Giochi di potere

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Giochi di potere, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Giochi Di Potere Spettaco
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Diretto dal danese Per Fry, l’adattamento delle memorie di Michael Soussen sullo scandalo della Oil For Food si posiziona a egual distanza tra entusiasmo e delusione. Pur godendo di un buon cast, concretizza solo parzialmente gli spunti politici e morali di partenza. Michael Soussan sogna fin da bambino di diventare un diplomatico, ispirato dal padre …

Pugnalate alle spalle per principianti

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Diretto dal danese Per Fry, l’adattamento delle memorie di Michael Soussen sullo scandalo della Oil For Food si posiziona a egual distanza tra entusiasmo e delusione. Pur godendo di un buon cast, concretizza solo parzialmente gli spunti politici e morali di partenza.

Michael Soussan sogna fin da bambino di diventare un diplomatico, ispirato dal padre ucciso nell’attentato all’ambasciata americana a Beirut nel 1983. All’ennesimo tentativo viene assunto all’ONU come assistente speciale di Pasha, responsabile del programma Oil For Food. È il 2002.
Idealista per vocazione, Michael si ritrova invischiato in un mondo fatto di violenza, corruzione, tangenti e segreti mortali. Pasha, capo ma anche suo mentore, gli spiega che è il prezzo da pagare per riuscire a fare del bene. Complici però l’empatia per la popolazione irachena e l’affetto che inizia a provare per un’interprete curda, Michael si ritrova sempre più combattuto tra il desiderio di giustizia e un sistema fagocitante e senza pietà.

Giochi di potere, a differenza di quanto il titolo italiano potrebbe lasciar intendere, non è il remake del film del 1992 di Philip Noyce con Harrison Ford. Pur condividendone il genere di base, si instaura nel solco ideale del film d’intrattenimento che potrebbe avere qualcosa da dire ma finisce per sprecare parte delle proprie potenzialità. La Montagna che partorisce il più classico dei topolini malfermi.
Il materiale di partenza è esplosivo: Backstabbing for Beginners, anche titolo originale del film, è il libro di memorie in cui Michael Soussan ha raccontato tutta la melma (o il petrolio?) in cui sono state immerse le mani della Oil For Food e di tutte le personalità, sovranità e multinazionali che gravitavano intorno alla torta, per averne una fetta con il tacito accordo (o per lo meno l’immobile condiscendenza) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Politica, etica, intrigo internazionale. Una guerra che ha sempre dovuto convivere con lo spettro scomodo e ingombrante di una motivazione economica dettata dai giacimenti di petrolio controllati da Saddam Hussein. Tutti elementi che purtroppo subiscono un sostanziale depotenziamento nel processo di adattamento per il grande schermo.
I personaggi, pur archetipici, sono sostenuti a dovere dagli interpreti principali. Theo James restituisce la testardaggine e l’ostinazione dura e pura del protagonista; Ben Kingsley, pur scritturato negli ultimi anni in ruoli dalle caratteristiche ripetitive e viaggiando col pilota automatico, regala a Pasha quell’aura sardonica e di perenne ambiguità necessaria allo sviluppo del personaggio e a puntellare il castello di carta dietro le cui mura (apparentemente inespugnabili) finisce per difendersi.
La sceneggiatura però non innesta gli spunti in una narrazione fluida e intrigante, scegliendo invece di procedere per cliché triti e forzature poco convincenti da sacrificare sull’altare della giusta causa, sperando che essa abbia sufficiente appetibilità da affrancare tutto il resto.
Giochi di potere non è un film mal realizzato. Godibile per buoni tratti, invita alla riflessione ma è troppo piatto e asettico per riuscire davvero a emozionare. La tensione che costruisce si fonda sul grado di parzialità delle posizioni di ogni uomo o donna, diplomatico o funzionario, che gravita intorno a Michael Soussan, piuttosto che sui tortuosi tornanti di cui dovrebbe vivere un thriller (anche politico) canonico.
Si può davvero assecondare un male per il bene superiore? Finché la domanda continua a non trovare una risposta nel doppiogiochismo infinito e quasi grottesco di Pasha, la fiammella di Giochi di potere non si estingue. Risolto tale nodo, la pellicola finisce per limitarsi ad affrontare acque sicure per condurre in porto lo stretto indispensabile invece di avventurarsi nelle tumultuose profondità di un taglio più rigoroso che avrebbe sortito ben altro senso d’urgenza.

Titolo originale: Backstabbing for Beginners
Nazionalità: Canada, Danimarca, Stati Uniti
Anno: 2018
Genere: Thriller, Biografico
Durata: 108′
Regia
: Per Fry
Interpreti: Theo James, Ben Kingsley, Jacqueline Bisset, David Dencik, Belcin Bilgim, Rachel Wilson, Rossif Sutherland
Sceneggiatura: Daniel Pyne, Per Fry (Adattamento del romanzo Backstabbing for beginners: My crash course in international diplomacy, di Michael Soussan)
Montaggio: Morten Giese
Fotografia: Brendan Stacey
Produzione
: Creative Alliance, Eyeworks Scandi Fiction, Holylake Capital
Distribuzione: M2 Pictures
Colonna sonora: Todor Kobakov

Nelle sale italiane da giorno 11 Luglio 2018

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