Dopo anni passati a collezionare visioni edulcorate di favole firmate Disney e dopo l’avvento della concorrente Warner Bros, tecnologicamente innovativa e dai contenuti più ironici ed irriverenti alla Shrek, è giunto il momento per un altro genere d’animazione di approdare nelle nostre sale cinematografiche: quello dell’anime.

Originario del Giappone, dove indica l’animazione in senso lato, esso si qualifica nel resto del mondo proprio come specificità made in Japan, che in Italia è protagonista assoluta del pomeriggio Mediaset dagli anni ’90 (indimenticabile Bim Bum Bam) e che ora si sta facendo strada anche su MTV, per un target prettamente adolescenziale.

Abituati dal piccolo schermo a conoscere le avventure di molti personaggi (da Mila e Shiro a Holly e Benji, da Goku a Naruto) frazionate sul più bello in puntate da 20 minuti circa, esse si possono trovare anche in versione lungometraggio, principalmente in formato DVD, in videoteche e distributori autorizzati.
E da ora anche al cinema.

È infatti iniziata l’8 luglio 2008 l’avventura sul grande schermo di Ken Shiro, meglio conosciuto come Ken il Guerriero, giustiziere in un mondo post-atomico, mosso dalla sete di vendetta per il rapimento e dalla scomparsa di Julia, la donna amata.

Cartone ormai entrato nella storia, trasmesso in TV da reti locali o minori (Odeon TV, Italia7) soprattutto per la crudezza e la violenza dei contenuti e delle immagini, è adesso proposto al grande pubblico in una serie di cinque lungometraggi per celebrare il 25° della nascita dell’omonimo manga.

Il film nelle sale ha come titolo “Ken il Guerriero – La leggenda di Hokuto” e si avvale del soggetto originale di Buronson e Tetsuo Hara, e della regia di Takahiro Imamura. Viene qui rappresentato l’episodio del “Mausoleo a Croce del Sacro Imperatore“, dove Ken Shiro affronta in combattimento il generale Sauzer, che, come il più classico dei nemici, vuole impadronirsi del mondo intero.

Per gli aficionados di Ken Shiro è difficile non essere partigiani dopo aver visto il proprio eroe a grandezza spropositata ed aver udito l’ipnotico uaaaaatatatatata dei suoi pugni in dolby surround, ma un pizzico di obiettività è sempre utile.
Questo primo capitolo della pentalogia soddisfa appieno per la grafica dai colori nitidi, dal disegno pulito e per la bellezza dei tratti dei personaggi principali (come gli occhi profondi e insondabili di Ken e Shu) ma pecca in alcuni dettagli che spesso si rivelano fondamentali alla pellicola per entrare in empatia con lo spettatore. Sono mancanze da attribuire ai curatori dell’edizione italiana, che sembrano non comprendere quanto un personaggio (televisivo o cinematografico, in carne e ossa o disegnato) sia caratterizzato anche dalla voce a lui data, e di come ciò sia vero soprattutto in caso di telefilm o serie ad episodi.

Anche per questa trasposizione, come è successo in diverse occasioni in passato, le voci dei doppiatori sono cambiate, e la sensazione di una perdita di familiarità con i protagonisti si avverte non appena cominciano a parlare. La voce di Lorenzo Scattorin non è la stessa di Alessio Cigliano, che per più di cento puntate ha fatto parlare e quindi conoscere Ken Shiro nel piccolo schermo.

Oltretutto le atmosfere già abbastanza epiche sono enfatizzate da dialoghi pieni di pathos che il pubblico italiano ricorda bene nei Cavalieri dello Zodiaco, con terminologia e modo d’esprimersi leggermente superati, diciamo un po’ vintage.
Sono errori questi che non sono stati commessi nell’unico altro precedente anime regalato al cinema: trattasi della bella prova di Hayao Miyazaki “Lupin III – Il Castello di Cagliostro” per cui si era ben pensato di riunire il cast “storico” dei doppiatori nell’edizione italiana.

In ogni caso, errori o meno, sono prodotti di ottima qualità, anche se per questi primi esperimenti non si può parlare di successo al botteghino, in quanto una serie di fattori (poca campagna pubblicitaria, vasta scelta nella programmazione, target di pubblico ristretto) rende queste produzioni deboli rispetto alla concorrenza, probabilmente più adatti ad una fruizione domestica.

Quel che è certo è che per gli appassionati del genere è sempre una notizia esaltante sapere che i propri eroi vengano riadattati in chiave cinematografica.
E certamente sono già in trepida attesa i cultori di Dragon Ball, Neon Genesis Evangelion e Yattaman, che sono dati dai bagarini virtuali tra i più papabili alla salita verso la soglia del cinematografo.
Non ci resta quindi che aspettare fiduciosi le prossime notizie dal paese del Sol Levante.

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