Droga, corruzione e irresistibili sbadigli

Niente di nuovo da segnalare nell’ultimo action diretto da Baran Bo Odar: Sleepless è noioso e prevedibile. La sua impostazione troppo seriosa spegne sul nascere ogni tentativo di evasione dalla comicità involontaria, annegando le scene adrenaliniche in un oceano di incoerenze e forzature.

Vincent Downs è un agente sotto copertura della polizia di Las Vegas. Segue da due anni i traffici di droga che ruotano intorno alla famiglia criminale egemone dei Novak e a Stan Rubino, proprietario di uno dei casinò più lussuosi della città: il Luxus.
Quando Vincent e il suo partner Sean intercettano una partita da 25 chili di cocaina purissima, Rubino ne pretende la restituzione sequestrando il figlio di Downs al fine di ricattarlo e ottenere il maltorto.
Vincent avrà poche ore di tempo per irrompere al Luxus, salvare il figlio e persino scrollarsi di dosso l’accusa di corruzione affibbiatagli dalla giovane agente Bryant.

L’idea di un sequestro, a fine ricattatorio o di vendetta, di prole di età variabile non è certo tra le più originali; ne sa qualcosa ad esempio Liam Neeson, che ormai da anni nei suoi Taken ha dovuto inseguire insistenti malviventi per salvare la propria figlia, diventando negli anni un fenomeno virale dotato di vita (quasi) propria.
Sleepless – Il Giustiziere non tenta nemmeno di giocarsi la carta di un prodotto volontariamente sopra le righe, scegliendo una chiave seriosa ed enfatica che trascina tutto il prodotto nel baratro di un ridicolo non controbilanciato da un’adeguata dimensione parossistica.
Si potrebbe provare a dire che non sia colpa di nessuno, e che un prodotto del genere non può che nascere già morto. Non rimane quindi da chiedersi cosa sia passato per la mente della Vertigo Entertainment, produttrice sì del dimenticabile The Boy ma anche di un film d’azione interessante come Run All Night – Una notte per sopravvivere. O cosa abbia convinto Baran Bo Odar, regista emergente di origini svizzere che si era comunque messo in mostra per i suoi esordi promettenti, a imbarcarsi nell’impresa.
Menzione a parte meritano Jamie Foxx e Michelle Monaghan, noti sia al grande pubblico che a quello di nicchia per più di un’interpretazione da ricordare, palesemente col pilota automatico e che si limitano al minimo indispensabile.
Sleepless – Il Giustiziere è tutto ciò che un film d’azione non dovrebbe essere. È poco credibile nella dimensione iniziale che si è costruito; è scritto arrabattando luoghi comuni e scopiazzando scene trite, ritrite e financo masticate; è prevedibile fin dai primissimi minuti nei suoi telefonati colpi di scena. Si affida a virtuosismi di regia e a movimenti di macchina che, seppur ricercati, stridono con la piatta messa in scena collettiva e si abbandona al ludibrio della sala in ripetuti scivoloni nella comicità involontaria.
Una pochezza che fa il paio con il gancio finale per un ipotetico sequel. Vacuità che, quasi in ironico contrasto col titolo, toglie letteralmente il sonno.

Titolo originale: Sleepless
Nazionalità: Stati Uniti
Anno: 2016
Genere: Azione
Durata: 95′
Regia
: Baran Bo Odar
Interpreti: Jamie Foxx, Michelle Monaghan, Dermot Mulroney, David Harbour, TIP “T.I.” Harris, Gabrielle Union, Scott McNairy
Sceneggiatura: Andrea Berloff
Produzione: Tom Ortenberg, Peter Lawson, Vertigo Entertainment Production
Distribuzione: Notorious Pictures
Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
Montaggio: Robert Rzesacz
Musiche: Michael Kamm

Nelle sale italiane da giorno 2 Febbraio 2017

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