A due anni di distanza dall’incantevole Moonrise Kingdom, Wes Anderson torna sul grande schermo con un’opera differente dalle precedenti, in cui, però si può riconoscere il tocco del suo autore, come sempre inconfondibile. Per farlo, nel suo Grand Budapest Hotel, Anderson invita una parata di stelle, che contribuiranno ad acuire maggiormente il fascino di un opera di per sé unica.

Un giovane scrittore (Jude Law) alloggia al Grand Budapest Hotel, dove, durante la sua ultima visita, incontra Zero Moustafa, il padrone dell’albergo, che, come abitudine alloggia sempre nell’ultima stanza, di solito riservata alla servitù: piccola, senza bagno e stretta. Lo scrittore prende coraggio, e domanda il perché di questa strana scelta e, durante una cena, Moustafa racconta come tutto ebbe inizio grazie a un certo M. Gustave (Ralf Fiennes), una ricca vedova (Tilda Swinton) e un quadro rinascimentale.

Film d’apertura dell’ultima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, dove ha anche vinto il Gran Premio della Giuria, Grand Budapest Hotel è un film difficile da decifrare e da incasellare in uno schema specifico, ma che piuttosto oscilla tra la commedia e l’azione, in un crescendo surreale che spiazza e colpisce, e senza dubbio affascina. Gestire un cast simile non è scontato, eppure Anderson è abituato ai film corali – si pensi a Moonrise Kingdom ma, soprattutto, a I Tenenbaum – e riesce a dare equilibrio ad ogni ruolo, a volte centellinando la presenza, ma rendendo tutto utile e nulla per superfluo, benché spesso le interpretazioni siano sopra le righe – geniali i ruoli ad Harvey Keitel e Bill Murray – ma in perfetto accordo con il tono di tutta la pellicola, un meccanismo perfetto dal primo all’ultimo istante. Il racconto nel racconto è infatti un escamotage perfetto, che permette una narrazione a capitoli apparentemente ordinata, all’interno dei quali, però, l’anima visionaria dell’autore sprigiona tutta la sua arte, alternando fasi più delicate ad altre molto più dure e crude, con fondali meravigliosi e una fotografia sempre curata in ogni dettaglio, senza contare le favolose sequenze di inseguimento con richiamo al cinema delle origini. Inoltre è necessario sottolineare come le partiture di Alexandre Desplat siano un valore aggiunto, la perfetta colonna sonora capace di donare il giusto ritmo alle diverse situazioni.

Si potrebbe quindi dire che con Grand Budapest Hotel, Wes Anderson riporti ad una comicità semplice, efficace e ritmata, su uno sfondo pastello che la rende unica. Invero.

Titolo originale: The Grand Budapest Hotel
Regista: Wes Anderson
Attori principali: Ralph Fiennes, Saoirse Ronan, Bill Murray, Jude Law, Edward Norton, F. Murray Abraham, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Adrien Brody, Jeff Goldlum, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Owen Wilson, Tom Wilkinson
Genere: Commedia
Durata: 110min
Anno: 2014
Produttore: Wes Anderson, Jeremy Dawson, Steven M. Rales, Scott Rudin
Casa di produzione: American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions, Studio Babelsberg
Distribuzione: 20th Century Fox
Fotografia: Robert Yeoman
Musiche: Alexandre Desplat
Montaggio: Barney Pilling

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