City of Lies

City of Lies

City of Lies, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
Home | Anteprime/Recensioni | City of Lies
Maxresdefault
Maxresdefault

City of Lies
Recensioni/Articoli di

Adattamento per il grande schermo di LAbyrinth, libro inchiesta di Randall Sullivan, il film di Brad Furman ha subito pesanti ritardi di distribuzione. Giunto infine in sala, si dimostra confusionario e poco incisivo, buttando alle ortiche le buone potenzialità di una storia ancora viva nell’immaginario collettivo statunitense. Gli omicidi di Tupak Shakur e Notorious B.I.G., …

Il giallo insoluto degli omicidi Tupak e Notorious B.I.G.

Leggi la Recensione City of Lies

Adattamento per il grande schermo di LAbyrinth, libro inchiesta di Randall Sullivan, il film di Brad Furman ha subito pesanti ritardi di distribuzione. Giunto infine in sala, si dimostra confusionario e poco incisivo, buttando alle ortiche le buone potenzialità di una storia ancora viva nell’immaginario collettivo statunitense.

Gli omicidi di Tupak Shakur e Notorious B.I.G., avvenuti tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997, hanno scosso gli ambienti del rap americano.
Russell Poole, detective di Los Angeles, ha indagato per anni sul secondo omicidio cercando ipotetiche connessioni con il primo, ma continuando a sbattere sul muro di gomma eretto da criminali e forze di polizia.
Passati vent’anni il caso è ancora aperto. Il giornalista Jack Jackson va a cercare il detective Poole, ormai solo e senza lavoro, sperando di riprendere le fila dei torbidi avvenimenti e scrivere la parola fine alla vicenda. Gli ostacoli però non sono ancora crollati e i due si ritrovano sempre al punto di partenza.

I casi di Lesane Parish Crooks (Tupac) e Christopher Wallace III (Notorius B.I.G.) continuano a solleticare ancora oggi le fantasie di complottisti del crimine e semplici curiosi, nonché a tenere vivo il ricordo delle rivalità tra le bande hip-hop delle East e West Coast risalenti agli anni novanta.
City of Lies – L’ora della verità non fornisce una risposta che possa considerarsi definitiva o esauriente, ma si limita a ricalcare le prese di posizione e gli schemi già tratteggiati da LAbyrinth, il libro inchiesta di Randall Sullivan cui si ispira. Racconta di un Russell Poole invecchiato, ingrassato, che continua a riguardare videocassette e riascoltare nastri del caso che lo ha condotto alla rovina. A scavare nel torbido già portato alla luce anni prima e poi pazientemente sotterrato ci pensa il giornalista gradasso e spaccone che ha fatto fortuna proprio con articoli sensazionalistici sullo stesso omicidio e cerca di tornare sulla cresta dell’onda.
All’atto pratico però le dinamiche interne alla pellicola, diretta da Brad Furman, sono poco oleate e stridono alla ricerca di un equilibrio inafferrabile. La carne al fuoco infatti è talmente tanta che il risultato finale finisce per perdere la propria ipotetica identità in un guazzabuglio di incompletezza. Vorrebbe essere un crime movie dalle tinte forti ma non spinge sulla componente investigativa; tenta di celebrare il dramma familiare di Poole ma lascia sempre in secondo piano gli elementi dalla carica emotiva più forte, in un gioco di sottrazione che finisce per nascondere più di quanto dovrebbe; intraprende la strada della parabola di crescita di Jackson, ma le motivazioni che spingono il giornalista a cambiare rimangono nebulose e spesso incomprensibili.
La guerra (neppure troppo fredda) tra gang con il beneplacito delle forze dell’ordine assume di volta in volta i connotati di una disamina dei soprusi cui è sottoposta la comunità afroamericana della città degli angeli, delle dinamiche del mondo criminale, oppure di un ritratto troppo semplicistico in cui in polizia esistono solo il bianco della legalità e (soprattutto) il nero della corruzione.
Pur godendo di alcuni momenti di cinema discreto (la bozza di piano sequenza sulla prima scena del crimine è uno di questi), City of Lies – L’ora della verità non decolla. Il suo volo è tarpato da una sceneggiatura confusionaria e sfilacciata, nonché dalle interpretazioni sottotono persino dei due istrioni protagonisti.
Sono trapelati pettegolezzi riguardo i ripetuti ritardi nella distribuzione in sala, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Si racconta che Depp, alterato dall’alcool, abbia aggredito il location manager Gregg Brooks. In realtà è ben più probabile che il rinvio sia dovuto alla qualità poco soddisfacente di un prodotto che avrebbe potuto avere molto da raccontare ma finisce per non dire nulla di importante o vagamente interessante.

Titolo originale: City of Lies
Nazionalità: Stati Uniti
Anno: 2018
Genere: Poliziesco, Drammatico, Biografico
Durata: 112′
Regia
: Brad Furman
Interpreti: Johnny Depp, Forest Whitaker, Toby Russ, Dayton Callie, Neil Brown Jr, Louis Herthum, Shea Whigham
Sceneggiatura: Christian Contreras (adattamento del libro “LAbyrinth” di Randall Sullivan)
Montaggio: Leo Trombetta
Fotografia: Monika Lenczewska
Produzione
: Good Films, Lipsync, Romulus Entertainment
Distribuzione: Notorious Pictures
Colonna Sonora: Chris Hajian

Nelle sale italiane da giorno 10 Gennaio 2019

Lascia un commento