Cari amici, incredibile!
Ho viaggiato in grotte subacquee, ho visto le cave che formano la bocca del mondo.
Ho visto foreste inginocchiarsi davanti la magnificenza delle cave, ossa dell’universo.

Ho assaporato il freddo dell’acqua e della roccia che si cercano nelle vene della terra.
Spericolate gocce si lasciano cadere e morire nella magia delle antiche ombre del sottosuolo.

Tutto questo l’ho visto in un film.

In Spagna si chiama El Santuario, in Italia – mi sembra – Sanctum.
Che scene, che ambientazione, che voglia di buttarsi tra le fauci della natura..

Percato per la gente.
La gente rovina sempre tutto..
Se provassimo a vedere tutto il film, censurando gli attori, staremo parlando di una vista incredibile.

Ma la storia, la storia è il grande quesito.
Una innarrestabile e demente guida sull’istruire giovani baldanzosi tinti di biondo ad amare il proprio eroico padre, seguendolo nel “deretano del mondo”.
Un susseguirsi vergognoso di “ti voglio bene”, “ce la puoi fare”, “continuiamo…”, grazie a Dio senza il triste “allora dividiamoci”.

Che stress tutto questo sentimentalismo!

Ma perchè rendere un buon lavoro da National Geographic una lezione di vita?
James Cameron, proprio quello di Titanic ed Avatar, ne è il produttore esecutivo.

Bene, non tralasciamo la magnificenza da Oscar di Titanic e il suo incredibile gioco di scatole cinesi, non parlo della storia circolare dell’orrendo diamante, ma del fatto che i protagonisti facciano sesso in un’auto, nella stiva di una nave in mezzo all’oceano…spettacolo! E non dimentichiamo Avatar, storia di come sarebbe andata la vicenda se Pocahontas avesse avuto problemi dermatologici, ma insomma questo non giustifica Sanctum!

Siamo circondati per due ore da ritardati speleologi in cerca di morte.
Ecco, sull’argomento morte il film mi è piaciuto, si cade bene, si muore in maniera spettacolare.
Ed i cadaveri sono tutti notevoli vi svelo che c’è addirittura chi riesce a bruciarsi la faccia nonostante sia con l’acqua alla gola.

In molti momenti il tutto mi ricorda i tempi in cui una squadrata Lara Croft nuotava nello scantinato di un tempio, tant’è che mi aspettavo da un momento all’altro squali o viscide secolari creature.
Mi sarebbe piaciuto molto di più vedere un Kraken ingoiare membra.

L’unica donna presente nel gruppo vorresti ammazzarla da come si presenta, Alice Parkinson, mi dispiace, nel film sei una viziatella e, di conseguenza, l’avrei affogata in una pozzanghera!

Insomma cancelliamo questo rapporto padre-omaccione figlio-simil surfista e godiamoci gli splendidi luoghi della Gold Coast di Queensland a sud dell’Australia.

Ah! Sicuramente spettacolare vederlo in 3D, ma la mia avversione per questa tecnica mi proibisce di apprezzarla, vivendo nella constante paura che tra un po’ venga girata anche L’armata Brancaleone 2 in 3D!

Articolo in spagnolo El Santuario 3D

Titolo originale: Sancum 3D
Regista: Alister Grierson
Sceneggiatura: John Garvin, Andrew Wight
Attori principali: Richard Roxburgh, Alice Parkinson, Rhys Wakefield, Daniel Wyllie, Christopher Baker, Allison Cratchley, John Garvin, Sean Dennehy
Fotografia: Jules O’Loughlin
Montaggio: Mark Warner
Musiche: David Hirschfelder
Genere: Azione, Thriller
Durata: 109′

Richard Roxburgh, Alice Parkinson, Rhys Wakefield, Daniel Wyllie, Christopher Baker, Allison Cratchley, John Garvin, Sean Dennehy

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