Dalla Corea con rassegnazione

A diciassette anni dalla sua uscita, arriva finalmente nelle nostre sale lo straordinario e spietato thriller di Bong-Joon Ho.

In una piccola cittadina di campagna della Corea del Sud del 1986 viene ritrovato il cadavere di una ragazza, barbaramente stuprata e uccisa. Il detective Park Du-man conduce le indagini affidandosi a metodi brutali per far confessare i presunti colpevoli. Dal momento che gli omicidi continuano e che la polizia sembra brancolare nel buio, il detective Seo Tae-yun di Seul decide di dar manforte al collega Park Du-man. Peccato che neanche il nuovo arrivato riuscirà a scoprire l’identità dell’assassino, scivolando ben presto in una spirale di follia e rassegnazione. Quando Gandalf tornò nella contea per celebrare il centoundicesimo compleanno dell’amico Bilbo, il vecchio stregone esclamò vedendo lo hobbit “Non sei invecchiato di un giorno”. Ebbene, tale affermazione noi la potremmo dire anche di questo film, che sebbene sia uscito nel 2003, non solo non è minimamente invecchiato, ma si dimostra anche estremamente attuale visti i temi trattati – critica ai metodi brutali della polizia e allo sciacallaggio della stampa –. L’opera seconda del regista coreano – a tre anni di distanza dal suo esordio con Barking Dogs Never Bite – è un thriller atipico dove l’attenzione del regista si focalizza non tanto sulla ricerca del colpevole, quanto piuttosto sulla distruzione psicologica dei suoi due protagonisti. Non siamo di fronte a un thriller dove i detective hanno a che fare con un killer che lascia indizi pittoreschi – vedi il comunque ottimo Se7en –, non siamo di fronte a thriller dove il detective ha geniali e implausibili intuizioni – vedi il fiacco La ragazza nella nebbia –. Siamo di fronte a un thriller dove i due detective protagonisti sono semplici essere umani che non riuscendo a capire chi sia il killer lasciano emergere tutte le proprie debolezze. Ogni intuizione che hanno si risolve in un nulla di fatto portando i due detective a una graduale isteria e rassegnazione.Magistrale da questo punto di vista come i vestiti indossati da Tae – yun diventino sempre più scuri con il proseguire delle indagini. Il regista, pur essendo solo al suo secondo film, presenta già quelli che saranno i tratti distintivi della sua poetica: dalla contaminazioni di genere – il film spesso ha delle scene da commedia pura – ai lunghi pianisequenza girati con la steadycam che immerge i personaggi nei campi rurali della provincia coreana – fino alla critica sociale nei confronti della Corea. Proprio questo ultimo aspetto è ciò che eleva Memorie di un assassino al rango di cult imperituro: Bong è spietato nella sua critica sia allo sciacallaggio della stampa e dei media sia ai metodi brutali adottati dalla polizia. Proprio la polizia, come abbiamo detto, è il fulcro del film. La scelta del regista nel mostrarci i due poliziotti come esseri umani fallibili si dimostra vincente. Da una parte abbiamo il poco ortodosso Park Du-man, tanto spietato quanto amorevole con la moglie, dall’altra abbiamo Seo – Tae-yun, lupo solitario che arriva sperando di risolvere il caso ma finendo con farsi consumare dall’ossessione e dalla rassegnazione. Proprio questa è la differenza che rende questo film così diverso dagli altri thriller. In altre pellicole, il tema della dislocazione – con un personaggio che si trasferisce da una grande metropoli in un ambiente del tutto nuovo – avrebbe portato il detective protagonista, dopo iniziali dissidi coi colleghi, a risolvere brillantemente il caso. Qui invece abbiamo il contrario: il rapporto armonico che si crea tra i due detective mano a mano si deteriora. Tutto questo grazie anche alle straordinarie interpretazioni di tutti gli attori, tra i quali spicca il sempre ottimo Song Kang-oh, attore feticcio del regista. In conclusione: abbiamo dovuto aspettare 17 anni e che Parasite trionfasse a livello mondiale per permettere la diffusione nelle sale di questo gioiello – dopo una release nel 2007 come DVD – ma come si suol dire, ne è valsa la pena.

Titolo originale: Sar-in-ui chu-eok
Titolo italiano: Memorie di un assassino
Produzione: Corea
Anno: 2003
Regista: Bong Joon-Ho
Sceneggiatura: Bong Joon-Ho, Kim Kwang-rim, Shin Sung-bo
Produzione: Sidus Pictures, CJ Enterteinment
Attori: Song Kang-oh, Kim Sang-kyung, Kim Roe-ha
Genere: Thriller
Durata: 132′

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