Nelle sale italiane dal 25 gennaio, L’uomo del treno, con un Liam Neeson alle prese con un dilemma morale dalle conseguenze materiali. Ancora una volta, un film in cui l’attore ormai 66enne spacca tutti, parteggia sempre per il bene e sfida le leggi della fisica. 

 
Immaginatevi Speed ma con l’ambientazione e alcuni spunti alla Assassinio sull’Orient Express, con un Poirot dei giorni nostri che veste i panni di un venditore di assicurazioni nella persona di Liam Neeson. Detta così sembra un po’ un minestrone di idee e concetti già visti, ma nonostante ormai l’attore 66enne abbia la fama di fare film in cui si fa vendetta da solo con metodi discutibili e capacità fisiche improbabili, in questo caso il presupposto di partenza non è niente male, peccato che nel finale la virata verso l’americanata è decisamente eccessiva. 
 
Ogni giorno, da dieci anni, l’assicuratore Michael McCauley (Liam Neeson) sale su un treno di pendolari per andare al lavoro in città ma appena compiuti 60 anni viene licenziato in tronco senza spiegazioni. Nell’ultimo viaggio di ritorno lavoro-casa, incontra Joan una misteriosa, affascinante e sedicente psicologa (Vera Farmiga), che gli pone un quesito apparentemente innocuo e per niente ipotetico, dalle pesanti implicazioni morali e non solo: accetterebbe 100.000 dollari in contanti per identificare un passeggero misterioso – che ha con se qualcosa che non dovrebbe avere – e senza conoscere le conseguenze che questo gesto causerebbe? 
 
Dopo il successo degli ultimi film (Paradise Beach – Dentro L’IncuboRun All Night, Unknown e Orphan) il regista Jaume Collet-Serra torna con una storia dall’impostazione action in cui il protagonista è l’uomo qualunque che si ritrova in una situazione che lo mette alla prova oltre ogni possibile immaginazione: Liam Neeson, ex detective, dovrà infatti sfruttare tutte le sue capacità intuitive per restringere il campo dei sospetti e capire chi possa essere il sospettato numero uno, dovr fronteggiare le minacce alla sua famiglia e confrontarsi con un problema più grande di lui, che ha implicazioni politiche molto pesanti.
Il montaggio funziona e gli effetti speciali sono ben calibrati; Liam Neeson è sempre efficace nei panni dell’uomo qualunque che si trasforma in una bomba a orologeria che lotta contro il male e anche i colpi di scena nella trama sono interessanti peccato che, a mezz’ora dal finale tutti questi elementi fino a quel momento così ben giostrati, improvvisamente diventino eccessivi e fuori luogo, per poi ristabilire una sorta di normalità e un consolatorio happy ending con il finale a sorpresa. Due ore di un action ben fatto che sicuramente i fan di Liam Neeson apprezzeranno e che può riuscire ad intrattenere senza pretese gli amanti del genere; solo non aspettatevi il film dell’anno.
Titolo originaleThe Commuter
Regia
Jaume Collet-Serra
Soggetto e sceneggiatura: Byron Willinger, Philip de Blasi
Fotografia: Paul Cameron
Montaggio: Nicolas De Toth
InterpretiLiam Neeson, Vera Farmiga, Dean-Charles Chapman, Patrick Wilson, Jonathan Banks, Sam Neill, Elizabeth McGovern, Florence Pugh, Damson Idris, Clara Lago, Roland Møller
Genere: drammatico, action
ProduzioneNvizage, Ombra Films, StudioCanal
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 120′
Origine: Stati Uniti
Uscita in Italia: 25 gennaio 2018

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