Recensione Bassa Marea

Per condensare la storia di una vita e di una coppia in un quarto d’ora si ha bisogno di respiro e di un maestro. Non è questo il caso.

A clean, well-lighted place è un capolavoro della letteratura: il racconto breve che i Minimalisti statunitensi avevano eletto a loro manifesto, firmato da Ernest Hemingway.

Mezzo diverso (la camera-stylo al posto della penna) ma il concetto di fondo e le problematiche a esso connesse rimangono: come esprimere attraverso una pellicola che dura pochi minuti un contenuto compiuto?
Sebbene il corto sia il trampolino di lancio per molti cineasti (come insegna il gioiellino The Big Shave firmato da Martin Scorsese. E forse lo stesso Scorsese non ha mai più raggiunto simili vette di concisione e precisione di montaggio), molti dovrebbero avere il coraggio di chiedersi se: “you can’t be Shakespeare and you can’t be Joyce, so what is left instead?” (come cantava Lou Reed). De Polis non lo fa e fallisce miseramente.
Sebbene l’argomento trattato – la violenza di un uomo nei confronti di una donna – è quanto mai attuale, la resa attorale sia discreta e la sceneggiatura regga (ritraendo il protagonista a tutto tondo senza sbavature ma nemmeno motivazioni che, giustamente, non posso esistere laddove si parli di violenza contro le donne), quello che manca (e scusate se è poco) è proprio la regia (e in un film, è come dire che manca aria a un neonato).

L’inquadratura fissa, la carrellata in avanti, il tentativo di ruotare la macchina da presa non sono omaggi a talenti altri, bensì l’esempio più tipico della mancanza di talento proprio.

Per essere alternativi non basta far venire il mal di mare allo spettatore (già provato dai 40 minuti in battello per raggiungere il Lido di Venezia), e se Woody Allen, in Manhattan, riusciva a far dimenticare la sua poca dimestichezza con la macchina da presa dichiarando ai Cahiers du Cinema (n. 472 – ottobre 1993): «Il montaggio è facile per me perché da quindici anni faccio riprese molto lunghe, dei piani sequenza all’interno dei quali ho raramente bisogno di montare, è sufficiente accostarli l’uno all’altro», non va dimenticato che Manhattan poteva contare su attori, fotografia, movimenti in scena, sceneggiatura e dialoghi al di sopra della media.

Un corto dal respiro corto.
Tombale.

Sezione Controcampo Italiano
Bassa Marea (Cortometraggio)
regia Roberto De Paolis
con Giulio Stasi, Gisella Burinato, Giorgio Colangeli, Eva Micella
v.o. italiano – s/t inglese
Italia, 2010, 15′

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