Blinded by the Light

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Blinded by the Light, articolo di "Emanuele Marconi" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Blinded by the Light
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In Blinded by the Light le note di Bruce Springsteen segnano la vita di un giovane pakistano, tra integrazione culturale, frustrazione e desideri. “But if dreams came true, oh, wouldn’t that be nice?”. Non sarebbe bello se i sogni si avverassero?, cantava in Prove it All Night un Bruce Springsteen giovane, irrequieto e affamato di …

A che razza di sogni aspiriamo?

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In Blinded by the Light le note di Bruce Springsteen segnano la vita di un giovane pakistano, tra integrazione culturale, frustrazione e desideri.

“But if dreams came true, oh, wouldn’t that be nice?”. Non sarebbe bello se i sogni si avverassero?, cantava in Prove it All Night un Bruce Springsteen giovane, irrequieto e affamato di vita nonostante le “Badlands”, le avversità sociali e le inquietudini che si trovava ad affrontare.

Era il 1978, e quei sentimenti cantati dal Boss incarnarono i sentimenti di un’intera generazione, o almeno di una parte di essa. Sicuramente di una classe operaia e di tanti ragazzi che, ingabbiati all’interno di condizioni sociali e lavorative sfavorevoli, cominciavano a vedere allontanarsi l’agognato “sogno americano”, ma avevano ancora la forza di non farlo svanire e l’ardore di inseguirlo.

È quanto accade anche a Javed (Viveik Kalra), un adolescente di origine pakistana che vive nella città inglese di Luton insieme alla sua famiglia, contraddistinta da un rigido tradizionalismo. Ma al di fuori delle mura domestiche ci sono “Streets of Fire”: il mondo è metaforicamente in fiamme. Il razzismo dilaga, il lavoro scarseggia, e per i giovani è diventato complicato esprimere la propria voce. Così Javed vive con sofferenza la propria condizione e trova conforto nello scrivere di nascosto storie e poesie. Tutto cambia quando, per caso, un compagno di classe gli fa ascoltare due musicassette di Bruce Springsteen. Scoprirà quanto quei testi siano vicini ai suoi sentimenti e gli daranno il coraggio per prendere in mano la propria vita e inseguire i propri sogni.

La musica è – neanche a dirlo – eccezionale, i sentimenti sono potenti, il contesto storico e sociale è interessante, la storia è densa di contenuti ma, per apprezzare quelle qualità, bisogna forzatamente fare lo slalom e superare i luoghi comuni e gli stereotipi di cui Blinded by the Light è abbondantemente infarcito: la famiglia tradizionalista e rigida, l’adolescente “ingabbiato”, la scoperta del college come un nuovo mondo (quando per la prima volta Javed vi cammina all’interno sembra non abbia mai visto niente prima), il veterano di guerra antinazista, la brava professoressa capace di instradare il talento e darne sfogo… E tra una scena e un personaggio si ripetono, come ritornelli, gli atteggiamenti costernati di Javed alternati a larghi sorrisi di spensieratezza non appena sente un frammento di canzone di Springsteen, che standardizzano un po’ le emozioni e minano leggermente la credibilità della pellicola che, per di più, si avvicina in maniera poco convinta (e fa bene!) al musical, tanto da strizzare addirittura l’occhio a Grease (attenzione, Grease è proprio del 1978 e il richiamo probabilmente non è un caso).

Fatto lo slalom, come si diceva, tra questi paletti che rallentano l’entusiasmo, il film tocca comunque con mano leggera ma efficace – e attraverso una regia sobria – molti temi interessanti.

L’importanza della musica e dell’arte in generale nella vita delle persone, innanzitutto: la loro straordinaria capacità di creare viscerali connessioni emozionali tra esseri umani e di essere il perfetto strumento nelle mani dell’uomo per “sentire” le emozioni (“Le persone hanno bisogno di sentire”, rivela a Javed la propria professoressa di letteratura) e per dare voce a esse.

E poi ancora, nel caso specifico, tutti i temi cantati dal Boss in quegli anni e veri per migliaia di persone, allora come oggi: la delicata questione del lavoro (che nobilita se lo si possiede e deprime se non lo si ha), l’esigenza di trovare e percorrere la propria strada, la necessità di lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi prefissati e all’inseguimento dei propri sogni, al di là dell’illusione del fantomatico “sogno americano”.

E infine lo spinoso problema dell’integrazione, quanto mai attuale, intesa in senso lato come inserimento lavorativo e sociale di differenti etnie e tradizioni. In questo senso diventa centrale la figura del padre di Javed, probabilmente la più complessa e interessante della pellicola. Malik (Kulvinder Ghir) è un uomo duro, molto chiuso, inflessibile, sconnesso dal contesto storico e sociale attorno a lui, severo, intransigente, perfino inclemente nei confronti di Javed. Apparentemente negativo. Eppure è un uomo altrettanto leale, che non nasconde gli affetti, un capofamiglia che si preoccupa del destino dei propri cari, un padre che vuole il meglio per i propri figli e, soprattutto e indiscutibilmente, vuole loro bene. Non sempre, però, l’idea che si ha del “bene” per qualcuno è identica da qualunque punto di vista, specie se di mezzo ci sono tradizioni differenti. Malik non è affatto un personaggio negativo: semplicemente appartiene a un’altra cultura, di cui ne incarna l’essenza.

Blinded by the Light mette dunque tanta carne al fuoco, senza renderne mai pesante la visione e, anzi, semmai cospargendo il tutto di un intenso buonismo e una forte positività, che se da un lato alimentano la fiducia verso il futuro e nelle proprie capacità, dall’altro rischiano di alimentare ancora quell’illusione antistorica del sogno americano. È materia che scotta e, pertanto, è da maneggiare con cura perché, come canta Springsteen in The River “Is a dream a lie if it don’t come true, or is something worse”.

Titolo: Blinded by the Light – Travolto dalla musica
Regista: Gurinder Chadha
Sceneggiatura: Paul Mayeda Berges, Gurinder Chadha, Sarfraz Manzoor
Attori principali: Viveik Kalra, Kulvinder Ghir, Meera Ganatra, Aaron Phagura
Fotografia: Ben Smithard
Montaggio: Justin Krish
Scenografia: Nick Ellis
Costumi: Annie Hardinge
Musiche: A. R. Rahman
Produzione: Bend It Films, Levantine Films, Rakija Films
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Genere: drammatico, musicale
Durata: 114’

Uscita nelle sale italiane: 29 agosto 2019

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