Nanni Moretti alle prese (di nuovo) con l’elaborazione del lutto, che tra un elenco e una lista non si fa mancare la scena di sesso del secolo.

Caos calmo racconta di un uomo che sceglie e persegue l’immobilismo come rivoluzione, credendo segretamente che dedicarsi in maniera totalitaria e ossessiva alla superstite della sua famiglia, la figlia, possa compensare distrazioni e disattenzioni verso una  moglie di cui evidentemente sapeva poco, e a cui si interessava meno.

La pellicola, diretta da Grimaldi ma adattata per il grande schermo con la partecipazione di Moretti, si concentra nella  fenomenologia del vuoto, che pur avanzando e rumoreggiando viene arginato con la bizzarria di un gesto estremo, che capovolge  le prospettive sia interiori, sia di relazione con il paesaggio umano che circonda il protagonista.

Moretti, appollaiato su una panchina, ricostruisce il suo universo perduto nobilitando, giorno dopo giorno, di nuovi rituali la sua vita “caotica”, che cosi’ si configurera’ come  sempre più gestibile, rinnovando e rimpicciolendo  il contesto di azione in cui si puo’ soffrire di meno e ricominciare, perche’ li’ il fantasma di una morte non c’e’, e non puo’ far impazzire.
Due piccioni con una fava, dunque: star vicino, vicinissimo alla figlia, e “ricominciare” in un posto  vergine, fatto di bar, panchine e protagonisti mattinieri di un parchetto romano. Una nuova routine consolatoria che apparira’ invitante e confortante anche per i parenti e i colleghi ben piu’ allo sbaraglio di lui.

L’idea del film ( e del libro di Veronesi) e’ gradevole e non banale, e la recitazione di Moretti si fa leggera e ironica senza vampirizzare col solito ego ipertrofico ogni angolo dello schermo, in cui rimane  spazio per la briosa e vagamente malinconica Blu Yoshimi (la piccola Claudia),  e il solito Alessandro Gassman alle prese col ruolo (poco credibile) di fratello di Moretti (di madre diversa? Anche di padre?).

Cio’ che lascia tuttavia perplessi  e’ lo sviluppo delle questioni parallele alla traccia principale, che finiscono per troneggiare , giganteggiando e soverchiando quanto di buono il film vuole  offrire. La storia che include di striscio il personaggio (assolutamente marginale) di Isabella Ferrari si piazza con prepotenza nella visione e nello svolgimento per via di “quella” sequenza sessuale piuttosto spinta  e decisamente gratuita ai fini di un’ evoluzione che comprende si’ una rinascita fisica e umorale che passa –perche’ no?- da un buon coito, ma non necessariamente cosi’ lungamente e dettagliatamente filmato. Da qui a pensare al gioco di “spot” pubblicitari  e’ un attimo,  e suona alquanto improponibile l’ipotesi di un attacco di ingenuita’ collettiva , che non prevedesse quanto del “battage” si sarebbe soffermato su quell’unica, inutile scena, che interroga circa la sanita’ mentale e la coerenza di un uomo che rimproverava il fratello per uno spinello in salotto (“la bambina di la’ dorme!”) , ma non rinuncia a far urlare di piacere la sua amante occasionale mentre la figlia, alla quale si e’ tanto ostinatamente votato,  riposa a pochi metri da lui.

Il resto del cast si destreggia reiterando clichè ad libitum: Silvio Orlando nei panni del dipendente deluso dall’azienda,  la Golino svampita e svagata come nella miglior tradizione della sua galleria di personaggi naif, persino la televisiva Sara D’Amato riesce a riproporsi nei panni della disturbata fredda e inconsapevole, mentre una colonna sonora d’autore (il solito buon Buonvino affiancato  da un apprezzato Ivano Fossati) cesella la curata confezione di un prodotto intrigante, non eccessivamente valido, sicuramente ruffiano.

Caos Calmo: Falsa Partenza.

Voto: 5

La Frase: “Io non sto fermo. Io mi muovo”. Nanni Moretti, Caos Calmo, 2009

Regia: Antonello Grimaldi
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Laura Paolucci, Francesco Piccolo
Attori: Nanni Moretti, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Blu Yoshimi Di Martino, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Manuela Morabito, Roberto Nobile, Babak Karim, Tatiana Lepore.
Fotografia: Alessandro Pesci
Montaggio: Angelo Nicolini
Musiche: Paolo Buonvino
Produzione: Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia 2007
Genere: Drammatico

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.