Una giusta causa

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Una giusta causa, articolo di "Emanuela Mugliarisi" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Dal 28 marzo al cinema Una giusta causa, il film con Felicity Jones, Armie Hammer, Katy Bates e Justin Therouxche ci la storia di Ruth Bader Ginsburg, l’eroina che rivoluzionò il sistema giudiziario americano lottando contro le discriminazioni di genere.  – “Perché ha deciso d’iscriversi alla facoltà di legge?” – “Perché mio marito frequenta il secondo …

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Dal 28 marzo al cinema Una giusta causa, il film con Felicity Jones, Armie Hammer, Katy Bates e Justin Therouxche ci la storia di Ruth Bader Ginsburg, l’eroina che rivoluzionò il sistema giudiziario americano lottando contro le discriminazioni di genere. 

– “Perché ha deciso d’iscriversi alla facoltà di legge?”

– “Perché mio marito frequenta il secondo anno e voglio capire meglio ciò che studia in modo da essere una moglie ancora più presente e comprensiva”

Siamo nel 1956 e Ruth Bader Ginsburg, una delle prime donne ad essere ammesse alla facoltà di giurisprudenza di Harvard, ha il coraggio di rispondere con piccata ironia alla domanda che gli pone il suo rettore durante la cena d’inaugurazione dell’anno accademico. Una domanda che nessuno si sarebbe mai sognato di fare ad un uomo, eppure con una donna ci si sente autorizzati a chiederle come mai abbia l’ardire di fare qualcosa per il suo interesse, qualcosa che non sia stare in casa, limitandosi ad essere l’angelo del focolare.

Dopo questo primo episodio, vediamo Ruth imbattersi in un ‘escalation di episodi di discriminazione sessuale: il fatto che il professore in classe non le dia mai la parola se alza la mano insieme ad altri compagni uomini, nonostante lei sia molto più preparata di tutti loro; il fatto che nessuno studio la prenda a lavorare nonostante abbia avuto un eccellente percorso accademico, perché una donna avvocato o è troppo emotiva, o se è intelligente allora è una pianta grane oppure prima o poi, come natura chiede, dovrà tornare a fare la moglie e la madre di qualcuno.

Ruth “sopporta” fino al momento in cui s’imbatte nella storia di Charles Morits e capisce che la rabbia accumulata per anni può diventare strumento per aiutare quest’uomo del Colorado: un uomo a cui vennero negati i 296 dollari di detrazione fiscale in quanto badante maschio; la legge, negli anni ’70, prevedeva che tale privilegio fiscale toccasse solo a donne o uomini separati (o vedovi), non certo ad uno scapolo che decide di prendersi cura della madre malata. La discriminazione di genere quindi è un fatto, ed esiste anche al contrario: per Ruth è il momento di distruggerla alla base, volesse anche significare che la legge è sbagliata e va cambiata.

Dal momento in cui Ruth prende in mano questo caso, capisce che sta creando un precedente importante per poter dichiarare illegali tutte le leggi basate su discriminazioni di genere. Non a caso la Ginsburg è stata la prima donna ad essere nominata Giudice alla Corte Suprema.

A dare corpo e anima a questa super-eroina del XX secolo, il volto dolce e il corpo gracile di Felicity Jones che ha grinta da vendere nel restituire lo spirito brillante di questo personaggio: ha sentito molto suo questo ruolo e l’ha saputo rendere umano e mai retorico, anche grazie alla possibilità di confrontarsi con la vera Ruth che ha più di 90 anni e mantiene intatta l’energia e l’intelligenza di sempre.

Assieme a Felicity, Armie Hammer che interpreta il marito: una figura che sa equlibrare la sua presenza nella vita della moglie tra complementarità e sana “subordinazione” nel momento in cui Ruth prende in mano le redini del caso. Quello che di bello emerge dal film è anche il grandissimo rapporto d’amore, di stima e amicizia tra i due coniugi Ginsburg che hanno saputo davvero rivoluzionare il sistema legale americano.

Titolo originale: On the Basis of Sex
Regia: Mimi Leder
Sceneggiatura: Daniel Stiepleman
Attori principali: Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux, Kathy Bates, Sam Waterson, Stephen Root, Jack Reynor
Fotografia: Michael Grady
Montaggio: Michelle Tesoro
Musiche: Mychael Danna
Prodotto da Amblin Partners, Participant Media, Robert Corn Production
Distribuzione: Videa
Durata: 120′
Genere: Biografico

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