Il mascalzone bisognoso d’adrenalina. E la faccia tosta di Tom Cruise

Tratto (incredibilmente?) da una storia vera, Barry Seal – Una storia americana mette in mostra la capacità d’intrattenimento di Liman e la (solita) faccia tosta di Tom Cruise. Un film che, nonostante alcune ridondanze narrative (utili per rendere più sensazionalista una vicenda di per sé paradossale), si regge in piedi fino alla conclusione.

Barry Seal è un pilota di linea, contrabbanda sigari, ma si annoia. Il suo “sporco” lavoro viene notato da un agente della CIA, che gli chiede di lavorare per lui in Sudamerica. Ma proprio in Sudamerica viene avvicinato dal cartello di Medellin, che gli offre un mucchio di soldi per trasportare cocaina negli Stati Uniti. Con il passare del tempo il giro si allarga a macchia d’olio e i problemi si centuplicano.

Se l’unico interesse di un regista dovesse essere intrattenere il pubblico e tenerlo incollato allo schermo con numerose svolte narrative, depistaggi e “cambi di casacca”, allora bisogna ammettere che Liman ha centrato l’obiettivo raccontando l’incredibile (?) storia vera di Barry Seal, aviatore e trafficante di droga per il cartello di Medellin nei primi anni Ottanta. Certamente si ha a che fare con un ingigantimento della storia e una delineazione delle agenzie governative americane assolutamente grottesca; tuttavia il prodotto di Liman ha i suoi pregi che si traducono su pellicola grazie alla faccia tosta ammiccante di Tom Cruise e a un ritmo filmico interessante, che permette allo spettatore di comprendere fino in fondo tutte le svolte narrative che si susseguono sullo schermo.

Costantemente in cerca di adrenalina (il lavoro come pilota di linea gli sta stretto), Barry Seal è il prodotto di una società americana pronta a cogliere qualsiasi opportunità per rendere la propria esistenza più florida e appagante. Un sogno a stelle e strisce che si esplica con il benestare del governo, intento a combattere la Russia in una guerra di nervi (e di quartiere) e a dispensare discorsi da ben pensante del presidente Reagan.

Film che si lascia seguire fino alla conclusione e che mette in piedi un intrattenimento veloce, ludico e ironico, Barry Seal – Una storia americana è paradossale, ma credibile e il realismo non è incarnato solamente dalla scritta “basato su una storia vera”, che campeggia fieramente a inizio film, ma da una serie di coincidenze e cambiamenti di prospettiva verosimili e mai forzati. Insomma il pubblico si trova a guardare la storia di colui che ha “bivaccato” alle spese di un governo fragile, inseguendo i propri sogni e sapendo di essere il “gringo che non sbaglia mai un colpo”. Un buon film che non disdegna la risata e il sorriso malizioso, il potenziale pericolo e l’avventura, caratteristiche che permettono alla pellicola di rendere il racconto fluido e mai pedante.

Titolo originale: American Made
Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Gary Spinelli
Attori principali: Tom Cruise, Sarah Wright, Domhnall Gleeson, Jesse Plemons, Lola Kirke, Alejandro Edda, Caleb Landry Jones, Jayma Mays
Fotografia: Cesar Charlone
Montaggio: Saar Klein, Andrew Mondshein, Dylan Tichenor
Musiche: Cristophe Beck
Prodotto da Cross Creek Pictures, Imagine Entertainment, Quadrant Pictures, Vendian Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Genere: Azione
Durata: 115′

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