Manca di divertimento il boss Herbert Ballerina

Diretto da Enrico Lando (regista dei due episodi de I soliti idioti e di Amici come noi), Quel bravo ragazzo fa largo uso della comicità nonsense del braccio destro di Maccio Capatonda, Herbert Ballerina. Un film che, seppur a tratti faccia sorridere, con il passare dei minuti diviene ridondante e si dimostra difficilmente accattivante.

Leone è un trentacinquenne cresciuto in un orfanotrofio e che aiuta la parrocchia facendo il chierichetto. Ma un giorno il padre che Leone non sapeva di avere lo chiama sul letto di morte per consegnargli il suo impero criminale. Difatti Don Ferdinando è un boss mafioso e il primo incarico di Leone è partecipare a una riunione in cui verrà eletto il capo dei capi.

L’umorismo è quello che ha contraddistinto (in passato e nel presente) i lavori di Maccio Capatonda; la goffa idiozia, l’innocente stupidità di chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e la storpiatura lessicale caratterizzano il film diretto da Enrico Lando. E se, alcune volte, la risata fa breccia grazie a qualche trovata interessante (ma facilmente dimenticabile), con l’incedere dei minuti l’atteggiamento bambinesco di Herbert Ballerina comincia a stancare e finisce per coinvolgere esclusivamente chi lo apprezza con entusiasmo da anni. Di conseguenza si può dedurre che chi si aspetta una commedia in cui si ride a crepapelle senza sosta e in cui la Mafia viene ridicolizzata con intelligente scorrettezza può rimanere facilmente deluso. Perché Quel bravo ragazzo è una classica commedia demenziale priva di uno sviluppo interessante e che mette a disposizione dello spettatore qualche caratterista riconoscibile (Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta, Mario Pupella e Luigi Maria Burruano), ma nulla di più. 

Commedia che prende in giro la Mafia e che sbandiera uno “stress da boss” potenzialmente letale, Quel bravo ragazzo cavalca l’equivoco e immortala un mafioso assolutamente inadeguato, che può fare solamente danni. Il risultato è un prodotto innocuo, che si sofferma sull’inettitudine mafiosa, laddove il lascito di un influente boss è accettato senza remore, mentre le assurde idee del giovane filtrano nell’impianto e lì vi trovano una collocazione.

L’appassionato della comicità di Herbert Ballerina, colui che si sintonizza tutti i giorni sullo Zoo di 105 potrà apprezzare le sfaccettature di Quel bravo ragazzo e riderne; diversamente chi vorrà divertirsi in modo spensierato con una commedia dal sapore fresco e coinvolgente rimarrà parzialmente deluso perché l’umorismo privo di un senso logico scema progressivamente, mentre le risate rimangono soffocate nella sala cinematografica.

Titolo originale: Quel bravo ragazzo
Regia: Enrico Lando
Sceneggiatura: Andrea Agnello, Gianluca Ansanelli, Enrico Lando, Luigi Luciano, Ciro Zecca
Attori principali: Luigi Luciano, Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta, Daniela Virgilio, Mario Pupella, Marcello Macchia, Giampaolo Morelli, Luigi Maria Burruano, Jordi Mollà
Fotografia: Massimo Schiavon
Montaggio: Giuseppe Trepiccione
Musiche: Fabio Gargiulo
Prodotto da Lotus Production, Medusa
Distribuzione: Medusa
Durata: 90′
Genere: Commedia

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