Doppia recensione per il film d’animazione I primitivi.

Un tuffo nel passato per riscoprire i valori di una volta
di Laura Silvestri

Dai creatori di Wallace & Gromit e Shaun The Sheep arrivano le avventure de I Primitivi, un eterogeneo gruppo di preistorici alle prese con i problemi dell’evoluzione e… il calcio!

Età della pietra: tanto, tanto (ma tanto) tempo fa, gli uomini vivevano in armonia nella loro semplicità, andando a caccia – di conigli, per lo più – e ammirando con curiosità gli strani graffiti lasciati dai loro antenati.

Dag, però, vuole di più, e come succede spesso in questi casi, per uno scherzo del destino è esattamente ciò che avrà.

Nel mezzo della notte, la sua tribù verrà letteralmente soppiantata dagli sconosciuti “vicini” dell’Età del Bronzo: un atto che porterà a un vero e proprio scontro tra civiltà, come direbbe il politologo statunitense Samuel P. Huntington.

La sorpresa più grande, tuttavia, non è tanto il grado superiore di evoluzione del popolo confinante – che basa la sua economia sulla più recente scoperta del bronzo – ma la massiccia rilevanza che ha lo sport del calcio (come viene chiamato dai cittadini) nella più moderna società, che può vantarsi di un enorme stadio, di tornei e addirittura squadre professioniste.

Lo stesso sport che sembravano praticare gli antenati di Dag nei misteriosi graffiti da sempre presenti nella valle.

È qui che ha allora inizio la battaglia per la sopravvivenza, la supremazia e… un trofeo tutto in bronzo!

I Primitivi rappresenta l’ultima fatica dello studio di animazione britannico Aardman, campione nell’utilizzo della tecnica stop-motion – che qui prende il nome di claymation o clayanimation, essendo i personaggi fatti interamente di plastilina – e vede al timone il regista vincitore di quattro premi Oscar Nick Park.

Con un’impressionante mole di lavoro dietro, il film è frutto di un grande sforzo collettivo, riscontrabile non solo nella produzione, ma anche nell’impegno profuso dal cast in fase di doppiaggio.

Se per la versione originale troviamo grandi nomi del panorama cinematografico britannico – Eddie Redmayne (Animali Fantastici e Dove Trovarli, La Teoria Del Tutto), Tom Hiddleston (The Avengers, Crimson Peak), Maisie Williams (Il Trono Di Spade, Doctor Who), Timothy Spall (Harry Potter, Il Discorso Del Re) e via dicendo – anche qui in Italia sono stati messi all’opera i talent nostrani – Riccardo Scamarcio (Romanzo Criminale, John Wick – Capitolo 2), Paola Cortellesi (Scusate Se Esisto, Nessuno Mi Può Giudicare), Salvatore Esposito (Gomorra: La Serie, Lo Chiamavano Jeeg Robot), Corrado Guzzanti (Ogni Maledetto Natale, La Passione), Claudio Greg Gregori (Colpi di Fulmine, Natale col Boss), il cuoco Chef Rubio e il calciatore Alessandro Florenzi – che hanno prestato le loro voci ai simpatici cavernicoli (e vicini di casa).

Parlando della pellicola con il cast italiano, apprendiamo qual è stato l’approccio pratico e interpretativo dietro il doppiaggio.

«É difficile trasferire le emozioni e i sentimenti ben visibili dall’animazione» spiega Paola Cortellesi, doppiatrice del personaggio di Ginna.

E aggiunge Salvatore Esposito, voce del malefico Nooth: «Si, è difficile, soprattutto perchè abbiamo dovuto dare una nostra chiave interpretativa a dei personaggi preesistenti. Ad esempio, per il mio personaggio, che non era così in lingua originale – Hiddleston adotta un accento con storpiature e cadenze francesizzanti, mentre in italiano è stata preferita una soluzione più vicina al tedesco – abbiamo dovuto trovare una chiave che fosse simpatica, ma che allo stesso tempo risultasse “cattiva”».

Guzzanti, voce di Barbo, conclude: «Il mio personaggio in lingua originale era davvero molto “inglese”. Nonostante l’ottimo adattamento dei dialoghi, non sempre si riesce a trasporre tutto alla lettera, quindi assieme alla direzione del doppiaggio c’è stato bisogno di reinventare qualcosa, per così dire, che potesse restituire le emozioni che traspaiono dalle animazioni».

