Thelma

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Thelma, articolo di "Emanuela Mugliarisi" su Persinsala
sabato , 19 Ottobre 2019
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Nelle sale italiane dal 21 giugno il nuovo film del regista che con il suo esordio del 2006 (Reprise) aveva già conquistato pubblico e critica internazionali: ora con Thelma torna con un thriller/noir/horror dal forte carattere visivo e dall’impatto emotivo interessante, tanto che la critica internazionale lo sta già definendo “Carrie girato da Ingmar Bergman”.  …

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Nelle sale italiane dal 21 giugno il nuovo film del regista che con il suo esordio del 2006 (Reprise) aveva già conquistato pubblico e critica internazionali: ora con Thelma torna con un thriller/noir/horror dal forte carattere visivo e dall’impatto emotivo interessante, tanto che la critica internazionale lo sta già definendo “Carrie girato da Ingmar Bergman”. 

Un’adolescente cresciuta per anni nella più severa e repressiva educazione cristiana, scopre finalmente il mondo e le pulsioni sessuali appena si allontana dal dalla casa natia e contemporaneamente scopre che a queste pulsioni si legano anche a dei poteri paranormali che influenzano l’ambiente intorno a lei. Detta così sembra pari pari la trama di Carrie di Brian de Palma ma in questo Thelma di Joachim Trier c’è molto di più. Non solo l’ambientazione norvegese (infatti Thelma si allontana da casa per andare ad Oslo a studiare biologia); non solo il fatto che la protagonista scopra di essere attratta dalle donne e si leghi sempre più ad una compagna di università; non solo il problema che fa corrispondere alla manifestazione dei poteri di Thelma anche delle pesantissime convulsioni che sembrano attacchi epilettici. Oltre a questi aspetti della trama, ciò che rende Thelma un film horror davvero riuscito è la costruzione della tensione che Joachim Trier diffonde con lunghi silenzi e dialoghi e sguardi apparentemente inutili ma funzionali a trasmetterci il continuo stato di angoscia della giovane protagonista: oltre a non capire l’origine del suo male e a sentirsi pericolosa a causa dei cuoi poteri, si sente in colpa per le pulsioni sessuali totalmente contrarie all’educazione cattolica ricevuta. A fare la differenza è unafotografia ipnotica che crea un senso di apnea: gli scenari freddi, sconfinati, isolati e disarmanti della provincia (ma anche della dimensione urbana) norvegese, hanno gli stessi colori del freddo dell’anima che alberga in Thelma; dovremo aspettare il finale perché la fotografia ci faccia vedere anche colori più caldi e scenari illuminati dal sole.

Ma quello che davvero rende riuscito un film del genere, è la bravura di una protagonista che, se fosse stata una mediocre attrice, non avrebbe mai potuto dare la giusta profondità e complessità al personaggio, la chiave fondamentale per dare credibilità e intensità a tutte le vicende che vediamo alternarsi sullo schermo, con dei flashback fondamentali per capire alcuni risvolti del suo presente. Eili Harboe ha un perfetto di mix d’innocenza e maturità che rende perfettamente il momento di transizione dall’adolescenza all’età adulta, con tutti i turbamenti che questo passaggio comporta già normalmente – figuriamoci se scopri di avere problemi e poteri paranormali. La sua presenza si amalgama perfettamente a tutti gli ambienti in cui viene collocata e con i quali interagisce fisicamente e psichicamente, come fosse la protagonista al centro di quadri fiamminghi, altre volte di quadri rinascimentali in altre inquadrature invece siamo in piena ispirazione espressionista (lo stesso regista ammette di essersi ispirato all’urlo di Munch nonché ad alcuni chiari richiami visivi derivati dalla produzione di Hitchcock).
Un film in cui la tensione emotiva è totalmente palpabile ma con un finale positivo che non ci si aspetterebbe e che ci ricorda un messaggio importante sempre: la repressione crea mostri; lasciare esprimere le naturali e positive pulsioni umane non può far altro che creare bellezza e curare l’anima. E forse non solo quella.
Titolo originale: Thelma
Paese di produzione: Norvegia, Danimarca, Francia, Svezia
Attori principali: Eili Harboe, Okay Kaya, Henrik Rafaelsen, Ellen Dorrit Petersen
Durata: 116′
Regia: Joachim Trier
Genere: drammatico, thriller, giallo, fantastico, sentimentale
Sceneggiatura: Eskil Vogt, Joachim Trier
Distribuzione: Teodora Film
Fotografia: Jakob Ihre
Montaggio: Olivier Bugge Coutté
Musiche: Ola Fløttum
Nelle sale italiane dal 21 giugno

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