Un ritorno non richiesto

Botti, esplosioni, acrobazie, sparatorie, colluttazioni, musica martellante e nient’altro; per tacere delle interpretazioni.

Creduto morto in seguito a un incidente, l’agente Xander Cage si è in realtà ritirato a Santo Domingo, dove si diletta in spericolate evoluzioni sullo skateboard.  Richiamato in servizio per sventare un complotto ordito al fine di far scoppiare i satelliti orbitanti intorno alla terra (non si sa bene a quale scopo), raduna un manipolo di pittoreschi personaggi (una tiratrice, un cascatore e anche, chissà perché, un disc jockey) e insegue i cattivi in giro per il mondo.

L’aggiornamento contemporaneo della serie di James Bond, senza la flemma che la caratterizzava, è un buon esempio di che cos’è il cinema postmoderno, che proprio la serie incentrata sul personaggio inventato da Ian Fleming ha per molti versi anticipato: una sequela di effetti speciali, privi di una forte correlazione fra di loro, tenuti insieme da un filo narrativo. Questa tipologia di film, che punta tutto sul ritmo indiavolato con cui si susseguono eventi spettacolari e avventurosi, ha il vantaggio di prestarsi maggiormente a contenere una varietà di effetti speciali sempre più mirabolanti e di essere più facilmente esportabile all’estero, poiché è pensata unicamente per trasmettere un’esperienza immediata, diretta e priva di ambiguità. Non è previsto né richiesto alcun tipo di coinvolgimento intellettuale allo spettatore e ciò rende questi film fruibili e potenzialmente apprezzabili da qualunque cultura o sottocultura. È sintomatico, a tal proposito, che tutti i film consimili vengano distribuiti nel paese di produzione, ma anche nei principali mercati esteri, secondo il sistema del saturation booking. Tale modalità di distribuzione consiste nel far uscire da subito un film nel maggior numero di sale possibile e nel distribuirlo contemporaneamente in mercati diversi da quello di produzione, anticipandone l’uscita con un’intensa ed invasiva campagna promozionale, per rendere il pubblico edotto che il tal film sarà visibile a partire da una certa data. Obiettivo di tale strategia è di consentire alla casa di produzione di rientrare quanto prima  nei costi sostenuti per finanziare il film. L’assenza di una trama vera e propria da seguire libera lo spettatore dalla necessità di accostarsi alla visione con un minimo di attenzione e gli consente di lasciarsi trasportare dagli eventi che susseguono ad un ritmo sempre più veloce, dovuto ad un montaggio molto frammentato, il cui fine è proprio di frastornare ed anestetizzare lo spettatore e di coinvolgerlo in un’esperienza d’avvolgente stimolazione sensoriale, nella quale immergersi completamente. Si spiegano in tal senso le innumerevoli e stucchevoli acrobazie compiute dagli personaggi, buoni e cattivi, mutuate dal cinema d’arti marziali di Hong Kong. Vedere e rivedere le medesime scene reiterate fino all’inverosimile, però, è come riascoltare la stessa barzelletta ad nauseam: produce una stanchezza che fa perdere al film qualunque motivo d’interesse. Ed quanto avviene qui, davanti  capitomboli e alle scazzottate da cartone animato: infatti, per quanto efferati siano gli scontri fra i personaggi, non si vede mai nemmeno una goccia di sangue. La violenza, infatti, è stilizzata, appunto come un cartone animato, dove nessun personaggio, nemmeno quelli negativi, si fa male davvero ed è quindi pronto a tornare nell’episodio successivo; e se ciò vale per i cattivi, è vero a fortiori per il protagonista, il cui fisico nerboruto e la testa pelata fanno comicamente somigliare a Mastro Lindo. In linea con quanto sopra accennato sulla rappresentazione della violenza, anche sul piano del nudo si assiste alla medesima stilizzazione: molte belle ragazze attraversano infatti lo schermo, ma nessuna che vada oltre la sottoveste o un sobrio costume a due pezzi. Mostrano quanto basta per attrarre lo spettatore maschile, destinatario principale di questo genere di film, ma non tanto da allontanare, a causa di un possibile divieto, il pubblico adolescente. Così facendo, la produzione cerca di accaparrarsi anche quel segmento di pubblico, primo frequentatore delle sale cinematografiche, costituito appunto dagli spettatori più giovani.

Titolo originale: xXx Return of Xander Cage
Regia: D.J. Caruso
Soggetto e sceneggiatura: F. Scott Frazier, dai personaggi creati da Rich Wilkes
Fotografia: Russell Carpenter
Montaggio: Vince Filippone, Jim Page
Musica: Robert Lydecker, Brian Tyler
Scenografia: Jon Billington
Costumi: Kimberly A. Tillman
Interpreti: Vin Diesel, Donnie Yen, Ruby Rose, Hermione Corfield, Deepika Padukone, Kris Wu, Tony Jaa, Nina Dobrev, Rory McCann, Toni Collette, Samuel L. Jackson
Prodotto da Vin Diesel, Jeff Kirschenbaum, Joe Roth, Samantha Vincent
Genere: Azione
Durata: 107′
Origine: Stati Uniti
Anno: 2017

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