Bambini (possibilmente biondi, meglio se sembrano Keira Knightley da piccoli), un villaggetto chiuso e fuori dal tempo a meta’ fra l’ambientazione de Il Prescelto e qualche squarcio di Big Love, una scienziata laica (ma dal passato religioso), le dieci piaghe d’Egitto. Frullate il tutto con qualche effetto sonoro improvviso e qualche allucinazione patinata e sì, lo sbadiglio e’ servito.

  • Scheda Tecnica

Sorprende come una due volte premio Oscar del calibro di Hilary Swank (attrice che personalmente amo poco ma di cui si omaggia il talento in ogni dove), si trovi cosi’ a corto di copioni da dover accettare l’ultima bufala di Stephen Hopkins, un regista che ha come suo capolovoro Lost In Space, simil comic fantasy con Joey Triviani di Friends nei panni del bello truce e macho (!!!)

The Reaping racconta una storia banale, retorica al punto da citare il masterpiece del genere Rosemary’s Baby suscitando il piu’ puro ribrezzo nei confronti di chi ha inventato gli Horror satanici, e che ci costringe ciclicamente a sorbircene uno ( e uno e’ sempre peggio dell’altro).
Sono infatti certa che un produttore con un minimo di sale in zucca dovrebbe ostacolare la lavorazione di questi progetti, stroncando l’emorraggia di sfaceli una volta per tutte.
Qual’e’ l’ultimo horror a sfondo religioso bello che ricordate? Ecco, appunto. Ma torniamo al film.

La Swank interpreta Catherine, una “donna che ha perso la fede” e che ora lavora per il nemico. Il diavolo? No, la ragione.

Catherine e’ una scienziata impiegata presso l’universita’ con la vocazione di svelare la vera natura dei cosiddetti miracoli, le riesce sempre, fin quando non viene convocata in una piccola cittadina del sud (scenario ideale), dove stanno avvenendo fatti strani (leggasi il fiume che diventa di sangue, le locuste etc.)

Cosa stia realmente accadendo ad Haven (che nome!) non e’ poi cosi’ chiaro, mentre quel che e’ sicuro e’ che il nemico (la ragione) questa volta deve soccombere sotto la forza della fede, fino a prendere coscienza del fatto che Dio non solo c’e’, ma e’ anche armato di angeli vendicatori.

La sottotraccia religiosa e’ smaccata e manichea (quasi repubblicana), mentre la regia si svincola persino da quei pochi punti fissi di genere che potrebbero rendere l’opera gradevole ( o meno orribile) : montaggio veloce, inquadrature con i famosi 6 fotogrammi al secondo, mentre ne recupera tutte le sbavature possibili: lentezza, scarsa indagine dei personaggi, il collega nero che defunge miseramente.

Ci auguriamo, per il futuro della Swank, che si trovi un agente che le proponga progetti migliori, e per il futuro del cinema, che scompia questa mole immane di horroretti sconclusionati.

I Segni Del Male – The Reaping: Orribile (non come merito).

La Frase: “Mia figlia e’ stata uccisa da un uomo fragile e senza Dio!”, Hilary Swank, The Reaping, 2006

Voto: 3

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