Fantascienza non al servizio dello spettatore

Deludente ultima creatura di Luc Besson, Valerian e la città dei mille pianeti (tratto da un fumetto transalpino, che il regista leggeva in tenera età) è un autentico flop interamente costruito in CGI. Un film avventuroso nel quale la sceneggiatura si dimostra fiacca e scadente e l’interpretazione attoriale è palesemente insufficiente.

Anno 2740. Il Maggiore Valerian e la sua fidata partner Laureline vengono inviati in missione sul pianeta Kirian per mettere in salvo l’ultimo Mul della sua specie. Dopo averlo recuperato, raggiungono la citta Alpha, a rischio di distruzione a causa di una minaccia che la erode dall’interno.

Enorme investimento produttivo (record per un film europeo e indipendente), Valerian e la città dei mille pianeti è, chiaramente, un’opera mediocre che non riesce a catturare l’interesse dello spettatore e che si sofferma troppe volte sulle schermaglie amorose tra Valerian e Laureline (tutto fuorché una comprimaria, nonostante il titolo sembri suggerire che l’unico protagonista sia quello interpretato da Daniel DeHaan). Ed è così che la pellicola di Luc Besson naufraga progressivamente sequenza dopo sequenza, nonostante l’utopistica messinscena di un universo in pace con se stesso e con il prossimo sia decisamente auspicabile nel periodo storico attuale.

Nonostante una prima parte facile da assimilare e avventurosamente goduriosa, Valerian e la città dei mille pianeti crolla sotto il peso dell’ interpretazione fallace di DeHaan (un attore che fatica tremendamente a farsi credibile a Hollywood) e della monoespressività di Cara Delevingne, purtroppo incapace di donare le necessarie sfumature per impersonare il carattere forte e “fumantino” di Laureline.

Contraddistinto da una vicenda banale (nonostante l’accompagnamento musicale di Desplat doni, disperatamente, ritmo al tutto),Valerian e la città dei mille pianeti è un fantasy adolescenziale che ha ben poco da dire e che si dimostra incapace di reggere la tensione fino alla conclusione. Difatti, nonostante alcune trovate interessanti (la scena iniziale in cui DeHaan entra all’interno del Big Market, ubicato in un’altra dimensione, è decisamente ben fatta), il film di Besson si perde nei meandri di una città cosmopolita minacciata da un nemico misterioso.

Purtroppo il troppo stroppia e si nota ampiamente quanto Besson abbia forzato la mano, costruendo un nuovo mondo (colorato e caotico) e altrettante interazioni. Un film che sulla “lunga distanza” cede il passo a una narrazione scontata e che fatica oltremodo ad appassionare. Valerian e la città dei mille pianeti è un giocattolo fracassone e superficiale; un’avventura decisamente in linea con i suoi predecessori (i film anni 90) che badavano molto più alla sostanza che alla qualità narrativa.

Titolo originale: Valérian et la Cité des mille planètes
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Attori principali: Dane DeHann, Cara Delevingne, Clive Owen, Rihanna, Ethan Hawke, Sam Spruell
Fotografia: Thierry Arbogast
Montaggio: Julien Rey
Musiche: Alexandre Desplat
Prodotto da EuropaCorp, Fundamental Films, Gulf Films, River Road Entertainment
Distribuzione:
Durata: 137′
Genere: Fantascienza

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