Tuo, Simon

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Basato sul romanzo “Simon vs the homo sapiens agenda” di Becky Albertelli, il film di Greg Berlandi è una commedia brillante e universale, cui si perdonano piccole sbavature nell’ottica di un messaggio di uguaglianza maturo e imprescindibile per una società che voglia definirsi civile.

Simon è un diciassettenne liceale come tanti altri. Ha alle spalle un’amorevole famiglia ed è inseparabile dal ben assortito gruppo di amici.
Ha però un segreto che ritiene inconfessabile: è omosessuale.
Si innamora online di un ragazzo che frequenta la stessa scuola, di cui non conosce la vera identità e che vorrebbe incontrare di persona, ma la relazione è ostacolata sia dalla paura condivisa di essere giudicati dalla comunità che da Martin, un ragazzo che scopre per caso il segreto di Simon e minaccia di rivelarlo sul social network della scuola.
Tra risvolti esilaranti ed esiti terrificanti, la strada per la felicità sembra tempestata di ostacoli. Ma Simon non ha intenzione di arrendersi e vuole scoprire a tutti i costi chi si cela dietro Blue, identità telematica del ragazzo misterioso.

Il liceo, con tutte le sue dinamiche peculiari, è sempre stato terribilmente complicato già a priori del fattore discriminatorio. Elementi e situazioni che con la maturità e il senno di poi possono essere poste nella giusta ottica e all’interno dell’appropriato contesto, quando vissute in prima persona possono prendere le fattezze di crepacci insuperabili e montagne impossibili da oltrepassare.
Tuo, Simon, adattamento del titolo originale Love, Simon che fa riferimento alla classica formula di chiusura di uno scambio epistolare, affronta il percorso di crescita giovanile dal punto di vista di un ragazzo comune che teme la sua vita vada in pezzi se i compagni (ma anche la famiglia e gli amici più intimi) scoprissero la verità sul suo orientamento sessuale.
Il fantasma dell’omosessualità, progenie di quello ben più spaventoso e radicato dell’odio e del pregiudizio nei confronti della diversità, è difficile da scacciare persino in tempi (come quelli contemporanei) che amino definirsi culturalmente fioriti. La pellicola di Greg Berlandi non vuole ergersi a baluardo della disamina sociale di cause e conseguenze, ma la storia che racconta può essere facilmente recepita dalle giovani generazioni sia come insegnamento che come monito.
Niente di nuovo nell’ombra della sala, beninteso: le dinamiche sono elementari e già viste, i conflitti funzionali all’esposizione dell’asserto e i personaggi parzialmente stereotipati, ma quella frequentata da Simon non è forse la più comune delle scuole statunitensi? Pur con i dovuti distinguo ambientali, le vicende raccontate potrebbero avere luogo in qualsiasi istituto superiore del mondo occidentale.
Tuo, Simon affronta le problematiche adolescenziali di accettazione e realizzazione personale con intelligenza e brio, e gli si possono perdonare eccessi di zuccherosità e pochi passaggi forzati. Smorza i toni della commedia con una goccia di agrodolce e li amalgama con quelli dell’impegno sociale senza scadere nella pretenziosità o nella convinzione di possedere la risposta a tutte le domande e la soluzione alla totalità dei problemi.
Coadiuvato dalle interpretazioni di giovani promesse del panorama cinematografico americano e da una colonna sonora dalle tinte pop che strizzano l’occhio all’indie e alla new wave, Tuo, Simon centra il suo obiettivo: fa divertire, ma anche riflettere. Perché in fondo, per parafrasare le parole di Simon, tutti meritano una grande storia d’amore.

Titolo originale: Love, Simon
Nazionalità: Stati Uniti d’America
Anno: 2018
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 110′
Regia
: Greg Berlandi
Interpreti: Nick Robinson, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Jorge Lendeborg Jr., Logan Miller, Josh Duhamel, Jennifer Garner
Sceneggiatura: Isaac Aptaker, Elizabeth Berger (Basato sul romanzo “Simon vs the homo sapiens agenda” di Becky Albertelli)
Produzione
: Marty Bowen, Wyck Godfrey, Isaac Klausner, Fox 2000 Pictures, Temple Hill Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Fotografia: John Guleserian
Montaggio:
Harry Jierjian
Scenografia:
Aaron Osborne
Musiche originali:
Rob Simonsen

Nelle sale italiane da giorno 31 Maggio 2018

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