Un bagaglio fortunato

Ballo Ballo, l’attesissima commedia musicale spagnola diretta da Nacho Álvarez con i più grandi successi di Raffaella Carrà, arriva finalmente in Italia, ma non al cinema. L’esclusiva è riservata ad Amazon Prime Video, a partire dal 25 gennaio. Protagonista è María, interpretata da Ingrid García-Jonsson, che nel cassetto ha il sogno di fare la ballerina.

Tra gli esempi più clamorosi di successi al botteghino di film ispirati da canzoni note, cucite all’interno di una storia, così da scriverne la trama, balza alla mente Mamma mia!, che attraverso i brani più conosciuti degli Abba, nel 2008, ha entusiasmato pubblico e critica.
In questi giorni è invece il caschetto biondo per eccellenza della nostra televisione,  Raffaella Carrà, a essere consacrata dal giovane regista Nacho Álvarez nella pellicola spagnola Ballo Ballo, questo il titolo italiano, che riprende un successo del 1982 dell’artista a tutto tondo, nonché sigla di Fantastico dell’epoca.

La Carrà, che in questo film appare per pochi secondi nelle sequenze finali, come a voler ringraziare per l’omaggio, è stata celebrata anche dal quotidiano britannico The Guardian, che recentemente l’ha definita colei che “ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”. Merito che va anche e soprattutto per le sue canzoni così dichiaratamente libertine e che, in Ballo Ballo, vengono riadattate nelle coreografie.

Il film, è doveroso sottolinearlo, non è la biografia della Raffa nazionale, osannata a livello internazionale, nonostante la protagonista María sia una ragazza, che dopo svariate vicissitudini riesce ad emergere nel mondo dello spettacolo. Il personaggio si distacca completamente da quella che è stata la carriera artistica della Raffaella che tutti conoscono, seppur la determinazione e la grinta nel voler perseguire un obiettivo fanno assomigliare le due donne.

Ballo Ballo è una pellicola dalla fotografia patinata e sfavillante di colore, carica di gioia, che manderà in visibilio tutti i fan della Carrà, ma non solo, perché in questo film c’è soprattutto un messaggio di speranza e di rivalsa, temi questi di buon auspicio in un periodo così faticoso per tutti e per il mondo dello spettacolo in primis.

Il film però non sarà proiettato nelle sale, come sarebbe stato bello che fosse, ma farà il suo esordio direttamente sul piccolo schermo, in anteprima esclusiva su Amazon Prime Video, a partire dal 25 gennaio, con l’unico vantaggio che se si vorrà cantare dietro ai protagonisti o accennare un passo, lo si potrà fare nell’intimità di casa, senza recar disturbo ai vicini di poltrona.

Pur essendo una pellicola spagnola, Ballo Ballo presenta la sua eroina María (Ingrid García-Jonsson) mentre scende le scale di Trinità dei Monti, con addosso l’abito da sposa, in una Roma del 1973. Quella della ragazza è una fuga dall’altare e dall’Italia, alla volta della sua città natia: Madrid. Sarà la sua amica Amparo (Verónica Echegui) a ospitarla e a farle indossare la divisa di hostess, per la compagnia aerea in cui le stessa lavora. Proprio l’aeroporto segnerà il destino della donna percheé sarà lì che avverrà l’incontro-scontro con Pablo (Fernando Guallar) e l’immediato colpo di fulmine.

Il giovane ha smarrito il suo bagaglio, contenente la tesi di dottorato, e sarà proprio María a ritrovarlo e a restituirglielo negli studi della RTE, la tv spagnola dove lavora l’aitante giovanotto. Pur avendo la passione per la musica, Pablo (Fernando Guallar) è stato costretto a seguire le orme del padre Celedonio (Pedro Casablanc), censore televisivo e ciò metterà in crisi proprio il rapporto con María, la quale nel frattempo è rimasta folgorata dal mondo scintillante della televisione. Per restituire la valigia, infatti, l’aspirante ballerina, si ritroverà inconsapevolmente a provare una coreografia sulle note di Ballo Ballo, i primi passi all’interno di un ambiente complicato, fatto di soprusi e censure.

Da Adios amigo al Tuca Tuca – completamente rivisitato nelle movenze – passando per Tanti Auguri e A far l’amore comincia tu, il cui ritornello spagnolo Explota Explota (scoppia scoppia) è il titolo originale della pellicola, le hit della Carrà fanno veramente Rumore, per citare ancora un altro suo successo.

Non è la prima volta che la musica di Raffaella Carrà approda sul grande schermo con grande seguito: è recentissimo il successo ottenuto sempre col brano del 1976, remixato da Bob Sinclar e divenuto solo Far l’amore, nel film Premio Oscar La grande bellezza di Sorrentino, che riempie per oltre cinque minuti una delle scene clou del lungometraggio.

