Non mi mettero’ a tessere le lodi del milionesimo thriller con Bruce Willis, eppure questo filmino parco e misero conserva quello che di questi tempi manca molto: un finale che non ti aspetti.

  • Scheda Tecnica

Rowena (una H. Berry che esibisce il corpo come un monile, e fa bene!), indaga sulla morte di una sua amica d’infanzia che da poco aveva imbastito una relazione con un miliardario sposato e saturo delle sue pretese, e che si suppone l’abbia “accoppata” per non contravvenire alla vera ricca della faccenda: la moglie, finanziatrice di mille imprese economiche.

Rowena si affaccia dunque al mondo delle chat (su cui l’amica Grace aveva adescato il riccone), con l’ausilio tecnico dell’alleato Miles (G. Ribisi), in una triangolazione di ruoli (Berry, Ribisi, Willis , nei panni dell’amante abbiente) che riesce a fornire pochi punti d’appoggio e di riferimento, scombinando spesso le carte e alzando il polverone in faccia al sospettato di turno.

Qualche passaggio e’ male illuminato da un montaggio non troppo fluido, mentre i buchi di sceneggiatura si rincorrono senza tuttavia far perdere allo spettatore il gusto sacro del “come va a finire”, grazie ad un ritmo che si tiene “altino” e gode di una fotografia tirata a lucido e rassicurante.

Certo, la soluzione psico biografica buona per tutte le stagioni narrata a mezzo flashback spezzati e colorati con fotografia a se’, fa gridare allo sbadiglio e al gia’ (stra)visto, eppure il filo di continuita’ fra il passato e il futuro che si salda solo in finale, riscatta (molto in parte) un’opera barbosa e senza qualita’, e si fregia della rottura del patto con lo spettatore che si aspetta sempre disseminati qua e la’ gli indizi per la soluzione del giallo. In questo film davvero minimi.

Le interpretazioni sono da dimenticare e si consacrano all’inutilita’ e all’inesistenza del personaggio (l’ Harrison Hill di Willis potrebbe benissimo essere The Jackal o Jimmy Tudesky in F.B.I Protezione Testimoni), con una sola nota (forse) per Ribisi, che con quel viso non puo’ che farsi notare sempre.

The Perfect Stranger: Da guardare senza nessuna pretesa (ma davvero nessuna) e forse puo’ uscirne qualcosa di buono.

La Frase: “E salutami la mamma!” Nicki Aycox, The Perfect Stranger, 2007

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.