Il permesso – 48 ore fuori

Il permesso – 48 ore fuori

Il permesso – 48 ore fuori, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Il permesso – 48 ore fuori
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Il film di Claudio Amendola è spuntato sia dal punto di vista della sceneggiatura che di quello della messa in scena. L’immaginario derivativo e la sostanziale mancanza di verve della storia fanno ricadere il prodotto nella noia, senza che esso regali brividi o induca a riflessioni. Carcere di Civitavecchia. Quattro detenuti hanno ottenuto un permesso …

Un noir incolore

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Il film di Claudio Amendola è spuntato sia dal punto di vista della sceneggiatura che di quello della messa in scena. L’immaginario derivativo e la sostanziale mancanza di verve della storia fanno ricadere il prodotto nella noia, senza che esso regali brividi o induca a riflessioni.

Carcere di Civitavecchia.
Quattro detenuti hanno ottenuto un permesso di quarantotto ore e tornano ad assaporare uno scampolo di libertà. Luigi (Claudio Amendola) torna a casa dopo diciassette anni e scopre che il figlio, seguendo le sue orme, è entrato nel traffico di droga e ha pestato i piedi a un pezzo grosso del mercato. Donato (Luca Argentero) va alla ricerca della moglie, caduta nel giro della prostituzione, ma scopre che è stata assassinata e intende vendicarsi sui suoi aguzzini. Angelo (Giacomo Ferrara), dietro le sbarre per una rapina finita male, torna dalla sua banda di amici e sogna di diventare un architetto di giardini, coronando gli studi conclusi in carcere. Infine Rossana (Valentina Bellè), di origini borghesi, non ha intenzione di tornare in carcere e conta sulla ricchezza della famiglia per fuggire dall’Italia.
In quelle quarantotto ore, inseguiranno i propri sogni e regoleranno i conti lasciati in sospeso.

Basterebbe assistere sgomenti a un arcigno Luca Argentero che, pugnalato all’addome e grondante sangue, fascia efficacemente le proprie ferite con del nastro adesivo da muratore, per dare una dimensione alla pellicola. Ma quello della scrittura non è l’unico macroproblema de Il Permesso – 48 ore fuori.
Le quattro storie sono narrate in montaggio alternato, con l’intento di regalare un ritmo serrato e moltiplicare esponenzialmente la tensione. Le vicende che vedono protagonisti i quattro detenuti, però, non hanno né la forza né la profondità che le faccia brillare di luce propria e, soprattutto per quanto riguarda quelle di Amendola e Argentero, finiscono per abbandonarsi all’insipido e al già visto, oltre che all’incoerenza; galleggia precaria invece quella di Bellè e Ferrara, forse anche in conseguenza del tono più decadente e meno melodrammatico.
È palese l’ispirazione al noir d’oltreoceano, come lo sono i rimandi a quello d’oltralpe, ma anche a causa di una regia non brillante, il pulp, la violenza e la disperazione sono ovattati, filtrati da una messa in scena poco brillante e non abbastanza visionaria per un prodotto di genere. Discutibili persino le scelte musicali, che bazzicano senza soluzione di continuità dalle parti di un rock declinato in chiave pseudo western moderno.
Il permesso – 48 ore fuori ha almeno il pregio di perseguire lo sdoganamento del cinema di genere in Italia, seguendo la via tracciata, con risultati alterni, dai vari Jeeg Robot, Veloce come il vento e Mine.
Pur mettendo insieme un cast che non sfigura, accumula però troppe scorie derivative e non riesce a tirar fuori dal cilindro alcuna idea originale o brillante, visiva e concettuale.
Sono sì forti le tematiche del perdono, della redenzione e dell’aspirare a un futuro migliore, per sé o per qualcuno che si ama, anche laddove non sembrano che rimanere solo cocci da raccogliere. Ma da Giancarlo de Cataldo, autore del soggetto e parte attiva della sceneggiatura, era lecito aspettarsi molto di più.

Titolo originale: Il permesso – 48 ore fuori
Nazionalità: Italia
Anno: 2017
Genere: Noir, Thriller
Durata: 91′
Regia
: Claudio Amendola
Interpreti: Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara, Valentina Bellé, Antonino Iuorio
Sceneggiatura: Giancarlo de Cataldo, Roberto Jannone, Claudio Amendola
Produzione: Claudio Bonivento, Federico Carniel, Claudia Bonivento, Carnielboniventofilm
Distribuzione: Eagle Pictures
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Roberto Siciliano
Musiche: Paolo Vivaldi

Nelle sale italiane da giorno 30 Marzo 2017

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