Solo per lettori del fumetto

L’adattamento cinematografico di un popolare manga nipponico non riesce ad interessare lo spettatore che non sia già un cultore della serie.

Il timido studente universitario Ken Kaneki scopre, in seguito ad un ricovero ospedaliero, di aver dovuto subire un’operazione chirurgica che l’ha tramutato un mezzo ghoul (ovvero un demone cannibale della mitologia orientale), dopo esser stato aggredito dalla sua ragazza Rize Kamishiro, appartenente a questa razza di creature antropofaghe. La trasformazione è avvenuta in seguito al trapianto di un organo di Rize nel suo corpo ed ora Ken si trova costretto a cibarsi di carne umana per sopravvivere. Per sua fortuna, incontra un gruppo di ghoul pacifici chiamata Anteiku capitanato da mister Yoshimura e, grazie alla loro conoscenza, cerca di capire meglio la sua nuova natura. Il gruppo viene però incessantemente inseguito da due agenti di polizia della divisione ghoul, incaricati di sradicare questa specie pericolosa dal loro distretto di competenza.

La trasposizione live action di un serie a fumetti molto nota in Giappone e già adattata per la televisione si concentra, forse fin troppo, sulla caratterizzazione dei personaggi, specie del protagonista, che si trova d’improvviso in una creatura antropofaga. Tale presa di coscienza si traduce in un mutamento profondo nella sua natura, da timido ed introverso studente ad abile combattente, costretto a difendersi dagli antagonisti che gli danno la caccia. A difettare sembra la consapevolezza dei tempi cinematografici: se un’idea può funzionare in una storia a fumetti o nella puntata di un telefilm, non necessariamente deve funzionerà anche al cinema: le prime due, infatti, possono dilatarsi lungo un arco narrativo particolarmente esteso (così avviene di norma per i manga, che presentano complesse stratificazioni e trame elaborate), mentre un film, per quanto di durata non indifferente come questo, non riesce a contenere tutto il materiale narrativo che costituisce la storia racchiusa nella sua versione a fumetti e televisiva. Inoltre, la prolissità nel raccontare la metamorfosi subita dal protagonista, la sua nuova condizione di cannibale, non giova al ritmo complessivo che, trattandosi di un film d’azione, dovrebbe al contrario essere teso ed incalzante. Per quanto concerne all’aspetto formale, poi, l’abuso della Cgi, per giunta di mediocre qualità, non giova certo alla riuscita dell’insieme: la resa delle creature mostruose alate e dotate di tentacoli è maldestra e goffa, tanto da far perdere al film quella credibilità che cercava di conseguire attraverso l’approfondimento psicologico dei personaggi di cui sopra s’accennava. Riguardo infine alle sequenze di combattimento, per le quali i coreografi nipponici vanno famosi, anch’esse risultano deludenti: girate con una fotografia sempre troppo scura che impedisce la visibilità dei particolari e dei dettagli, finiscono con l’affossare definitivamente il film, privato di quello che dovrebbe rappresentare il suo punto di forza (suo e di tutti gli altri film consimili), ovvero le acrobatiche evoluzioni degli spadaccini che si affrontano in duello. Come si vede, il film è stato girato ad uso e consumo dei lettori del fumetto originale, che si diletteranno nel ritrovare sul grande schermo le situazioni e i personaggi che già conoscono e apprezzano; difficile invece che gli spettatori digiuni di competenze in merito possano divertirsi, né tanto meno prendere sul serio un’opera di modesta fattura, in nulla migliore di molte altre analoghe giunto sul mercato occidentale.

Titolo originale: Tokyo Ghoul
Regia: Kentaro Hagiwara
Soggetto e sceneggatura: Ichiro Kusuno, dal manga di Sui Ishida
Effetti speciali: Tomo Hyakutake
Musica: Don Deivisu
Costumi: Masanori Morikawa
Interpreti: Masataka Kubota, Fumika Shimizu, Nobuyuki Suzuki, Hiyori Sakurada, Yu Aoi, Shoko Aida, Minosuke Bando, Duncan, Seika Furuhata, Kenta Hamano
Genere: azione
Durata: 119′
Origine: Giappone
Anno: 2017

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