Se dovessimo riflettere sui nomi che compongono il canone culturale della modernità e volessimo elencare gli autori che hanno ispirato il Novecento tanto nella prospettiva storica quanto in quella letteraria e filosofica, Sigmund Freud avrebbe senz’altro un ruolo di prim’ordine.

FreudLa sua capacità di influenzare l’immaginario, il pensiero e la società del XX secolo è innegabile, al punto che il nome stesso di Freud è di dominio pubblico anche tra in “non addetti ai lavori”. E forse qui già troviamo il nucleo dell’importanza del volume pubblicato di recente dall’editore Franco Angeli dal titolo Freud. Lettura filosofica, saggio di Piero Di Giovanni.

Perché d’altronde, chi sono gli “addetti ai lavori” di cui sopra? Freud non è mai stato ostaggio di un sapere specializzato tanto meno di una scienza particolare; forse la grandezza sta proprio nella capacità che il suo pensiero abissale ha avuto e continua ad avere di divincolarsi dallo specialismo della disciplina che lui stesso ha contribuito a creare o quanto meno a rinnovare dalle fondamenta. Freud ha infatti rivoluzionato la psicologia, fondato la psicoanalisi, ma i suoi scritti come sappiamo bene hanno sconvolto l’antropologia e la sociologia, le arti e la filosofia.

Ecco, proprio la filosofia, e non perché Freud possa venire definito un filosofo al pari degli altri grandi della storia della filosofia, ma perché la sua riflessione come nessun’altra ha indagato l’esistenza, ne ha evidenziato i paradossi costitutivi e le tensioni. Di Giovanni, storico della filosofia che nel corso della sua carriera si è occupato di filosofia classica, ma anche di autori moderni come Marx, Heidegger e Nietzsche, ha sempre tentato di mettere in comunicazione filosofia e altri saperi a essa da sempre connessi. Per queste ragioni, il titolo del libro in oggetto è assai indicativo: non già “Freud filosofo” perché sarebbe stato un titolo puerile, forse persino pretestuoso. Meglio “Lettura filosofica”, a dimostrazione di come Freud possa rivelarsi anche nel XXI secolo una fonte essenziale per chi è filosofo oggi. Il percorso speculativo e concettuale di Di Giovanni si rivela entusiasmante perché capace di mettere in connessione il pensiero di Freud e la filosofia che emerge dalle sue opere ad autori che lo hanno preceduto storicamente: Hobbes, Rousseau, Marx, per arrivare “in fondo” fino a Empedocle e alle dottrine manichee.

Un libro perciò essenziale, da un lato, per legittimare Freud in chiave filosofica sottraendolo alla prospettiva cognitivista e, dall’altro lato, per inserirlo all’interno della storia del pensiero mettendolo in connessione con alcuni dei maggiori filosofi di sempre, per offrire anche l’occasione di ripensare quell’antica triade rappresentata da filosofia, mito e scienza.

Freud. Una lettura filosofica
di Piero Di Giovanni
Franco Angeli
pp. 210

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