Resta con me

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Resta con me, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Resta Con Me 3
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Adattamento cinematografico dell’incredibile storia di Tami Oldham e dell’omonimo libro, Resta con me concilia, pur con imperfezioni, la quota drammatica e quella romantica. A tratti prevedibile e sfilacciato, gode però della notevole performance di Shailene Woodley e del fascino atavico dell’oceano. Tami ha deciso di vivere lontano da un opprimente ambiente familiare e ha lasciato …

Alla deriva nella vastità dell’Oceano

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Adattamento cinematografico dell’incredibile storia di Tami Oldham e dell’omonimo libro, Resta con me concilia, pur con imperfezioni, la quota drammatica e quella romantica. A tratti prevedibile e sfilacciato, gode però della notevole performance di Shailene Woodley e del fascino atavico dell’oceano.

Tami ha deciso di vivere lontano da un opprimente ambiente familiare e ha lasciato San Diego il giorno dopo la cerimonia dei diplomi per intraprendere un viaggio intorno al mondo. Dopo cinque anni tra America e Pacifico giunge a Tahiti. Qui incontra Richard Sharp, un giovane ed esperto velista. I due si innamorano e, desiderosi di cimentarsi in un viaggio oceanico, accettano l’offerta di portare lo Yacht Hazana, di proprietà di amici, fino alle coste della California. Durante la traversata però i due si imbattono nell’uragano Raymond, che disalbera e danneggia l’imbarcazione. Soli in mezzo all’oceano, dovranno sopravvivere nella speranza di raggiungere le Hawaii o che qualcuno arrivi a salvarli.

L’oceano è stato spesso considerato, la maggior parte delle volte a torto e soprattutto a seconda dei casi, un amico fedele o un nemico implacabile. In realtà la sua definizione è intrinseca in quella del mare, meraviglioso o terrorizzante ma sempre nel solco della sua immensa neutralità.
I primi ad averlo capito erano stati proprio Tami Oldham e Richard Sharp, sfortunati protagonisti dei fatti reali che hanno ispirato la pellicola. Baltasar Kormakur, talentuoso regista di origini islandesi e ormai cineasta affermato, aveva già dimostrato di sapersi trovare a proprio agio con le imponenti forze della natura quando si era messo al timone di Everest (che nel 2015 aveva aperto il Festival di Venezia) e in Resta con me conferma le sue attitudini pur sottostando a un energico cambio di prospettiva.
Adrift (titolo originale del film, traducibile come “alla deriva”) intreccia il dramma di un naufragio mortale con una storia d’amore che, se raccontata senza la giusta misura, sarebbe potuta diventare insopportabilmente zuccherosa o altrettanto insipida. Kormakur opta per una costruzione narrativa che racconti la storia di Tami e Richard in parallelo a partire dal reciproco colpo di fulmine e dalle ore immediatamente successive al naufragio. Una scelta che asseconda l’accumularsi della tensione ma apre il fianco a momenti di artificiosità troppo forzata da risultare sempre ben oliati. Lascia inoltre intendere troppo presto il colpo di scena nascosto tra le pieghe della storia a chi non ha familiarità con le vicende di cronaca raccontate a schermo, e quindi finisce per depotenziarne la fioritura.
Gran merito va dato a Shailene Woodley, che contende all’oceano lo scettro di protagonista e sostiene per lunghi tratti la pellicola su spalle che si piegano ma non si spezzano. Fragile e determinata, restituisce tutta la forza, la tenacia e la naturalezza di una ragazza che affronta i suoi demoni più subdoli pur di raggiungere l’agognata sopravvivenza. Una propensione assecondata in sede di regia, con una macchina da presa che opta per presa continua e movimenti originali per costruire l’empatia necessaria a far brillare la protagonista.
Resta con me, tra rivedibili imperfezioni e prevedibilità, coniuga comunque con mestiere sia il dramma che il romanticismo, senza lesinare né indugiare più del necessario su sangue, sudore e pelle arsa dal sole. Pur nel suo essere un ibrido di generi e non aspirando ad ascetico rigore, è solido a sufficienza da intrattenere e riesce a condensare tutto ciò che ha da dire nei suoi canonici novanta minuti.

Titolo originale: Adrift
Nazionalità: Stati Uniti
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 93′
Regia
: Baltasar Kormakur
Interpreti: Shailene Woodley, Sam Clafin, Grace Palmer, Jeffrey Thomas, Elizabeth Hawthorne, Tami Oldham Ashcraft
Sceneggiatura: Aaron Kandell, Jordan Kandell, David Branson Smith (basata sul romanzo di Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhart
Montaggio: John gilbert
Fotografia: Robert Richardson
Produzione
: Aaron Kandell, Jordan Kandell, Baltasar Kormakur, Stx Entertainment, Lakeshore Entertainment, Rvk Studios, Huayi Brothers
Distribuzione: 01 Distribution
Colonna sonora: Volker Bertelmann
Supervisione VFX: Dadi Einarsson

Nelle sale italiane dal 29 Agosto 2018

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