Ci sono personaggi che hanno segnato la storia d’Italia e che, per svariate ragioni, sono purtroppo dimenticati o ignorati dalle generazioni attuali. Enrico Berlinguer, segretario del PCI a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, è una di queste figure, e Walter Veltroni ha deciso di omaggiarlo con un documentario dal sapore nostalgico, ma che, senza dubbio, costituisce un ottimo tentativo di divulgare la conoscenza di un uomo fondamentale nella storia politica italiana.

Veltroni decide di partire in maniera molto diretta nel suo documentario, girando per le città d’Italia e domandando chi sia Berliguer: agghiacciante il livello delle risposte ottenute, che vanno dal più semplice “non lo so” ai peggiori “un cantante”, per arrivare ad ipotizzare un improbabile leader coreano o francese. Questa prima parte resta abbastanza sconcertante, ma è semplicemente lo specchio della realtà odierna, dove un politico come Berliguer non esiste più, dove un uomo come Berlinguer nella politica di oggi non avrebbe spazio, e che, questo è vero, resta oscuro alle generazioni moderne perché i programmi scolastici dei licei si fermano ormai troppo presto per conoscere questi eventi di storia italiana. Ecco allora che Veltroni si serve di bellissime immagini di repertorio e di un montaggio stimolante per raccontare quegli anni, costellati da personalità importanti come Aldo Moro, dalla nascita delle Brigate Rosse e dalla morte del comunismo italiano l’11 giugno 1984, con la scomparsa di Enrico Berlinguer. Veltroni non ripercorre pedissequamente ogni tappa, ma cerca di raccontare gli eventi più significativi, anche attraverso le voci e le testimonianze di chi Berlinguer lo ha conosciuto, sostenuto e che ora lo ricorda con affetto estremo. Se c’è una critica che si più muovere nei confronti di questo prodotto è che forse è troppo emotivo, carico del sentimento di ammirazione che Veltroni nutre nei confronti di chi, per lui, è stato un esempio e un modello, perdendo a tratti la lucidità e soffermandosi forse troppo su alcuni eventi. Ma del resto si potrebbe guardare Quando c’era Berlinguer come una dichiarazione d’amore, dove la razionalità e l’ordine hanno solo un ruolo marginale.

Quando c’era Berlinguer, indipendentemente dal valore artistico del documentario, resta un racconto di un modo di fare politica lontano anni luce dalla situazione attuale, e che varrebbe la pena di vedere, anche solo per conoscere. E non è poco.

Titolo: Quando c’era Berlinguer
Regista: Walter Veltroni
Genere: Documentario
Durata: 117min
Anno: 2014
Produttore delegato: Carlo degli Espositi
Produttore esecutivo: Luigi Pinto
Casa di produzione: SKY
Distribuzione: BiM
Fotografia: Davide Manca
Musiche: Danilo Rea
Montaggio: Gabriele Gallo

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