A bordo del Vascello Nero

Atmosfere fumettistiche e rumore del mare in tempesta fanno da cornice alla serata dedicata dal Cineclub Detour di Roma al mondo di Watchmen, capolavoro della letteratura a fumetti scritto da Alan Moore.

Gli Ebbri di Cinema ci offrono una duplice occasione per scoprire (S)pazzi Indipendenti: la proiezione di Tales of the Black Freighter, cortometraggio animato, tratto dall’opera di Moore e realizzato in concomitanza con l’uscita nel mercato home video del film di Zack Snyder (Watchmen, appunto), e la presentazione di Mary & Max, pellicola in stop motion, inedita in Italia, del premio Oscar Adam Elliot.

Presente in sala è Francesco Moriconi, autore di Lost in Symmetry – Diario di un naufrago nell’universo di Watchmen, amichevolmente rinominato la Bibbia di Watchmen dai numerosi fan presenti all’evento. Il testo si pone l’ambizioso obiettivo di scavare tra le pagine di questa monumentale opera tramite una metodologia archeologica che ricorda da vicino la passione e l’impegno che caratterizzava l’esplorazione delle remote zone dell’inconscio dei suoi pazienti del padre della psicoanalisi, Sigmund Freud.
Così come il mondo onirico, approfondito da Freud nel famoso testo del 1900 L’interpretazione dei sogni, anche il lavoro di Moore attende di essere interpretato, per portare alla luce nuovi significati di Watchmen, magari nascosti alla coscienza dello stesso autore. Contenuti manifesti e latenze di significato si intrecciano tra le pagine di quello che, ormai è palese, non è possibile considerare “solo un fumetto”.

I Racconti del Vascello Nero, come giustamente sottolineato da Francesco Moriconi, non potrebbero mai essere compiutamente apprezzati se estraniati dall’ampio contesto di appartenenza dei graphic novel. Il cortometraggio animato è una piacevole rivisitazione dell’imponente critica meta-letteraria di Alan Moore, che riflette sui problemi del mondo a lui contemporaneo e sulla stessa forma espressiva utilizzata, ossia le pagine a fumetti.

Gerard Butler ha prestato la sua voce al personaggio principale della vicenda, un naufrago disperso in un mare quasi dipinto, come da tradizione coleridgeiana, che assume il colore nero delle profondità della coscienza e rosso del sangue, lo stesso che il Vascello Nero reclama a gran voce nella sua traversata. Moriconi ha ben espresso quel collegamento profondo – tra questa sottotrama e le vicende di Watchmen – che si riflette, in maniera quasi direttamente proporzionale e simmetrica, in tutte le pagine dell’opera. Oltre all’esplorazione dell’universo di Alan Moore nella sua versione cartacea e cinematografica, vale la pena dare un’occhiata anche a questo prodotto per l’home video che, seppure non in maniera esaltante, riesce a rendere bene le atmosfere oscure che sembrano uscire direttamente dai racconti di E.A. Poe.

Conclusa la presentazione del testo di Moriconi e, accantonato il gigantesco tomo cartonato di Watchmen, si spengono le luci in sala per permettere allo spettatore di entrare in atmosfere completamente diverse e lasciarsi commuovere dalla poetica storia di Mary & Max, due amici lontani che scoprono se stessi tramite una corrispondenza epistolare molto sofferta.

Le tematiche del film sembrano seguire la crescita della piccola Mary, vera forza dinamica e attiva della vicenda, che dal profondo dell’Australia invia una lettera, verso New York, all’ebreo Max che vive da solo in casa, mangiando cioccolata e guardando la televisione. Le stesse lettere acquistano profondità con il tempo e gli argomenti di discussione diventano sempre più personali.

La prima lettera di Mary, piena di dubbi e curiosità sulla vita oltreoceano ed in generale sul mondo degli adulti, permette ai due di connettersi in maniera speciale, sconvolgendo l’esistenza di entrambi in maniera indissolubile. Dopo pochi scambi di battute, i due protagonisti sentono di avere molte cose in comune: entrambi adorano la cioccolata ed un programma per bambini alla televisione. Purtroppo, nessuno di loro ha mai avuto degli amici ed una vita serena.

La tematica della solitudine è molto forte all’interno della pellicola, il che la rende perfetta per quell’esplorazione monografica di (S)pazzi Indipendenti che si pone proprio l’obiettivo di “far compagnia” alle pellicole sconosciute del panorama internazionale e renderle visibili all’occhio (pigro) dello spettatore italiano. Così come nella precedente edizione della rassegna, gli Ebbri di Cinema propongono dei personaggi outsider e dalle caratteristiche fisiologiche particolari. L’obesità di Max e la piccola voglia marrone sulla fronte di Mary non bastano a renderli dei freaks, ma è la loro percezione di se stessi che li fa sentire dei diversi e degli emarginati.

Con il passare del tempo, sottolineato spesso dalle didascalie del film e dall’evidente crescita di Mary, si scopre, o meglio, si evolve, la tematica portante del film che si rivela essere quella dell’autismo. Max, dopo un forte breakdown nervoso, capisce di soffrire della Sindrome di Asperger e diviene consapevole dell’origine della sua singolarità. L’interazione tra Mary e Max diviene sempre più evidente e terapeutica per entrambi che riescono ad uscire dalla propria situazione cristallizzata e combattere le paure del mondo caotico e confuso che li circonda.

Mary & Max è un film, come sottolineato in precedenza, che cresce insieme ai protagonisti. Cambia il ritmo della narrazione, cambiano le tematiche e, con il passare del tempo, dalla risata innocente ed infantile di Mary si giunge a comprenderne anche le lacrime nel finale.

Titolo: Tales of the Black Freighter
Regista: Daniel DelPurgatorio, Mike Smith
Sceneggiatura: Zack Snyder, Alex Tse
Attori principali: Gerard Butler, Cam Clarke e Siobhan Flynn

Titolo: Mary & Max
Regista: Adam Elliot
Sceneggiatura: Adam Elliot
Attori principali: Toni Collette, Philip Seymour Hoffman, Barry Humphries, Eric Bana
Fotografia: Gerald ThompsonFotografia
Montaggio: Bill Murphy
Musiche: Dale Cornelius
Produzione: Melodrama Pictures Pty Ltd
Produttore: Melanie Coombs
Distribuzione: Icon Entertainment International
Genere: Animazione
Durata: 92′

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