L’immortalità e altri problemi

La vita eterna è solo il primo problema che il protagonista di Self/Less si ritroverà ad affrontare. Dal regista di The Cell  e The Fall, un thriller dalle tinte sci-fi. 

Damian Hale (interpretato dal premio Oscar Ben Kingsley) ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Arrivato al culmine del suo successo, un tumore lo riporta alla realtà: ormai è un uomo anziano e si sta avvicinando alla fine della sua vita. Allontanato dalla figlia (Michelle Dockery), gli rimane solo Martin (Victor Graber), partner in affari e amico di vecchia data, con cui rimpiangere gli ultimi giorni in vita.

Chi non ha avuto l’idea di vivere per sempre? Tutti noi, almeno una volta. E deve averla anche avuta Damian quando ha capito di avere ormai poco tempo prima dell’inevitabile.

Ed è proprio questa opportunità che gli si presenta davanti quando Albright (Matthew Goode) gli propone la tecnica dello “shedding”. Damian ha l’opportunità di trasferire la sua coscienza dentro un altro corpo (interpretato da Ryan Raynolds), più giovane e in ottima salute.

Mettendo in scena la sua finta morte, Damian accetta l’opportunità di ricominciare da capo la propria vita, una seconda chance per rimediare agli sbagli fatti in vita.

Sembra un’idea da film di fantascienza, per questo all’inizio siamo attratti, più di ogni altra cosa, da questa meravigliosa tecnologia, dalla restituzione di un corpo più giovane, la vita eterna in pochi attimi. Vincere la morte, è questo che ci affascina.

Se all’inizio siamo catturati dal fascino di questa tecnologia e divertiti dai momenti che Damian sperimenta nel suo corpo più giovane, subito il film si trasforma e cambia pelle, come il protagonista cambia corpo. Delle immagini affollano la mente di Damian, piccoli frammenti di una memoria che non gli appartiene. Albright, lo scienziato che gli ha permesso di continuare a vivere, gli somministra delle pillole per combattere quelle che lui chiama allucinazioni. Ma Damian non riesce a scordare le immagine ormai impresse nella sua memoria e quando incontra Madeline (Natalie Martinez), scopre il vero volto dell’organizzazione di Albright.

Damian è stato nella sua vita molto egoista, ha sacrificato la famiglia, le amicizie e in parte se stesso, per raggiungere i suoi obiettivi. Arrivato alla vecchiaia sente l’amarezza di aver scelto la solitudine, la ricchezza e il benessere assoluto, piuttosto che la vicinanza di sua figlia. Con questa seconda opportunità Damian sceglie di redimersi, ma compie ancora una volta una scelta egoista. Non vuole arrendersi (perché è questo che ha fatto tutta la vita) e sceglie di continuare a vivere.

Non è una pellicola di fantascienza, ma un thriller con un’architettura sci-fi. Due generi che nel film di Tarsem non riescono a conciliarsi. Il regista abbandona completamente l’anima fantascientifica del film, per dedicarsi  agli sviluppi meno impegnativi e lineari del thriller, spegnendo parte dell’entusiasmo iniziale. La sceneggiatura ha una forte struttura centrale, abbastanza da sorreggere alcuni piccoli problemi sullo sviluppo della trama, puntando ad una narrazione classica del genere.

Il regista è bravo a controbilanciare le diverse personalità tra Ben Kingsley e Ryan Raynolds, rispettivamente il Damian anziano e il Damian giovane. Due attori diversi, ma che sotto la guida di Tarsem riescono a portare sullo schermo una personalità unica.

Non è un film che osa, ma che sceglie di rimanere un buon prodotto di intrattenimento, affrontando un argomento che stimola i pensieri e la fantasia dello spettatore.

Titolo originale: Self/Less
Regia: Tarsem Singh
Scritto da: Alex Pastor e David Pastor
Attori principali: Ryan Reynolds, Natalie Martinez, Matthew Goode, Victor Garber, Derek Luke, Michelle Dockery, Ben Kingsley
Prodotto da: Ram Bergman, James D. Stern, Peter Schlessel
Produttori Esecutivi: Julie Goldstein, Dave Pomier, Lia Buman
Coproduttori: Cameron Jewell, Nikos Karamigios, Nico Soultanakis
Fotografia: Brendan Galvin
Scenografia: Tom Foden
Montaggio: Robert Duffy
Costumi: Shay Cunliffe
Musiche: Antonio Pinto
Distribuito da Eagle Pictures
Durata: 117’

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