Un racconto di crescita asciutto e intenso

Vincitore di due Golden Globe e candidato a cinque premi Oscar, il film della semi-esordiente Greta Gerwig è un racconto di crescita deciso e adorabile che si fregia della brillante interpretazione di un’ormai matura Saoirse Ronan.

Christine sta per affrontare il salto che dal liceo la condurrà al college. Non sopporta la città in cui vive, Sacramento, e vorrebbe approfittare dell’occasione per fuggire, magari in direzione della mitica East Coast. Purtroppo le aspirazioni cozzano con una realtà difficile: Christine è la seconda figlia di una coppia che versa in condizioni economiche precarie, anche a causa del recente licenziamento del padre.
Tra amicizie vecchie e nuove, amori e noiose attività scolastiche, la ragazza non è ancora riuscita a trovare il suo posto nel mondo. Sarà in grado di farlo prima di diventare definitivamente adulta?

Il pregio di Lady Bird che per primo e più di tutti gli altri salta all’occhio è la spontaneità. La naturalezza è diventata merce molto rara nel panorama contemporaneo del cinema indipendente, sempre più spesso invischiato in virtuosismi tecnici di posticcia fattura e aspirazioni pseudo-autoriali di scarso valore.
La pellicola di Greta Gerwig, al suo esordio registico se si esclude la co-direzione di Nights and Weekends (risalente al 2008), è certamente intrisa della formazione mumblecore maturata in alcune delle sue precedenti esperienze attoriali e di sceneggiatura, ma non al punto da risultarne sopraffatta.
La scelta di prediligere lo sviluppo dei personaggi e le loro reciproche interazioni rispetto a un’ipotetica linea di trama raggiunge infatti un equilibrio che prende le giuste misure sia alle possibili esplosioni di cinismo che a scomposte cadute retoriche.
Il racconto di crescita di Christine, ribattezzatasi autonomamente “Lady Bird” in uno dei tanti atti di blanda ribellione perpetrati durante gli anni, potrebbe rispecchiare quello di qualsiasi adolescente. Il desiderio di libertà indiscussa e indiscutibile, una certa insofferenza al regolamento che però non si concretizza mai troppo lontano dall’albero della bravata, una famiglia unita ma dalle dinamiche complicate, la scoperta dei sesso e dei suoi pruriti, passioni proibite e segreti inconfessabili.
Sacramento diventa così una gabbia dorata, un capro espiatorio, una leva sulla quale convogliare tutta l’insofferenza. Ma se è vero che nessuno si ricorda dell’esistenza della città al di fuori della California, malgrado essa stessa ne sia capitale, e che il suo ponte non è il Golden Gate Bridge di San Francisco, lo è altresì che la casa sarà sempre un luogo in cui tornare, metaforico ancor prima che fisico.
Il piacevole sapore agrodolce che Lady Bird lascia in bocca è coadiuvato da un cast che riesce a regalare profonde sfumature anche a personaggi secondari o appena abbozzati, e che si fregia della brillante interpretazione di Saoirse Ronan nei panni della protagonista. Il giovane talento di origini irlandesi conferma definitivamente la propria esplosione e, dopo aver conquistato il Golden Globe al secondo tentativo (due anni prima aveva ricevuto la candidatura per Brooklyn), punta dritto all’Oscar come miglior attrice protagonista.
Lady Bird diverte e commuove senza risultare artificioso e per questo troverà senza sforzo la sua dimensione sia all’interno del genere di riferimento che nel cuore dello spettatore. Ben scritto e diretto con la giusta sensibilità, mostra come Greta Gerwig abbia un talento naturale per la regia. Nella speranza che col tempo mantenga le promesse e adempia le potenzialità mostrate.

Titolo originale: Lady Bird
Nazionalità: Stati Uniti d’America
Anno: 2017
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 94′
Regia
: Greta Gerwig
Interpreti: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Timothee Chalamet, Lucas Hedges, Beanie Feldstein
Sceneggiatura: Greta Gerwig
Produzione: Eli Bush, Evelyn O’Neill, Scott Rudin, Entertainment 360, IAC Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione
: Universal Pictures
Fotografia: Sam Levy
Scenografie: Chris Jones
Montaggio: Nick Houy
Musiche Originali: Jon Brion

Nelle sale italiane da giorno 1 Marzo 2018

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.