Divertenti battute, rimandi sagaci – Real Bronzio, Early Man United – e simpatiche gag intrattengono lo spettatore (non necessariamente di appartenenza esclusiva alla fascia d’età 3-10) che assieme allo spessore morale della pellicola, riescono a donarle un discreto valore qualitativo.

Evidenti sono i messaggi che il film vuole ed è in grado di trasmettere: il gioco di squadra, la collaborazione, il coraggio e la determinazione trionfano sull’egoismo, l’avidità, l’arroganza e la superbia.

E non è il progresso tecnico-pratico a determinare l’evoluzione di un popolo, ma i valori che esso è capace di tramandare.

Qualcosa che sarebbe bene tenere sempre a mente, specialmente adesso che si è arrivati al culmine della strumentalizzazione e dell’egocentrismo, e ci si è dimenticati cosa significa davvero anche solo un gioco come il calcio.

«Dag sta cercando di far vedere agli altri il mondo come lo vede lui, attraverso i suoi occhi» spiega Eddie Redmayne in un’intervista per il sito IMDb.

Un punto di vista che, grazie al ragazzo primitivo, anche lo spettatore è portato ad adottare, così come ci si augura che faccia il resto della tribù, e non solo.

Perché solo quando avranno finalmente acquisito tale consapevolezza, gli abitanti di città potranno liberarsi dall’avidità e dalla corruzione che ormai li contraddistinguono, e i cavernicoli potranno finalmente lasciar stare i conigli e andare a caccia di mammut.

I Primitivi invaderanno le nostre sale dall’8 Febbraio.

Una commedia sportiva ambientata nella preistoria
di Cinzia Zagato

Dai creatori di Wallace & Gromit, Galline in Fuga e Shaun, vita da pecora, il nuovo cartone della Aardman Animations, una commedia sportiva ambientata nella preistoria.

Dopo essere stati cacciati dalla loro terra, una tribù dell’Età della Pietra tenta una missione impossibile nel tentativo di rivendicarla: una partita di calcio contro la migliore squadra del paese.

All’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata, la vita è semplice e genuina per il primitivo Dag e per la sua bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, che costringe con la forza Dag e i suoi amici ad abbandonare la propria casa.

Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui fino a quel momento Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo. Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio!

Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in se stessi.

I primitivi segna la prima esperienza da regista per Nick Park dall’epoca del corto Wallace e Gromit questione di pane o di morte (2008). In precedenza aveva co-diretto due lungometraggi, Galline in fuga con Peter Lord e La maledizione del Coniglio Mannaro (2005) con Steve Box.

La storia, dal taglio epico, parla di rivalsa, forza di volontà e riscoperta di sé, nonché dei valori del gioco di squadra, la lealtà e l’amicizia.

I personaggi protagonisti, seppur visivamente ricercati, non sono eccezionali e non hanno nemmeno un grande spessore, ma nel loro piccolo sono funzionali e ben animati.

La storia, semplice, strappa qualche risata qua e là, ma rimane poco accattivante e sembra non prendere mai quota.

Anche se il valore tecnico della pellicola non va dimenticato, visto il grande lavoro dietro un’opera in stop-motion, purtroppo il film non rientra tra le creazioni meglio riuscite dello studio Aardman.

Per la realizzazione del film ci sono voluti circa 273 pupazzi prodotti da innumerevoli artisti per rendere credibile la continuità narrativa e visiva di ogni singolo fotogramma. Con circa trenta mesi di lavorazione, ogni personaggio ha richiesto ben dieci settimane di lavoro.

Umorismo scontato, gag sciocche e ritmo altalenante rendono il film tedioso per chi ha più di sei anni. Non mancano i soliti messaggi positivi e le tematiche importanti, come l’integrazione, l’amicizia e la voglia di vincere.

Nella versione italiana il doppiaggio vede impegnati personaggi dello spettacolo e dello sport, tra cui Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, il calciatore della Roma Alessandro Florenzi, Greg, Corrado Guzzanti e tanti altri.

Il film tratta le origini dell’uomo e del calcio in modo totalmente innovativo, sicuramente un racconto adatto ai bambini, che potranno divertirsi anche grazie alle espressioni sempre buffe dei personaggi di plastilina.

Titolo originale: Early Man
Regia: Nick Park
Sceneggiatura: Mark Burton, James Higginson
Montaggio: Sim Evan-Jones
Distribuzione: Lucky Red
Origine: Gran Bretagna
Anno: 2018
Durata: 89’
Genere: Animazione
Data di uscita: 8 Febbraio 2018

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