L’umanità che domina lo schermo

 «Portami le due cose più preziose che trovi nella città» disse Dio a uno dei Suoi Angeli; e l’Angelo Gli portò il cuore di piombo e l’uccello morto. «Hai scelto bene» gli disse Dio, «poiché nel mio giardino del Paradiso questo uccellino canterà in eterno, e nella mia città d’oro il Principe Felice mi loderà.» – Il Principe Felice (Oscar Wilde)

Tutti abbiamo sentito nominare Oscar Wilde almeno una volta; molti hanno letto le sue opere; alcuni conoscono la sua storia; pochi sanno cosa celasse l’animo dello scrittore di origine Irlandese.

Rupert Everett (Dellamorte Dellamore, Il Matrimonio Del Mio Miglior Amico) con The Happy Prince s’incarica di narrare e vivere in prima persona il viaggio interiore del Wilde degli ultimi anni, richiamando eventi, relazioni e parole di un passato che scivola inesorabilmente nel presente.

 «Ho voluto raccontare gli ultimi anni della sua vita perché adoro la Belle Époque e l’ultimo decennio del diciannovesimo secolo. L’idea di uno dei più grandi flâneur dell’epoca, assieme a Verlaine, di questi geni della letteratura ostracizzati dalla società trasformati in reietti che finiscono a bere per i boulevard… Lo trovo davvero romantico. Tenebroso.» spiega Everett in conferenza stampa.

Il suo è un Wilde emaciato, stremato, disperato, un uomo che si crogiola tra illusione e disillusione.

«È un uomo che ha distrutto sé stesso. Era una grande star, e non riusciva a capire che il mondo fosse in realtà molto diverso da come lo immaginava. Credeva fosse fatto su misura per lui, ed è esattamente ciò che lo ha penalizzato.»

 Un mondo crudele, che condanna l’amore, i sentimenti, un mondo che non permette a Wilde di essere Wilde.

Un mondo che trova la sua espressione nella fotografia di John Conroy, che seguendo le indicazioni di Everett e unendo una visione viscontiana ad una più documentaristica, porta sullo schermo gli eccessi, la sofferenza e i rimorsi umani.

Ad arrivare al pubblico, infatti, non è l’icona, ma l’uomo dietro il personaggio, con tutti i suoi difetti e suoi errori, proprio come lo intende Everett: «Gli altri film su Oscar Wilde tendono a raccontare l’icona, non la persona, e questo rischia di renderlo eccessivamente unidimensionale e arido. Io volevo mostrare il suo lato umano».

È chiaro l’intento dell’attore di valorizzare le relazioni e i rapporti che hanno dato forma e caratterizzato l’esistenza di Oscar, focalizzandosi sui personaggi di Alfred “Bosie” Douglas (Colin Morgan) e Robbie Ross (Edwin Thomas): mettendo in contrapposizione i due, comprendiamo come lo stesso Wilde non sapesse decifrare il proprio animo, dichiarando apertamente di amare l’uno, ma silenziando i reali sentimenti per l’altro.

L’altro, il sempre fedele Robbie, a cui dona il volto un giovane e carismatico Thomas (Restless, Churchill: 100 Days That Saved Britain), che ruba quasi la scena al magnetico Everett, e che a detta dello stesso regista/sceneggiatore/attore, è effettivamente il personaggio più importante della pellicola.

«Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “non vuoi restare con me ancora una notte?»

 “«Rimarrò con te per sempre» disse la Rondine, e dormì ai piedi del Principe.”

 Viaggiano in parallelo, le due storie, quella del Principe Felice, e quella del suo autore.

Ed entrambi, calata la notte, si ritroveranno in un sonno eterno, con il cuore in pezzi e in balia del gelido vento.

Ma non certo nella più completa solitudine.

The Happy Prince – L’ultimo Ritratto di Oscar Wilde è al cinema dal 12 Aprile.

Titolo Originale: The Happy Prince
Durata: 105’
Data di uscita: 12 Aprile 2018
Regia: Rupert Everett
Cast Principale: Rupert Everett, Clin Firth, Colin Morgan, Edwin Thomas, Emily Watson
Sceneggiatura: Rupert Everett
Montaggio: Nicolas Gaster
Fotografia: John Conroy
Costumi: Maurizio Millenotti, Gianni Casalnuovo, Celestia Fox
Scenografia: Brian Morris
Musiche: Gabriel Yared
Produttori: Sébastien Delloye, Philipp Kreuzer, Jörge Schulze, Carlo Degli Espositi, Nicola Serra, Frank Evers
Produttori Esecutivi: Azim Bolkiah, Ged Doherty, Connie Filipello, Colin Firth, Zygi Kamasa, Christine Langan, Nick Manzi, Joe Oppenheimer, Andreas Zielke, Markus Zimmer
Una Produzione: Palomar, Maze Pictures, Entre Chien Et Loup
Distribuzione: Vision Distribution

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