The departed, Billie Wilder e Ultimo tango a Parigi

Al giorno d’oggi, si sa, è difficile riuscire a trovare un film che parli di argomenti nuovi e originali. Viviamo infatti in un’epoca cinematografica caratterizzata o da saghe infinite (vedi Harry Potter e Narnia) o da innumerevoli remake di film del passato.

L’ultima opera di William Monahan, sceneggiatore di The Departed (altro eccellente remake del cinema contemporaneo),non è né una saga né un remake in senso stretto, ma una singolare unione di film apparentemente diversissimi tra di loro. La maschera con cui questo lungometraggio si offre allo spettatore è quella del gangster movie all’inglese.

La fabula ci narra le vicende di Mitchell (Collin Farrell), criminale appena uscito di galera che vorrebbe mettere la testa a posto. La sua vita si troverà davanti ad un bivio quando dovrà scegliere se rituffarsi nel mondo della malavita oppure diventare la guardia del corpo personale di un’attrice misteriosa e bellissima (Keira Knightley).

Impossibile quindi non trovare riferimenti con i film di Guy Ritchie – come Rocknrolla o The Snatch – in cui troviamo le stesse atmosfere nebbiose d’Oltremanica, le figure dei criminali outsider della società e le ottime colonne sonore a base di puro rock’ n’ roll. Ma il film a cui London Boulevard deve di più è proprio The departed. Partendo dall’inizio, quando i titoli di testa vengono alternati alle immagini della detenzione del criminale Mitchell, proprio come succedeva nel film di Scorsese, oltre al rapporto tra il protagonista e la bella attrice che rispecchia a perfezione la storia tra il tormentato Leonardo Dicaprio e la sua psicologa. Inoltre i protagonisti dei due film si ribellano alla figura di un boss senza scrupoli per cercare di vivere una vita tranquilla e ordinaria, facendo entrambi una brutta fine. Tante, dunque, le somiglianze tra questi due film, ma il cinefilo Monahan non si è limitato solo a questo: provate a pensare alla storia di un’attrice chiusa nella sua villa, quasi in ritiro dal mondo del cinema e ad un uomo che entra casualmente all’interno della sua vita. Anche se non alla lettera, ci troviamo davanti alla trama del capolavoro di Billie Wilder, Sunset Boulevard, a cui il nostro film rende omaggio già a partire dal titolo. Il gioco dei rimandi e delle citazioni si chiude con la scena della confessione di Keira Knightley, la quale racconta di essere stata violentata da un regista italiano, durante un suo soggiorno nel bel Paese. Le modalità con cui è avvenuto lo stupro sono praticamente le stesse della celeberrima “scena del burro” in Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Anche in quel caso Maria Schneider (interprete del film) si era dichiarata psicologicamente violentata dal regista e da Marlon Brando per non essere stata avvisata della crudezza della scena.

Sarebbe sbagliato però etichettare London Boulevard come un semplice film citazionistico. Il regista, proveniente dal mondo della sceneggiatura, non ha ancora sviluppato una propria poetica cinematografica e quindi la sua dipendenza dai film di genere, girati in precedenza, risulta essere il punto più debole del film. Rimane però un’ottima prova di recitazione da parte di tutti gli attori dal tormentato Farrell fino ai comprimari. Eccellenti infine la fotografia e le musiche, che rendono questo film una godibile opera di genere, di sicuro non originale ma nemmeno così deprecabile.

Titolo: London Boulevard
Regia: William Monahan
Sceneggiatura: William Monahan
Attori principali: Keira Knightley, Colin Farrell, Jamie Campbell Bower, David Thewlis, Ray Winstone, Anna Friel, Eddie Marsan, Ben Chaplin, Stephen Graham, Matt King, Ophelia Lovibond, David Dawson, Donald Sumpter, Lee Boardman, Daniel Ryan, Kerry Shale
Fotografia: Chris Menges
Montaggio: Dody Dorn
Produzione: GK Films, Henceforth
Distribuzione: 01 Distribution
Genere: Poliziesco, Sentimentale
Durata: 104′

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