Colette

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Colette, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
sabato , 19 Ottobre 2019
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Secondo adattamento cinematografico della vita della scrittrice francese vissuta a cavallo del 1900, il film di Westmoreland gode di maestranze di valore e di due protagonisti in stato di grazia. Pur senza rivoluzionare il genere e abbandonandosi a qualche sottolineatura drammatica di troppo, risulta godibile e moderno. Gabrielle Colette, nata e cresciuta in campagna, si …

La rivalsa di Colette

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Secondo adattamento cinematografico della vita della scrittrice francese vissuta a cavallo del 1900, il film di Westmoreland gode di maestranze di valore e di due protagonisti in stato di grazia. Pur senza rivoluzionare il genere e abbandonandosi a qualche sottolineatura drammatica di troppo, risulta godibile e moderno.

Gabrielle Colette, nata e cresciuta in campagna, si fidanza con l’imprenditore letterario Willy (al secolo Henry Gauthier-Villars) e si trasferisce a Parigi.
Nella capitale entra in contatto con la società libertina sviluppatasi a cavallo dell’anno 1900 e, ispirandosi alla vita della Belle Epoque, scrive i Racconti di Claudine.
D’accordo col marito, però, decide che la cosa migliore sia pubblicarli a firma di quest’ultimo. Ma il matrimonio è tutt’altro che felice e Colette, come si fa chiamare nei salotti della borghesia, comincia a esplorare il mondo dell’aristocrazia, stringendo amicizie altolocate e cimentandosi nel teatro alla ricerca di una voce da poter chiamare totalmente propria.

La storia di Sidonie-Gabrielle Colette, che sarebbe passata alla storia semplicemente come Colette, contiene in sé tutti quegli elementi che concorrono a renderla perfetta per una trasposizione cinematografica. Ci aveva provato Danni Huston nel 1992 con Becoming Colette, che vedeva Mathilda May nel ruolo della protagonista. A quasi centodieci anni dalla pubblicazione de “La Vagabonda”, Wash Westmoreland presenta la sua versione della rivoluzionaria scrittrice, stavolta impersonata da Keira Knightley.
La portata rivoluzionaria della personalità di Colette è da ricercare non solo nel talento e nelle capacità letterarie, ma anche nel contesto sociale e politico che la vede destreggiarsi in seno all’aristocrazia e all’alta borghesia francese. Un elemento che la pellicola restituisce non solo abbandonandosi a un profondo lavoro di approfondimento e rievocazione storica in fatto di costumi dettagliati e scenografie opulente, ma grazie alla misura di uno sguardo contemporaneo che, pur scelto come lente filtrante, non deforma né giudica gli eccessi del vulcanico calderone parigino d’inizio secolo (scorso).
Colette non si spinge oltre i confini di un genere biografico costruito con puntualità e cognizione, né si erge a capolavoro o a opera di rottura dal punto di vista filosofico o del linguaggio cinematografico. Restituisce però tutta la passione di una donna che ha avuto il coraggio di sfidare le convenzioni dell’epoca nella consapevolezza che il fallimento avrebbe potuto distruggerla (agli occhi di una società ipocrita e arrivista prima ancora che dal punto di vista economico).
Wash Westmoreland ha buon gioco nel tenere a bada la retorica che spesso accompagna le storie di caduta e rivalsa, concentrandosi su un substrato emozionale fatto di rabbia, perseveranza e strisciante erotismo. Keira Knightley, che ha già dimostrato in passato di saper essere a suo agio in merletti e corsetto, da vita a una Colette convincente pur facendo affiorare eteree ombre di ridondanza nella sua interpretazione. Dominic West, istrionico e gigioneggiante, riesce nell’impresa di rendere Willy quasi simpatico nel suo essere canaglia e guascone, elemento che giova sia alla narrazione che a sporadiche finestre umoristiche.
Colette è più di un racconto di iniquità sessuale o di lotta a una società patriarcale. É artigianato onesto e privo di pretestuosità, elementi che lo rendono godibile oltre che tecnicamente apprezzabile. Si abbandona troppo spesso a sottolineature ingombranti per ingigantire la portata drammatica, ma il tratto d’inchiostro che lascia sulla carta ingiallita è leggero, armonioso e privo di sostanziali sbavature.

Titolo originale: Colette
Nazionalità: Regno Unito, Stati Uniti, Ungheria
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 111′
Regia
: Wash Westmoreland
Interpreti: Keira Knightley, Dominic West, Eleanor Tomlinson, Denise Gough, Aiysha Hart
Sceneggiatura: Richard Glatzer, Rebecca Lenkiweicz, Wash Westmoreland
Montaggio: Lucia Zucchetti
Fotografia: Giles Nuttgens
Produzione
: Elizabeth karlsen, Stephen Woolley, BFI Film Fund, Bold Films, Killer Films, Number 9 Films
Distribuzione: Vision Distribution
Colonna Sonora: Thomas Ades

Nelle sale italiane da giorno 6 Dicembre 2018

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