker Film
Colonna Sonora: Suzuki Nobuhiro, Nagai Kailu

Nelle sale italiane come film evento dal 7 al 9 Novembre 2018

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