Il ritorno della banda dei ricercatori

Secondo capitolo della già annunciata trilogia dedicata alla banda dei ricercatori, Smetto quando voglio – Masterclass esibisce un look psichedelico e una trama che preferisce l’azione all’umorismo genuino del primo capitolo. Un prodotto che si distanza volutamente dalla commedia all’italiana e fa leva su un intrattenimento più consono al pubblico di oggi.

L’ispettore Coletti si occupa di scovare le smart drug che stanno popolando il mercato degli stupefacenti e decide di offrire a Pietro Zinni e alla sua banda una fedina penale nuovamente pulita a patto che scoprano e debellino trenta molecole in commercio e non ancora illegali.

Smetto quando voglio aveva già sparigliato le carte e confermato quanto servisse alla commedia italiana una sferzata di energia psichedelica, contaminata da qualche accenno all’attualità (la viscerale precarietà dei ricercatori universitari) e al cinema d’oltre Oceano. Il secondo episodio diretto da Sibilia vive della buona rendita del primo, anche perché non vi è più la novità e quindi si sente la necessità di spingere sull’acceleratore dell’avventura sconclusionata e surreale.

Accompagnato da un’accattivante fotografia acida (uno dei marchi di fabbrica della saga), Smetto quando voglio – Masterclass si concentra sulla figura del capo-banda Pietro Zinni e dona meno spazio ai comprimari, senza però eliminare quelle caratteristiche che li hanno resi unici nel primo film. Difatti non essendo più necessario il pretesto che aiutava a rendere attuale il meccanismo narrativo, Sibilia si concentra sull’azione sciorinando perlomeno due sequenze deliranti, che rimangono bene impresse nella mente degli spettatori.

Aggiungendo qualche “cervello in fuga” alla banda, Smetto quando voglio – Masterclass vale il prezzo del biglietto e fa leva su un format riconoscibile che attrae lo spettatore. La difficoltà era insita nell’evoluzione di una storia che dopo i titoli di coda si poteva considerare conclusa, un esperimento che consegnava al pubblico una nuova commedia dall’alto tasso di contaminazione e dall’elevato livello di intrattenimento intelligente. E invece Sibilia riavvolge il nastro e trova un escamotage narrativo molto interessante e assolutamente poco scontato, che aiuta lo spettatore a immergersi nuovamente nelle scorribande culturalmente alte e goffamente genuine di un gruppo di nerd, che ha bisogno di darsi una ripulita e cogliere al volo una seconda possibilità.

Smetto quando voglio – Masterclass accattiva lo sguardo ed è terreno fertile per un terzo capitolo in cui ci dovrà essere un’evoluzione ancora più marcata perché il villain di turno lascia un segno indelebile a fine pellicola.

Titolo originale: Smetto quando voglio – Masterclass
Regia: Sydney Sibilia
Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua
Attori principali: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano, Valeria Solarino
Fotografia: Vladan Radovic
Montaggio: Gianni Vezzosi
Musiche: Michele Braga
Prodotto da Groenlandia, Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Genere: Commedia
Durata: 110′

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