Una storia vera, in grado di divertire e commuovere

Non solo orgoglio omosessuale. Il film, diretto dal brillante Matthew Warchus e applaudito all’ultimo Festival di Cannes , è un meraviglioso inno alla libertà dell’uomo e ai suoi diritti fondamentali.

Ci sono gli anni ’80,il mondo gay con le prime manifestazioni per i diritti, i coming out delle rockstar, gli Smiths, le prime paure riguardo all’AIDS; ma c’è anche l’era thatcheriana con uno degli scioperi più importanti del secondo Novecento: quello dei minatori inglesi, a seguito della chiusura di molte miniere. Due mondi apparentemente diversi, ma che hanno in realtà in comune la privazione dei diritti dell’uomo. Ed è per questo motivo che Pride, vincitore della Queer Palm all’ultimo Festival di Cannes, non è solo un film in cui domina l’orgoglio omosessuale, ma è soprattutto un film che inneggia alla libertà dell’uomo e ai suoi diritti fondamentali. Un film che serve, in un momento come questo, per farci riflettere su quanto sia possibile per tutti avere dei diritti.

La storia è semplice: alcuni giovani attivisti del movimento gay, mossi da un serio desiderio di aiutare le condizioni dei minatori inglesi, da tempo ormai in sciopero e in pessime condizioni economiche, iniziano a raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles.
I minatori, capitanati da un sindacato solido, inizialmente sembrano non essere aperti a un dialogo tra i due mondi, finché l’intero gruppo denominato LGSM (Lesbiche e Gay Supportano i Minatori) non si reca in Galles a sostenerli.
Inizialmente sarà molto difficile poter convivere, ma piano piano i due gruppi scoprono di avere molte cose in comune…

Il regista Matthew Warchus, considerato a oggi uno dei più importanti registi teatrali inglesi, sa dirigere un cast ben amalgamato (dal giovanissimo George Mackay, di cui probabilmente si sentirà parlare, al già affermato Dominic West)  forte anche di una sceneggiatura (scritta da Stephen Beresford) che ha degli elementi teatrali molto efficaci. La trama infatti mescola momenti di puro humour inglese a momenti di commozione  plateale; si ride, si piange e ci si arrabbia, vi è certamente anche del buonismo , ma mai gratuito e comunque giustificato dall’epoca in cui il film è ambientato. Il trionfo a Cannes e l’enorme successo in Inghilterra fanno presagire che questo film diventerà uno dei film più importanti dell’anno.

Titolo: Pride
Regista: Matthew Warchus
Attori principali: Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West, Paddy Considine, George Mackay, Jessica Gunning, Andrew Scott, Ben Schnetzer
Genere: commedia
Durata: 120’

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