Amarcord di noi

Gabriele Muccino dirige Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria nel film Gli anni più belli. L’amicizia di quattro amici in un arco di tempo lungo quarant’anni tra delusioni, amori e speranze. Al cinema dal 13 febbraio.

Gabriele Muccino da sempre ama raccontare storie corali che coinvolgono gruppi di amici e famiglie, con i loro vizi legati ai tempi e ai caratteri dei personaggi, oculatamente ben diretti come fossero usciti da un romanzo neorealista. Già con L’ultimo bacio nel 2001 e poi con Ricordati di me nel 2003, il regista romano aveva sondato i rapporti che tengono insieme una coppia, per lo più tormentata da sogni non raggiunti, ora con Gli anni più belli compie un viaggio lungo quarant’anni, raccontando l’amicizia, con i suoi alti e bassi, di quattro amici inseparabili: Giulio (Francesco Centorame / Pierfrancesco Favino), Gemma (Alma Noce / Micaela Ramazzotti), Paolo (Andrea Pittorino / Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Matteo De Buono / Claudio Santamaria), soprannominato Sopravvissù, dopo essere sopravvissuto appunto a un proiettile vagante durante gli anni di piombo, nel corso di una manifestazione politica.

Da questo incontro, che salverà la vita a Riccardo, nasce tutto, soprattutto il sogno di guidare un’automobile comprata da una sfasciacarrozze per conquistare il mondo ed evadere da una quotidianità fatta di piccole cose e preoccupazioni. Gemma, che ha già perso il padre, vede morire sua madre e negato così il suo futuro a Roma, dove si è legata sentimentalmente a Paolo, il più contemplativo del gruppo, studioso di uccelli, col desiderio d’insegnare e attaccato alla madre morbosamente, essendo anche lui orfano di padre. Giulio invece un padre ce l’ha, ma il loro rapporto è conflittuale, per cui cresciuto nella paura della povertà, dopo la laurea in legge diventa avvocato d’ufficio nell’ideale di difendere gli ultimi, ma si farà presto corrompere da una situazione che lo porterà prima ad innamorarsi di Gemma, la donna del suo amico e poi di Margherita (Nicoletta Romanoff), figlia dell’Onorevole Angelucci, ex ministro della Sanità alla fine degli anni ’80 – inizio ‘90, che successivamente sposerà. Anche Riccardo convolerà a nozze, ma il suo matrimonio con Anna (Emma), conosciuta al cinema, sarà una comparsa anche nella sua vita, nonostante dal loro amore sia nato Arturo, che per anni vivrà lontano dal padre.

Gli anni più belli tocca tante corde dell’anima in cui s’incastrano ricordi e situazioni di chi è davanti al grande schermo e vede scorrere immagini di repertorio che vanno dall’abbattimento del Muro di Berlino a quell’11 settembre che cambiò il mondo, mentre la vita procede tra delusioni, rinunce e sorprendenti incontri.

Muccino confeziona, oltre ad una grande storia d’amore e d’amicizia, anche un grande omaggio al cinema italiano; sono tanti, infatti, i riferimenti e le citazioni ai grandi Maestri della settima arte e per citare una battuta di Paolo, interpretato da un sempre intenso Kim Rossi Stuart, «Manca solo Mastroianni!». Di fronte alla scena in cui Riccardo e Gemma entrano nella fontana di Trevi, forte è il riferimento a quella “Dolce vita” felliniana indelebile nella nostra mente, ma c’è molto anche di Scola e del suo “C’eravamo tanto amati”, altro gioiello di celluloide, che non conosce tempo. E proprio il tempo è il collante di tutta la pellicola, in cui echeggiano tanti oggetti dell’epoca e brani musicali, che aiutano a tessere tutta la trama magnificamente interpretata dai più grandi attori del momento. Pierfrancesco Favino continua ad aggiudicarsi stelline con le sue interpretazioni sempre curatissime e fa sorridere quando, in un fotogramma, un filmato di Craxi ci riporta per un attimo al suo Hammamet, dove interpreta proprio il ruolo del Presidente. Incisiva e quasi scritta per il suo carattere un po’ schivo e idealista la parte di Paolo, Kim Rossi Stuart, che invece centellina le sue apparizioni al cinema e quando si immerge spicca il volo come il pappagallino, compagno del suo personaggio. Claudio Santamaria anche è perfetto in questo ruolo molto umile quanto umano, che con molta naturalezza arriva al cuore, specchio di molti uomini moderni. Rivederli tutti e tre insieme dopo il Romanzo Criminale di Placido è un bell’effetto, perché in un certo senso il Freddo, il Libanese e il Dandi hanno camminato su quelle strade che ora ripercorrono loro, più maturi e con più esperienza, anche di vita, alle spalle.

Micaela Ramazzotti ha invece un dono nel far sue le donne sventurate del nostro paese, che lottano con le unghie e con i denti per raggiungere un obiettivo. Un po’ come la Sandrelli e la Vitti di quel cinema dal sapore nostalgico, la sua Gemma ha un fragilità che conquista, rafforzata dalla vita stessa, vissuta intensamente dal suo personaggio, che sorprenderà.

Emma, alla sua prima prima prova d’attrice, ha un bel compito e un bel ruolo che porta avanti con naturalezza tra dei giganti nostrani.

Eccezionali anche i giovani attori che interpretano i protagonisti da adolescenti: le somiglianze di tutti e quattro i ragazzi impressionano e contribuiscono alla buona riuscita di questo film emozionante, distribuito dal 13 febbraio in tutte le sale italiane in cinquecento copie.

Le canzoni, da Reality a Il rock del Capitano Uncino, passando per La voglia, la pazzia, insieme alle musiche di Nicola Piovani, sono il fil rouge di questa appassionante storia, tanto che il titolo della pellicola, che inizialmente doveva essere I migliori anni, con la collaborazione di Claudio Baglioni, è divenuto Gli anni più belli, proprio come l’inedita traccia del cantautore, che scorre insieme ai titoli di coda e a quel brivido lungo la schiena, segno che in quelle oltre due ore di narrazione qualcosa di forte è avvenuto. Quel che eravamo, quel che siamo, noi.

Titolo: Gli anni più belli
Regia: Gabriele Muccino
Soggetto e Sceneggiatura: Gabriele Muccino, Paolo Costella
Attori principali: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone, Alma Noce, Francesco Centorame, Andrea Pittorino, Matteo De Buono, Mariano Rigillo, Francesco Acquaroli, Paola Sotgiu, Fabrizio Nardi, Gennaro Apicella
Fotografia: Eloi Moli
Montaggio: Claudio Di Mauro
Musiche originali: Nicola Piovani
Costumi: Patrizia Chericoni
Scenografie: Tonino Zera
Casting: Laura Muccino, Francesco Vedovati
Fonico presa diretta: Mario Iaquone
Prodotto da Marco Belardi
Una produzione: Lotus Production con Rai Cinema
In associazione con 3 Marys Entertainment Srl

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