lezionidicioccolatoLuca Argentero ormai c’e’, esiste e dobbiamo farci i conti. E’ una specie di peccato da scontare per tutte le ore che passiamo di fronte ai reality (o semplicemente per aver fatto vince il GF, quell’anno, a Floriana Secondi).

Luca Argentero e’ quello che si dice uno che, dall’immondezzaio della tv verita’, ne e’ “uscito bene”. Imparentatosi con i rami piu’ verdi della cinematografia italiana (Miriam Catania, principessina ereditiera dell’ impero Izzo) si e’ fatto protagonista delle pellicole di Ozpetek, Comencini, Placido e, ormai tocca constatarlo, lo ha fatto in modi piu’ che dignitosi.

Bello, disposto a metter da parte gli aspetti piu’ fascinosi e da calendarmen della sua immagine, sfoggia con disinvoltura una policroma presenza di fronte all’obiettivo, destreggiandosi nel drammatico come nel comico.

Il suo Mattia Cavadoni e’ un personaggio decisamente burlesco, improbabile per simpatia, probabilissimo per attivita’: e’ un geometra titolare di una piccola impresa avvezzo ad assumere operai immigrati in nero, ed e’ di fronte alla prospettiva di esser denunciato da un dipendente egiziano infornutatosi sul lavoro che Mattia cedera’ al suo ricatto: iscriversi sotto falso nome ad un corso di cioccolateria presso la Perugina. Mattia assumera’ le sembianze anagrafiche e comportamentali di Kamal, l’operaio egiziano con cui nel frattempo imbastira’ una singolare amicizia, e tutto di lui, dalla camminata alla parlata all’aria impolverata, simuleranno l’egiziano perfetto, dando vita ad una classica e godibile commedia degli equivoci in cui tutto sembra pasticciarsi sempre piu’.

Ovviamente non manca la spruzzata rosa, affidata al bizzarro personaggio di Cecilia (Violante Placido), collega cioccolataia invaghitasi di Kamal. Se Argentero funziona nella sua imitazione dell’immigrato e non fa fatica a calarsi nel macchiettistico personaggio del vile – ma – tenero Mattia, la Placido e’ sempre uguale a se stessa, condannata al piattume da una qualita’ vocale senza fremiti, che allivella noiosamente qualsiasi sua performance.

Senza grandi e clamorosi meriti, Lezioni di Cioccolato, si attesta come piacevole e scanzonato filmetto privo di grandi pretese (il che spesso basta a salvare una pellicola dall’infamia) in cui tutto quanto gira nella stessa direzione, coordinando armoniosamente una comunione d’intenti che si risolve in un prodotto compatto e gradevole, che non strappera’ applausi ma incoraggiera’ una risata.
Buona la fotografia rotonda (Giovanni Cavallini) che incornicia le sempre efficaci ambientazioni umbro – laziali.

Lezioni di Cioccolato: Simpatico senza eccedere.

La Frase: “Mi innamoro sempre di uomini bugiardi”, Violante Placido, Lezioni di Cioccolato, 2007

Voto: 5,5

1 commento

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