Presentati all’undicesima Festa del Cinema di Roma, due film che raccontano storie, emozioni, vittorie e sconfitte di persone che prendiamo subito a cuore e di cui rimane un piacevole ricordo anche dopo l’uscita in sala. 

Lungometraggio peruviano/colombiano, La ultima tarde (L’ultima sera) è un film di Joel Calero che colpisce sin da subito. Non un capolavoro, meglio chiarire sin da subito alcuni concetti, ma un film piacevole nel quale possiamo riconoscere alcuni aspetti dell’amore che possono essere tipici di ognuno di noi. Innanzitutto la trama: la storia è quella di un uomo ed una donna (Lucho Caceres e Katerina D’Onofrio) che, uniti dalla fede politica, si innamorano e vivono anni molto felici. Tuttavia, la loro storia non dura molto a lungo e una volta divorziati, si rincontreranno dopo 19 anni e scopriranno di avere ancora delle passioni e delle idee in comune. In primo luogo, l’elemento centrale del film è il tempo: essendo tutta la trama incentrata sui ricordi, il tempo ha un ruolo principale. Sembra quasi che i protagonisti non siano loro, ma il tempo stesso. E poi, la condivisione: se i due personaggi non condividessero ancora alcune idee comuni, non avrebbe senso tutta la conversazione e, dunque, l’intero film. La ultima tarde è un lungometraggio ben riuscito dove temi come la famiglia, l’aborto, il lavoro e la voglia di ribellione sono affrontati in modo molto ben congegnato. La recitazione non è impeccabile, ma non dispiace affatto e le inquadrature sono davvero eccezionali. Realtà a portata di mano, incontri tra persone amate e perdute dopo molto tempo: questo lungometraggio, dunque, non inventa, ma descrive, descrive una storia che potrebbe perfettamente collimare con quella dello spettatore e che, per questo motivo, potrebbe essere un po’ la storia di tutti noi.

L’altro film di cui ci siamo occupati e che vede al centro una donna con un sogno del cassetto è quello con protagonista Meryl Streep, Florence Foster Jenkins (Florence), per la regia di Stephen Frears. Basato su una storia vera, il film è ambientato nella New York di primo novecento e il sogno di Florence Foster Jenkins, ereditiera ed esponente dell’alta società, è quello di diventare una cantante lirica, pur non avendo tutte le doti per esserlo. Il marito, suo manager, cerca in tutti i modi di proteggere la sua amata nonostante sappia che la donna non sia intonata. Il desiderio di arrivare la porterà addirittura a cantare, nel 1944, alla Carnehie Hall. Anche qui, il film non è un capolavoro, ma si lascia guardare piacevolmente grazie a degli elementi di spicco. Questi sono soprattutto la recitazione di una vera professionista del cinema, Merly Streep, della fotografia e del trucco. A tratti risulta quasi banale, ma altre sequenze meritano davvero molto. Sarà che il film descrive una donna con un sogno prima che una ricca ereditiera e questo ci sta a cuore per il discorso succitato, sarà che i fan della Streep non potranno non vedere questo film, venuta a presentarlo per l’occasione alla Festa, ma Florence Foster Jenkins dimostra che tutti i sogni possono realizzarsi se lo si vuole, e questo basta.

Titolo originale: La ultima tarde
Regista: Joel Calero
Cast: Katerina D’Onofrio, Lucho Caceras
Paese: Perù/Colombia
Anno: 2016
Durata: 81′

Titolo originale: Florence Foster Jenkins
Regista: Stephen Frears
Cast: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson
Paese: Regno Unito
Anno: 2016
Durata: 110′

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