La cosa che forse desta maggior interesse è la seriosità che aleggia in questo fantasy-avventuroso per famiglie, se si pensa ai prodotti fiabeschi di largo consumo realizzati durante il periodo delle feste, sono soliti trasmettere buonumore o almeno un pizzico di candore, ad esempio anche nei fantasy più algidi come “Lamony snicket” o in quelli più tetramente dark come “Sleepy Hollow” di Burton, si rintraccia comunque un guizzo di ironia.

The City of Ember, è interamente ambientato in una cadente e fantascientifica città sotterranea, tra tubature fradice e cunicoli soffocanti che vanno a creare una cappa di grave pessimismo che avvolge storia e personaggi, la narrazione è poi scandita da ritmi lenti e ipnotici(specie nella prima parte) che riportano a Fritz Lang, persino nelle scenografie teutonicamente maestose e opprimenti al tempo stesso che ricordano da vicino Metropolis.

Solo verso la fine si accende la scintilla favolistica, i colori si ravvivano e il ritmo cresce, ma le angosce e il pessimismo orwelliano sono sempre molto forti, l’allegoria politica è sicuramente in primo piano, grazie anche ad un sornione e rufianissimo Bill Murray, sindaco autocrate che trama nell’ombra ai danni del popolo, operando attraverso la cosiddetta “dittatura dolce”.

Il versante immaginifico rimane comunque intatto e recupera gli archetipi della fiaba con le sue paure ancestrali, attraverso la minaccia apocalittica del black out, molto vicina al grande nulla de “La Storia infinita”, l’ignoto che tutto inghiotte, una paura impalpabile, astratta, di certo spaventa molto di più di qualsiasi concretizzazione del male.

Voto: 8

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