Se prima della visione del film si leggono tutti i brani presenti, in sequenza, e se si ha in testa tutta la discografia della Carrà, la trama vien da sé; è intuibile, per esempio, che se uno dei personaggi si chiama come un ragazzo gay di un titolo famoso dell’artista, ossia Luca (Fran Morcillo), nella storia amico di Pablo, cameraman di TVE e di cui si invaghisce Amparo, prima poi costui si rivelerà omosessuale, proprio come la canzone recita. Ciò non significa che la pellicola sia scontata, semmai che offra una ventata di leggerezza, tra diversi rimandi cinematografici come La La Land e Vacanze Romane.

Gli attori, molto conosciuti nel loro paese, a eccezione del nostro Giuseppe Maggio, nel ruolo di Massimiliano, si fanno apprezzare sin dal primo istante, come se Ballo Ballo fosse il pilot di una serie tv, molto in voga ultimamente. Del resto ce ne sono di canzoni da introdurre, da offrire sceneggiature anche più impegnative.

Sarebbe bello un omaggio tutto italiano anche a teatro, del resto il film è stato completamente doppiato nella nostra lingua, col difetto che far coincidere il cantato sulle labbra degli attori non è cosa semplice: o si segue la musica o il labiale e quest’ultimo spesso rincorre altre note. Nel nostro paese c’è poi quest’usanza non straordinaria di far doppiare il recitato a un’attrice e il cantato da un’altra, ecco così, nello specifico, che il personaggio di Rosa, grande diva della tv spagnola dell’epoca, col programma “Las noches de Rosa”, incontra la voce di Marina Tagliaferri e intona brani come Caliente Caliente con l’estro della bravissima Donatella Pandimiglio. Identica cosa accade con il carismatico personaggio di Amparo, che recita con la pronuncia di Francesca Fiorentini e canta come Renata Fusco. Queste sono solo alcune delle curiosità che i più esperti potranno riscontrare nella pellicola.

Soffermandosi sulla tematica della censura, fulcro in Ballo Ballo, anche la stessa Carrà in Italia, all’inizio degli anni ’70 è stata protagonista di vari episodi legati al look moderno e a testi ammiccanti. L’ombelico scoperto e il Tuca Tuca, ballato con Enzo Paolo Turchi all’interno di Canzonissima, fecero gridare allo scandalo in quella televisione in bianco e nero dove tutto era molto serioso. La Carrà segnò una svolta, senza mai essere volgare e solo grazie ad Alberto Sordi quel ballo ritornò in vetta alle classifiche e i tabù accantonati per un po’.

Nel film, inoltre, il brano 0303456 viene proposto nelle due versioni contemporaneamente, vale a dire anche col titolo precedente 5353456, che era un numero telefonico realmente esistente e che ha creato non poche grane al proprietario della linea; il montaggio sulle note di questa canzone è tra i più fantasiosi di tutto il film e vede un’ideale cabina telefonica percorrere le via della città, intrecciando due storie con un vero pezzo da musical.
Ballo Ballo è, dunque, un viaggio di quasi due ore tra Roma e Madrid, uno di quelli che vorrebbero fare in molti, ma oggi ancora proibito. Passano gli anni, cambiano gli stili di vita, le censure fanno spazio ai divieti, ma Raffaella Carrà resta un punto fermo che, con le sue intramontabili canzoni, dopo oltre cinquant’anni, non passa mai di moda.

Titolo italiano: Ballo Ballo
Regia: Nacho Álvarez
Sceneggiatura: Eduardo Navarro, David Esteban Cubero, Nacho Álvarez
Attori principali: Ingrid García-Jonsson, Verónica Echegui, Fernando Guallar, Giuseppe Maggio, Fernando Tejero, Pedro Casablanc, Carlos Hipólito, Natalia Millán
Produzione esecutiva: Mariela Besuievsky
Direttore di produzione: Iñaki Ros
Direttore della fotografia: Juan Carlos Gómez
Montaggio: Irene Bleucua
Aiuto regia: Javier Petit
Musiche: Roque Baños
Scenografia: Uxua Castelló
Costumi: Cristina Rodríguez
Trucco: Milu Cabrer
Acconciature: Benjamín Pérez
Suono presa diretta: Eduardo Esquide
Casting: Juana Martínez
Coreografie: Toni Espinosa
Produzione: Indigo Film con Rai Cinema, Tornasol S. L El Sustituto Producciones AIE
In coproduzione con RTVE
In collaborazione con Amazon Prime Video
Distribuzione internazionale: Latido Films
Durata: 110 minuti

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