Edizioni Fondazione Ragghianti pubblica un interessante libro in occasione della mostra omonima

Una mostra sulla città – intitolata Pianeta Città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021 – intesa come luogo di vita ma anche produttore di eventi che ne accompagnano la crescita e ne evidenziano i cambiamenti – strutturali, sociali, nei gusti e nei costumi – costruita grazie ai materiali più diversi – dai libri, innanzi tutto, alle stampe; dai giocattoli ai film e ai documentari, collezionati dall’architetto Italo Rota in quarant’anni – e ospitata presso la Fondazione Raggianti di Lucca da luglio a ottobre.

Separando il materiale in mostra in sezioni precise e concentrandosi sulle pubblicazioni d’arte e architettura, il volume Pianeta Città permette una più attenta riflessione sui singoli oggetti esposti (con una serie di saggi affidati a diversi autori), così da comprenderne la pregnante aderenza all’idea che sottintende la mostra per quanto riguarda precipuamente questo tema (ossia la città), evitando di perdersi tra gli oggetti à la wunderkammer.

Il libro offre l’opportunità se non di sfogliare, almeno di apprezzare più compiutamente i testi di architettura del primissimo Novecento in mostra e, soprattutto, fornisce dati puntuali sulle edizioni esposte. Dalla Vienna del primo Novecento alla Milano del pressoché coevo periodo futurista, che pose la città e il suo boom architettonico al centro dell’opera pittorica – chi non ricorderà La città che sale di Umberto Boccioni, 1910/11, Museum of Modern Art di N.Y.?; dalle pubblicazioni tedesche a quelle francesi, in cui spicca lo spazio dato alle idee innovative e visionarie di Le Corbusier (svizzero ma naturalizzato francese) che vanno dal 1920 sino al 1966, poco dopo la sua morte.

Ma la città non è solamente l’architettura che ne disegna ambiti e strutture deputate ai vari bisogni, ma anche la cultura di coloro che la abitano e che, con le loro richieste ed esigenze, in parte la modellano – come rappresentato nei disegni di Rota che sintetizzano questa evoluzione.

Da notare altresì la parte dedicata al Bauhaus, che racconta l’evolversi dei fermenti culturali e artistici tedeschi prima dell’avvento del Nazionalsocialismo e l’ascesa di Hitler che imposero la chiusura dell’istituto diretto, prima, da Walter Gropius, poi da Hannes Meyer e, infine, da Mies van Der Rohe, soprattutto con false accuse di bolscevismo. In mostra e nel libro, anche alcune pubblicazioni sovietiche incentrate soprattutto sulle avanguardie del periodo rivoluzionario e post, quali il suprematismo di El Lissitzky o il costruttivismo firmato da Rodčenko.

Ben approfondito il periodo Dada e il suo impatto sulla cultura coeva grazie al saggio di Francesco Careri – testimoniato, tra i molti documenti in mostra e riportati nel volume, dal volantino distribuito ai passanti presso l’Eglise Saint Julien le Pauvre il 14 aprile 1921. Per restare in argomento, tra i manifesti oltre a quello Dada del 1918, in mostra anche quello sull’architettura futurista.

Sul tema cinema, pregevole il saggio firmato da Eleonora Mastropietro; mentre una sezione curiosa e a sé è quella dedicata a una possibile città extraterrestre – sulla scia delle visioni fantascientifiche cinematografiche e letterarie degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Conclude il volume un saggio di Alessandro Romanini che analizza la cultura della West Coast statunitense quale ‘ultima frontiera della sperimentazione artistica’.

Grazie alla compattezza e alla qualità degli interventi, il volume risulta molto più interessante della mostra – e altresì più godibile e fruibile.

Pianeta Città
a cura di Paolo Bolpagni
AA.VV.
© 2021, Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’Arte, Lucca
224 pagine
Euro 22.00

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