A Star is Born

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A Star is Born, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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A Star is Born
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A ogni generazione la sua stella. Bradley Cooper punta sul comparto musicale e su Lady Gaga nel ruolo della protagonista, scelta che esalta l’esperienza sonora ma porge il fianco a una recitazione altalenante. Buona regia all’esordio, sceneggiatura poco incisiva. Ally ha un gran talento per il canto ma sbarca il lunario come cameriera. Durante un’esibizione …

È nata una stella. Per la quarta volta.

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A ogni generazione la sua stella. Bradley Cooper punta sul comparto musicale e su Lady Gaga nel ruolo della protagonista, scelta che esalta l’esperienza sonora ma porge il fianco a una recitazione altalenante. Buona regia all’esordio, sceneggiatura poco incisiva.

Ally ha un gran talento per il canto ma sbarca il lunario come cameriera.
Durante un’esibizione in un locale privato viene notata da Jackson Maine, chitarrista rock affermato ma in bilico sul baratro di droghe e alcool. Stregato dalla sua voce cristallina, Jackson la convince a cantare con lui davanti a una platea di migliaia di persone. Il video della performance finisce online e viene visualizzato da milioni di persone.
È l’inizio della carriera folgorante di Ally, che ha tutte le potenzialità per diventare una nuova stella del panorama musicale, e di una storia d’amore intensa e complicata.

L’idea di realizzare il terzo remake del classico di William Wellman datato 1937 (i primi due risalgono al 1954 e 1976), oltre a evidenziare un ormai congenito blocco creativo dalle parti di Hollywood e dintorni, poteva diventare una scommessa già persa in partenza. La patata bollente, passata persino dalle mani di Clint Eastwood, viene raccolta nel 2015 da Bradley Cooper, che si gioca il debutto registico tra mille incognite e con un esito che all’apparenza pronostica due soli risultati: il prevedibile fallimento di un’operazione nata già marcia o il successo della solita storia declinata da un punto di vista differente.
È ironico invece come A star is Born finisca proprio a popolare quella terra di nessuno lontana dalla debacle ma che non riesce a raggiungere una completezza a tutto tondo.
La prima nota positiva a saltare all’occhio è una regia che, malgrado le ingenuità proprie di gran parte degli esordi, riesce a non essere piatta né deragliare nel tentativo di strafare. La macchina da presa è sempre a ridosso dei personaggi, li circonda senza ingessarli, non si avventura in campi lunghi e orpelli dinamici rimanendo invece fissa ad altezza spalle, si presta volentieri alla camera a mano. la promozione del Cooper regista va di pari passo con quella del Cooper attore: se è vero che Jackson Maine è l’ennesimo ritratto, neppure troppo originale, di una rockstar e dei suoi demoni, è altrettanto innegabile che la voce calda e strascicata e il fascino da bello e dannato dell’attore di Philadelphia restituiscono una puntuale gamma di emozioni.
L’altra faccia della medaglia è una scrittura che rimbalza tra momenti di prevedibilità e situazioni poco ispirate, complici alcune forzature nella raffigurazione del mondo della musica. Un vuoto di sceneggiatura che si ripercuote sulla pellicola e risuona sempre più nitido col passare dei minuti, appesantendo le due ore abbondanti di durata con banalità e retorica da cioccolatini (una tra tutte l’esplicita metafora, decantata a schermo come perla di saggezza e talmente trita da risultare insopportabile, della donna come porto per l’uomo naufrago in balia delle onde).
Infine merita menzione la tanto chiacchierata prova di Lady Gaga nel ruolo di Ally. Il talento cristallino della cantante e la potenza della sua voce sono innegabili, ma al netto recitativo si presenta un conto fatto di luci e ombre: convincente nell’esprimere le emozioni più forti, si perde quando c’è da lavorare di controllo e sottrazione, finendo per alternare monoespressività e iperdrammaticità.
Il film gode però più di tutto di un comparto musicale convincente, di canzoni piacevolmente orecchiabili (La melodia di Shallow, che è anche il singolo promozionale estratto dall’album della colonna sonora, rimane in mente anche parecchie ore dopo la visione) e dell’alchimia esplosiva tra Bradley Cooper e Lady Gaga. Il cantato è stato registrato in presa diretta senza ricorso al playback, fatto che aggiunge un ulteriore strato di profondità artistica.
A star is Born è un buon debutto registico, un film d’amore la cui portata sentimentale è smorzata da momenti di stanca e banalità. Con un po’ di attenzione in più alla scrittura e al rigore narrativo sarebbe stata un’opera completa. Invece rimangono solo acuti singoli e luci sfavillanti isolate, destinati ad affievolirsi quando i fari del palcoscenico si spengono.

Titolo originale: A Star is born
Nazionalità: Stati Uniti
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Musicale
Durata: 135′
Regia
: Bradley Cooper
Interpreti: Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott, Dave Chappelle, Andrew Dice Clay
Sceneggiatura: Bradley Cooper, Will Fetters, Eric Roth
Montaggio: Jay Cassidy
Fotografia: Matthew Libatique
Produzione
: Bradley Cooper, metro-Goldwyn-Mayer, Peters Entertainment
Distribuzione: Warner Bros Pictures
Colonna Sonora: Bradley Cooper, Lady Gaga, Lukas Nelson

Nelle sale italiane da giorno 11 Ottobre 2018

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