Un tuffo a capofitto nel roboante passato della Napoli del dopoguerra

L’intensa voce di Adriano Giannini – Benedict Cumberbatch (Doctor Strange, Sherlock) nella versione originale – ci accompagna in un viaggio travolgente lungo il sentiero dei ricordi di Norman Lewis, soldato britannico di servizio nella città del sole nel 1944.

Nella finzione cinematografica, Lewis torna dopo anni in quei luoghi incantati e al tempo stesso maledetti che lo hanno segnato nel profondo: manovre militari, incarichi amministrativi, tradizioni locali e scorci di vita quotidiana ci vengono illustrati per mezzo di una sintesi di musiche, filmati di repertorio e spezzoni di film, il tutto sapientemente mescolato per conferire quei sentimenti contrastanti così tipici dei grandi momenti di crisi.

Incanto. È ciò che provano i soldati dinnanzi alla maestosità dei templi di Paestum, appena sbarcati in Italia; dinnanzi alla magniloquenza del Palazzo dei Principi di Satriano, dove si trova la loro base; dinnanzi al panorama della città, che sembra, a Lewis, avere un’aria particolarmente orientale.

Angoscia. Allo scorgere del fumo e all’udire dei colpi rimbombare in lontananza; alla vista di ragazzini smunti, ma dai visi intelligenti – gli scugnizzi napoletani – arrabattare cibo sui pavimenti dei locali; al sentore di legno bruciato, emanato dalla città di Napoli, ricolma di macerie e distruzione.

Stupore. Guardando impotente gli sforzi dei napoletani che tentano di rimettersi in piedi dopo lo sfacelo causato dalla guerra; guardando agli usi e i costumi di un popolo così caloroso e intento a godere dei pochi piaceri loro rimasti; guardando ai riti compiuti dalla gente disperata, generati dalla fede incontrastata nelle superstizioni locali e credenze religiose.

Orrore. Nel vedere le perfidie e le ingiustizie della guerra riversarsi sulla povera gente; nel recuperare corpi inermi, vittime delle esplosioni di ordigni a scoppio ritardato; nell’assistere alla strage causata dalle malattie, inevitabili compagne in situazioni di tale degrado.

Francesco Patierno (Pater Familias, La Gente Che Sta Bene), reduce da numerosi successi presentati ad altrettanti festival internazionali, dirige un’opera di ricostruzione della memoria come un maestro fa con la sua orchestra, lasciando parlare la musica – o in questo caso, le immagini e la voce narrante – dando nuova vita, in un felice connubio di storia e visualità, a quelle pagine scritte ormai più di settanta anni fa.

Titolo Originale: Naples ‘44
Basato su: “Naples ‘44” di Norman Lewis
Durata: 84’
Narrato da: Benedict Cumberbatch (v.o.), Adriano Giannini (versione italiana)
Regia: Francesco Patierno
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà
Produzione: Dazzle Communication, Rai Cinema
Produttori: Davide Azzolini, Francesca Barra
Produttore Associato: In Between Art Film
Fotografia: Gianni Troilo
Montaggio: Maria Fantastica Valmori
Musica: Andrea Guerra
Scenografia: Tonino Zera
Costumi: Lavinia Bonsignore

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