Le case degli altri

Prosegue Venezia 71; nel pezzo di oggi le recensioni della pellicola di Bahrani, 99 Homes, e della commedia fuori concorso She’s Funny that Way. 

Il film in concorso di Bahrani comincia con una sfuggevole inquadratura di un uomo che si è suicidato dopo il pignoramento della sua casa. L’uomo che, subito dopo, viene sfrattato è Dennis Nash, un premuroso padre single. Autore degli sfratti è Richard Curver, un agente immobiliare senza vergogna alcuna. Nella toccante scena dello sfratto è chiaramente percepibile la violenza prevaricatrice della legge, che, aggirata con sapienti trucchetti bancari, fa sì che si possa affermare con diritto che la casa dei Nash è ormai di proprietà dello stato. Tutto ciò che rimane alla famiglia sono due caritatevoli minuti, concessi loro per recuperare qualche oggetto rimasto nella casa “occupata”. Costretto ad andare in un motel assieme alla sua famiglia, Dennis, un onesto lavoratore, non riesce a trovare alcun impiego a causa della crisi. Dopo alcune circostanze fortuite Dennis si ritrova a lavorare in segreto proprio per l’odiato Curver. Inizialmente, spinto da un impellente bisogno di contanti, la coscienza di Nash è sopita, poi, man mano che i soldi, le truffe e le responsabilità aumentano, cominciano ad affiorare in lui i primi dubbi etici. Caduto in un (breve) vortice di dissolutezza – raccontato magistralmente senza alcuna retorica – Nash cerca poi di riprendere il controllo della sua vita.

La parte centrale del film è un po’ lenta e ripetitiva, insiste troppo sul rovesciamento di ruoli da sfrattato a “sfrattatore”, ma le riflessioni sulla corruzione giudiziale ed edilizia, sulla crisi economica e soprattutto su quella di una giustizia oramai denaturata e corrotta sono da ammirare per la spontaneità con cui sono suscitate.

Dopo qualche scena di delirium tremens dovuta alla presenza di Al Pacino, è stata la volta di She’s Funny that Way di Bogdanovich. In questa commedia davvero divertente si è guidati in un labirinto di relazioni che si intrecciano senza posa. Un uomo sposato decide di realizzare i sogni di ogni escort che incontra; ne incontra una che farà un provino (per la parte di una escort) nello spettacolo che dirige; di lei si innamorerà lo sceneggiatore, che è fidanzato con una psicologa, che ha in cura un anziano ossessionato dalla suddetta escort, il qualche ha assunto come investigatore privato il padre dello sceneggiatore e così via… In questo turbinio di avvicendamenti la tensione narrativa –  pur scorrendo sul filo dell’eccesso – non viene mai meno e suscita grandi risate nel folto pubblico. Numerose sono le strizzatine d’occhio ai grandi registi e attori del passato: Audrey Hepburn, Cary Grant, Marlene Dietrich e soprattutto il maestro Lubitsch vengono citati più volte, ammantando di nostalgia e ammirazione il cinema di uno dei grandi della commedia americana. Da segnalare il cameo di Tarantino sul finale.

Anche questa giornata, tra una fila e l’altra, è finita senza la visione di un film indimenticabile.

Titolo: 99 Homes
Regia: Ramin Bahrani
Cast: Andrew Gardfield, Michael Shannon, Laura Dern, Tim Guinee
Durata: 112′

Titolo: She’s Funny that Way
Regia: Peter Bogdanovich
Cast: Imogen Poots, Jennifer Aniston, Owen Wilson, Lucy Punch, Kathryn Hahn
Durata: 93′

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