Un’avventura rocambolesca tra India, Africa ed Europa

Adattamento di un fortunato romanzo di Romain Puertolas, la pellicola di Ken Scott ha a disposizione un giovane cast in stato di grazia. La favola che racconta ha una decisa portata ispiratrice, ma è depotenziata dalle troppe forzature, da incredibili coincidenze e sovraddosaggio zuccherino.

Aja è un bambino indiano come tanti. Marina saltuariamente la scuola con gli amici e spesso rischia di mettersi nei guai con la legge. Crescendo impara alcuni trucchi da fachiro e prestigiatore e dedica la sua vita alla strada e a fregare i ricchi turisti occidentali finché la giovane madre viene sconfitta da una lunga malattia.
Rimasto solo e ormai adulto, decide di lasciare l’India e andare alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto, con in mano un pugno di lettere e pochi indizi che conducono in Francia. Intraprende quindi un viaggio che lo porterà prima a Parigi, dove trova l’amore della sua vita, e poi per l’Europa tra sfortune, peripezie e un pizzico di follia.

L’incredibile viaggio del fachiro ha tutte le caratteristiche per essere catalogato nel novero delle fiabe contemporanee. Adattamento del romanzo L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, besteller firmato da Romain Puertolas, gioca sulla misura che tutte le cose dovrebbero (o potrebbero) avere.
Per raccontare la storia di Ajatashatru Lavash Patel, per gli amici e gli spettatori Aja, Ken Scott sceglie con sagacia la star indiana Dhanush per il ruolo di protagonista e la circonda con astri nascenti del cinema internazionale: il somalo Barkhad Abdi nella parte del clandestino in fuga dalla guerra, l’argentina Berenice Bejo nei panni della star del cinema sotto il perenne scacco della notorietà, e la statunitense Erin Moriarty a interpretare l’eterea fiamma che fa scoppiare d’amore il grande cuore dello sfortunato fachiro.
Una tale varietà multietnica già sottolinea quanto saranno mirabolanti e stupefacenti le avventure di Aja, e L’incredibile viaggio del fachiro ha il pregio di affrontarle centellinando la violenza, non tirando sulla tensione e smussandone gli angoli. Al contempo, la pellicola approfitta della suddetta variegatura per affrontare di rimando temi di attualità come la povertà, l’esilio (volontario e non) dal proprio paese, le migrazioni clandestine e le conseguenze della globalizzazione.
Eppure, malgrado le ottime premesse, qualcosa finisce per incepparsi. È proprio come per il più classico dei rumori asincroni che continuiamo a percepire durante un viaggio in automobile: comprendiamo che c’è qualcosa che non va, non capiamo di cosa si possa trattare esattamente, ma comunque il problema non sembra inficiare il funzionamento complessivo del mezzo. Allo stesso modo il viaggio di Aja, dopo una partenza brillante, perde ritmo nella reiterazione e rischia di accartocciarsi sotto il peso delle troppe cose che vorrebbe dire, delle troppe coincidenze e forzature (persino per una fiaba) che la sua sceneggiatura mette insieme e del sovraddosaggio zuccherino che presenta allo spettatore al momento del conto.
L’incredibile viaggio del fachiro è quindi quel classico film leggero, divertente e adatto anche ai più piccoli che ci si aspetterebbe in sala in un pomeriggio caldo e pigro d’inizio estate. Non corre il rischio di annoiare nei suoi canonici novanta minuti, non eccede col buonismo e ha fiducia nella carica umana di una storia che ha le sfumature di un inno alla vita. Cionondimeno avrà difficoltà a rimanere inciso nella mente, se non per l’istrionico protagonista, per la sua faccia di gomma e la goffa simpatia tipica del perdente che si è riscattato.

Titolo originale: The Extraordinary Journey of the Fakir
Nazionalità: Francia
Anno: 2018
Genere: Commedia, avventura
Durata: 93′
Regia
: Ken Scott
Interpreti: Dhanush, Berenice Bejo, Erin Moriarty, Barkhad Abdi, Gerard Jugnoti
Sceneggiatura: Romain Puertolas, Luc Bossi, Ken Scott (Adattamento del romanzo L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, di David Levithan)
Montaggio: Phillippe Bourgueil
Fotografia: Vincent Mathias
Produzione
: Jaime Mateus-Tique, Gregoire Lassalle, Brio Films, Scope Pictures, Little Red Car Films
Distribuzione: Notorious Pictures
Scenografia:
Alain-Pascal Housiaux, Patrick Dechesne
Costumi: Valerie Ranchoux
Colonna sonora: Nicolas Errera

Nelle sale italiane da giorno 4 Luglio 2018

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