Nobili bugie

Nobili Bugie Ivano Marescotti Gaia Bottazzi

Prodotto da Genoma Film all’interno di un programma di completa sostenibilità, Nobili Bugie ha il merito di tentare la carta di una commedia spruzzata di nero e demenziale, ma il risultato non è all’altezza delle aspettative e si ride meno di quanto si dovrebbe.

I Martellini sono duchi da cinque secoli e vivono nello sfarzo in una magione tra le colline bolognesi. Negli anni, sia per menefreghismo che per investimenti incauti, hanno sperperato il proprio patrimonio e sopravvivono vendendo i mobili e i cimeli di famiglia.
In piena seconda guerra mondiale però sembra arrivare il momento della riscossa. Alla loro porta si presenta una famiglia di ebrei in fuga e alla disperata ricerca di un nascondiglio. Dapprima restii, i Martellini accettano quando vien loro proposto un compenso in lingotti d’oro di dubbia provenienza.
L’avidità della famiglia sembra però non avere limiti. Finita la guerra il duca organizza una serie di rocambolesche messe in scena per far credere agli ospiti che il conflitto è ancora in corso.

Se si dovesse giudicare Nobili Bugie, opera prima di Antonio Pisu, dai primi quarantacinque minuti, la valutazione sarebbe impietosa. Un tentativo grossolano e fallimentare di declinare in salsa peninsulare la commedia demenziale dalle sfumature nere. La vicenda infatti sembra costruita ad hoc intorno a un’accozzaglia di caratterizzazioni che faticano a integrarsi: la strana coppia composta da giardiniere cieco e maggiordomo sordo (neanche fossero Gene Wilder e Richard Pryor), il duca con la fissazione delle carte e dello chemin de fer, la duchessa con la passione per le feste da ballo in costume e il figlio cinquantenne con la passione per il grande Bologna di Arpad Weisz. La narrazione procede a singhiozzo e i sorrisi faticano a emergere.
Al proseguire della pellicola, forse in concorso con l’adesione progressiva al genere di riferimento, le gag assumono almeno un po’ di colore e la vicenda dei Martelloni e dei loro ospiti si evolve in un susseguirsi di situazioni talmente fuori dal senso comune da riuscire a trovare almeno una propria bizzarra dimensione.
Rispettabile nelle intenzioni di esplorare strade poco trafficate per la cinematografia indipendente italiana ed encomiabile nella scelta di realizzare una pellicola ecosostenibile e di basso impatto ambientale durante tutte le fasi di produzione, Nobili bugie soffre però delle prove attoriali altalenanti di protagonisti e comprimari, troppo spesso fuori contesto o sotto tono rispetto al registro fortemente sopra le righe. Numerosi i cameo di lusso, tra i quali un Gianni Morandi giocatore di poker che cita se stesso e un Giancarlo Giannini il cui personaggio impone una svolta che nel finale ribalta la prospettiva e lascia tutto il sapore di un deus ex machina risolutore.
Apprezzabile più nell’idea che nel risultato finale, Nobili bugie ha almeno il merito di fare dell’umorismo, scorretto ma non all’eccesso, su tematiche troppo spesso relegate nella gabbia della retorica e della seriosità (sebbene l’evoluzione degli eventi porti a scoprire che le cose non stanno esattamente come sembrano). La sua incompiutezza lascia in bocca un sapore più agro che dolce, dal momento che le poche risate non sono sufficienti a riabilitare completamente un prodotto che mostra il potenziale umoristico della regia di Pisu ma finirà per essere dimenticato proprio come accade a ogni casata nobiliare decaduta.

Titolo originale: Nobili Bugie
Nazionalità: Italia
Anno: 2016
Genere: Commedia
Durata: 100′
Regia
: Antonio Pisu
Interpreti: Raffaele Pisu, Claudia Cardinale, Giancarlo Giannini, Ivano Marescotti, Federico Tolardo, Nini Salerno, Tiziana Foschi, Paolo Rossi, Gianni Morandi
Sceneggiatura: Antonio Pisu, Federico Tolardo
Montaggio: Paolo Marzoni
Fotografia: Dario Germani
Produzione
: Paolo ossi, Genoma Films Srl
Distribuzione: Genoma Films
Scenografia:
Howard Cummings
Costumi: Anna Rizzoli, Scissor’s Lab
Colonna sonora: Fio Zanotti

Nelle sale italiane da giorno 24 Maggio 2018

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