Hell Fest

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Hell Fest, articolo di "Emanuele Marconi" su Persinsala
sabato , 19 Ottobre 2019
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Hell Fest è un buon horror movie per giovani adulti, apparentemente privo di spessore, ma che offre uno spunto inquietante. Ricercare la paura per divertimento è una tendenza sempre più diffusa. Specie quando le giornate si accorciano, diventa buio presto, la temperatura si abbassa e magari si alza anche la nebbia. Specie a cavallo tra …

Un parco non troppo lontano dalla nostra quotidianità

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Hell Fest è un buon horror movie per giovani adulti, apparentemente privo di spessore, ma che offre uno spunto inquietante.

Ricercare la paura per divertimento è una tendenza sempre più diffusa. Specie quando le giornate si accorciano, diventa buio presto, la temperatura si abbassa e magari si alza anche la nebbia. Specie a cavallo tra ottobre e novembre. Specie ad Halloween, insomma. In particolare, è in deciso aumento la popolarità delle case infestate, dei labirinti dell’orrore e dei parchi tematici (tema: la paura), dove decine di persone in maschera «sono lì per spaventarti – come rivela la produttrice Gale Anne Hurd – E se una di quelle persone non recitasse? E se quell’uomo con la motosega stesse davvero lì per afferrarti?». Questo lo spunto che deve aver convinto la produttrice – che ha alle spalle cult horror e sci-fi come Alien, Terminator e The Walking Dead – a investire in Hell Fest.

Natalie (Amy Forsyth), una ragazza tranquilla e timida, torna in città per far visita all’amica Brooke (Reign Edwards). Ma è Halloween, e quest’ultima, insieme a un piccolo gruppo di amici, ha i biglietti per partecipare all’Hell Fest, un festival itinerante a tema horror, giunto in città per l’occasione. Convince dunque Natalie ad andare con loro per vivere una serata di paura e divertimento, tra attrazioni spaventose, labirinti e attori mascherati che spaventano i visitatori. Tra questi, però, c’è un folle che usa la maschera per passare inosservato e uccidere le persone con crudeltà.

Non usa travestimenti ambigui, invece, il film stesso, che rivela immediatamente la sua vera identità: una pellicola per teenager o giovani adulti che sfrutta i cliché tipici del genere – il gruppo di amici dall’atteggiamento smargiasso e sicuro di sé, la giovane protagonista innocente e perseguitata, gli amori giovanili spezzati dall’orrore, i bambolotti tutt’altro che amorevoli – per confezionare un “gioco” cinematografico efficace, sebbene carente di originalità e spessore.

Il congegno è comunque ben oliato e, grazie anche alla presenza di un cast tecnico esperto del genere – il regista Plotkin è stato il montatore del filone Paranormal Activity e di Scappa – Get Out, la costumista Hufkie si è occupata di The Walking Dead, la maschera del killer è stata creata da Tony Gardner (L’armata delle tenebre, Auguri per la tua morte) –, gira senza inceppamenti riuscendo a catturare l’attenzione. Ci riesce grazie a un’eccellente scenografia, a un ritmo elevato e a una tensione che mantiene un livello costantemente alto, tanto da far sorvolare (ma neanche troppo) su alcuni passaggi narrativamente inverosimili o forzati (perché mai in un bagno pubblico dovrebbe esserci un asciugatore per le mani all’altezza dei capelli? O, peggio ancora, come non accorgersi di un vero omicidio?). Non vi sono picchi di paura da “salto sulla poltroncina”, piuttosto si registrano scene di particolare intensità e crudezza, che piacerebbero a Luis Bunuel (il regista di Un Chien Andalou e della famosa scena del taglio dell’occhio) e Robespierre (sì, ci sono anche le ghigliottine).

L’impressione che lascia Hell Fest è quella di un film che riesce a offrire il giusto intrattenimento facendo leva su una bella ricostruzione ambientale e suscitando un adeguato livello di apprensione, ma che poteva aggiungere alla fruibilità della trama qualche significato ulteriore, qualche spunto di riflessione che lo elevasse dal classico film “usa e getta” da Halloween (ma non si escludono sequel, ovviamente).

A dir la verità, però, un suggerimento alla meditazione lo fornisce lo stesso Plotkin che afferma: «L’anonimato di internet è stata una grande fonte d’ispirazione per il personaggio. Le persone possono mettersi dietro una tastiera e comportarsi in maniera assolutamente orribile l’uno con l’altro. L’Altro [così viene identificato il personaggio del killer] è la personificazione di quella negatività, che fa tutte queste cose orribili un giorno all’anno e poi torna alla sua vita».

Effettivamente l’assassino non ha identità, non lo si vede mai in faccia, non si conoscono le motivazioni delle sue azioni. Però manifesta odio e libera violenza. E non è molto dissimile da quanto avviene oggigiorno su internet e le sue piattaforme, divenute amplificatori di ostilità e disprezzo anonimi.

E allora, se i canali online che utilizziamo fossero una sorta di festival degli orrori in cui entriamo tutti i giorni? E se il pericolo si nascondesse nella quotidianità? Se il male, nelle sue varie sfaccettature, si trovasse realmente intorno a noi, mascherato di normalità?

C’è da aver paura, e non è uno scherzo.

Titolo: Hell Fest
Regista: Gregory Plotkin
Sceneggiatura: Seth M. Sherwood, Blair Butler, Akela Cooper
Attori principali: Amy Forsyth, Reign Edwards, Bex Taylor-Klaus, Tony Todd
Fotografia: José David Montero
Scenografia: Michael T. Perry
Montaggio: David Egan, Gregory Plotkin
Musiche: Bear McCreary
Costumi: Eulyn C. Hufkie
Produzione: Tucker Tooley, Gale Anne Hurd
Distribuzione: Notorious Pictures
Genere: Horror
Durata: 89’
Uscita nelle sale italiane: 31 ottobre 2018

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