La domanda è: si può girare un film di un’ora e mezza con protagonista un uomo rinchiuso in una cassa sotto un metro di sabbia senza inquadrare null’altro che l’interno della bara stessa?

Il film di Rodrigo Cortés è l’azzardo di un uomo che ha voluto essere coerente alla sua idea iniziale fino in fondo.

Anche se non originale (già Corman, Darabont e Tarantino ci avevano pensato), l’idea del regista spagnolo è di certo coraggiosa nella sua messa in scena, soprattutto se si pensa alla sceneggiatura tra l’insulso e l’imbarazzante che l’accompagna.

Non c’è nulla in Buried, al di là dei titoli di testa, che renderebbe il povero Hitchcock orgoglioso di cotanto “thriller intelligente” ed è vagamente offensivo definire un film “geniale” per un finale del genere, semplicemente perché non è cosa nuova e nemmeno inaspettata.

Dopo un incipit angosciante e che, si perdoni la battuta, “cala” davvero lo spettatore nella situazione, il film si perde nella parte centrale tra dialoghi assurdi (con l’amica della moglie) e scelte da menomato mentale del protagonista.

Rodrigo Cortés, è chiaro, vorrebbe far entrare lo spettatore nella mente di un uomo che sragiona immerso in una situazione apparentemente senza vie d’uscita, ma quel che ne esce è il ritratto di un mentecatto che, come nei peggiori thriller di serie B, sembra far di tutto per complicarsi ulteriormente la vita.

Tra tante conversazioni deliranti al telefono fanno poi capolino alcune scene che vorrebbero creare suspense e finiscono per gettare il film ancora più in basso, ad un livello che, dispiace dirlo per la tanta attesa, si avvicina molto ad una parodia di se stesso (senza voler per forza di cose spoilerare, la scena del serpente è veramente oscena per come è portata avanti).

Rimane il sottotesto politico che si fa sentire forte fin dall’ambientazione irachena.
Ora, considerando il fatto che dialoghi e scene “d’azione” portano ad un clima soporifero dopo la prima mezz’ora, ci si doveva per forza perdere anche nella tirata politica spicciola, fatta di critiche a là Celentano populista finto alternativo?

Buried non è un bel film.

E non è nemmeno un film così tremendo, nonostante ogni minuto passato a ragionarci farebbe venir voglia di giudicarlo tale.

È un film semplicemente mediocre, con una discreta idea, messa giù in fretta e furia e molta autoindulgenza.
Si dirà che in Spagna sono maestri del cinema di genere (genere “chiuso in una bara”), che in Italia ce lo sogniamo, che farà discutere per il messaggio politico, che Ryan Reynolds è grande (in effetti passa due ore a sudare, grufolare e dire “cazzo”), che lo Zippo ha il gas infinito e che da Rodrigo Cortès ci si aspetta grandi cose, magari con il trasferimento ad Hollywood.

La verità è che Buried finirà nel dimenticatoio, così come finì nell’oblio quella bruttura di “In linea con l’assassino” di Joel Schumacher (regista di capolavori quali Batman Forever e Batman e Robin) film con protagonista Colin Farrell rinchiuso in una cabina telefonica che perlomeno non stette con la telecamera puntata sul suo sopracciglio unito per 90 minuti.

Mentre l’attesa per il nuovo capolavoro dell’uomo chiuso dentro un frigorifero sott’acqua si fa sempre più forte, la risposta al quesito iniziale è no, non si può girare un intero film di un’ora e mezza all’interno di una bara sepolta sotto la sabbia con protagonista un uomo, uno zippo ed un cellulare senza una mezza idea che non sia semplicemente quella, appunto, di farcelo star chiuso dentro.

La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive di immaginazione. (Oscar Wilde)

VOTO: 5-

REGISTA: Rodrigo Cortés
SCENEGGIATURA: Chris Sparling
ATTORI: Ryan Reynolds
FOTOGRAFIA: Eduard Grau
MONTAGGIO: Rodrigo Cortés
MUSICHE: Vìctor Reyes
PRODUZIONE: Versus Entertainment, The Safran Company, Dark Trick Films, Studio 37
DISTRIBUZIONE: Moviemax
GENERE: Thriller
DURATA: 94′

7 Commenti

  1. geniale,film sul filo della forza cerebrale,di come in nessuna situazione ci si deve darsi per vinti,e l’essere solo dimostrazione che la forza interiore e’ un dono che non va fatto appassire perche’ e’ infinitamente inesauribile e inmisurabile,la sua potenza si la potenza della forza interiore e’ di inestimabile valore…

  2. questa recensione è semplicemente frutto della mente di una persona che non capisce un c**o di cinema.

  3. …e pensare che volevo correre al cinema a vederlo. Il trailer mi aveva affascinato, benche’ l’idea non fosse nuova, ho pensato che forse avrei visto un thriller finalmente come si deve. Va beh, grazie, se proprio non riesco a togliermi di dosso questa voglia di horror, andro a rivedermi “the ring” o “NON APRITE QUELLA PORTA”…..

  4. Se proprio hai voglia di horror faresti proprio bene a rivederti i due film citati o se hai voglia di farti anche due risate “non aprite quella porta 2” con Dennis Hopper, sicuramente non questo buried.
    Ci sono persone come vedi dai commenti sopra che lo ritengono un buon film, non io, piuttosto ti consiglio di guardare la doppia puntata di csi diretta da Tarantino “Sepolto vivo”.

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