Uno chef che non sorprende

L’ultimo film di John Wells è una pietanza potenzialmente ambiziosa condita da un cast di livello, ma il cui risultato è troppo insipido e diluito per stimolare le papille gustative dello spettatore.

Adam Jones si è fatto dal nulla: ha cominciato a lavorare come aiuto cuoco in un ristorante di Parigi e ha scalato le gerarchie interne fino a diventarne lo chef e ottenere due Stelle Michelin. Ma il cocktail di alcool, droga, donne e notti brave, cui si dedicava fin da tempi non sospetti con i colleghi una volta terminato l’orario di lavoro, finisce per non reggere il peso dell’improvvisa notorietà.
Adam quindi abbandona tutto e tutti, lasciandosi alle spalle legami, amicizie e conti da saldare e, dopo aver vagato per lungo tempo senza un obiettivo, decide di mettere la testa a posto e tornare sulla cresta dell’onda, questa volta a Londra, per ottenere la tanto agognata terza Stella.

Era solo questione di tempo perché, in un mondo in cui dedicarsi a cinque minuti di zapping televisivo significa trovarsi di fronte a vari livelli di intrattenimento a base di uomini e donne ai fornelli, spesso tra reality show e ricettari di variabile difficoltà, anche l’industria cinematografica si cimentasse nello sfornare prodotti che cavalcassero l’onda del successo degli show legati al mondo culinario.
Il sapore del successo non fa nulla per discostarsi dalla classica commedia agrodolce e dai risvolti drammatici che ricalca la trita e ritrita parabola del sogno americano, percorrendo un prevedibile sentiero di successo iniziale, sregolatezza, caduta, comprensione delle proprie manchevolezze e catarsi finale.
Sebbene abbia dalla sua parte il poggiare sulle solide spalle di John Wells, produttore di serie tv di grande successo che si è recentemente dedicato anche a regie cinematografiche (I segreti di Osage County e The Company Men), e malgrado un discreto ritmo e una spruzzata di (auto)ironia, il film soffre gravemente di una basilare mancanza di originalità, di assoluta prevedibilità e di un continuo ricorrere a cliché e soluzioni dal sapore stucchevolmente sintetico. Alcune trame secondarie risultano completamente avulse dal resto degli eventi, nulla aggiungendo al quadro complessivo, e tutte le difficoltà che il protagonista si ritrova a fronteggiare vengono aggirate con discutibili deus ex machina, coincidenze fortuite o scelte incoerenti, annegando il tutto in un’aria da pomposo melodramma dietro ai fornelli in cui la fa da padrone uno sguardo quasi voyeuristico sulle ricercatissime pietanze che Bradley Cooper, simpatico ma francamente poco credibile nei panni di Adam Jones, propina ai suoi ospiti.
Il sapore del successo avrebbe avuto l’occasione di salvarsi dalla mediocrità. E’ ciò che accade quando un evento traumatico e inaspettato mette in discussione tutte le certezze e rimescola le carte in tavola. Si sarebbe potuto scegliere di perseguire la strada di un uomo che riesca a venire a patti con gli errori del proprio passato e sia disposto ad accettarne e pagarne le conseguenze, oppure che crolli sotto il peso di eventi sui quali ha perso il controllo e coi quali non è più in grado di coesistere. Invece le necessità di un lieto fine “americano” a tutti i costi si fanno veicolo di una discutibile morale in cui sembra proprio non importi che si possa mandare tutto in malora; sarà sufficiente avere del talento, sex appeal, amici facoltosi e persone disposte a pagare i debiti al posto tuo, e le Tre Stelle sono servite. Il tutto al risibile costo di un milione di ostriche sgusciate.
Francamente troppo poco, perché il piatto arriva in tavola già abbondantemente freddo e non resta che rimandarlo in cucina.

Titolo originale: Burnt
Nazionalità: Stati Uniti
Anno: 2015
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 101 minuti
Regia
: John Wells
Cast: Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Daniel Beuhl, Riccardo Scamarcio, Sam Keeley
Sceneggiatura: Steven Knight
Produzione: Stacey Sher, Erwin Stoff, John Wells, 3 Arts Entertainment, Double Feature Films, PeaPie Films
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Adriano Goldman
Montaggio:
Nick Moore
Musiche: Rob Simonsen

Nelle sale da giorno 26 Novembre 2015

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.